Movida selvaggia, il Comune ora fa “buoni” e “cattivi”: chiusura anticipata per nove bar - Genova 24
Estrema ratio

Movida selvaggia, il Comune ora fa “buoni” e “cattivi”: chiusura anticipata per nove bar

Ma gli esercenti colpiti non ci stanno: “Tursi ci trova anche un posto di lavoro?”. E il ricorso al giudice è dietro l'angolo

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Genova. Marco lavora in uno dei locali più conosciuti del centro storico, il Bar degli Asinelli. “Ora la movida è stroncata per la gioia dei residenti! Noi gestori dei locali avevamo fatto del nostro meglio per controllare il fenomeno ma non ci siamo riusciti, evidentemente, se avete qualche posto di lavoro da proporre a noi e ai nostri collaboratori ogni offerta è benvenuta”.

Il tono è ovviamente sarcastico, amaro, come il corochinato che dietro al bancone viene servito a fiumi. Non una semplice chupiteria, Gli Asinelli, ma un’icona vera e propria che però, come altri otto pubblici esercizi, sarà costretto a chiudere i battenti con orario anticipato fino almeno al 31 gennaio 2022.

Questo il contenuto di provvedimento cautelare deciso dal Comune di Genova per rispondere in qualche modo alle richieste dei comitati di residenti più combattivi e che impone la chiusura alle 23.30 nelle sere di venerdì, sabato, domenica, oltre a festivi e prefestivi per le prossime settimane. L’unica eccezione sarà concessa a Capodanno.

I locali interessati sono, oltre agli Asinelli e a Gio.Si in via Canneto il Lungo, il Moretti in via San Bernardo, il Fitz in via delle Grazie, La Vita, Boss, l’Atmosfera e Rosso di Sera in via San Donato e il Tequila in piazza Ferretto.

Sono cioè quegli esercizi che secondo le testimonianze degli abitanti e i rilievi della polizia locale favoriscono la concentrazione di giovani fino a tarda notte e l’uso incontrollato di sostanze alcoliche. Sono anche quelli dove sono state rilevati i più alti tassi di rumore. E ricordiamo che i comitati del centro storico si sono detti pronti a presentare un esposto in procura sul mancato rispetto del diritto alla salute.

Sarebbero quindi “empiriche” le motivazioni che hanno fatto scattare una disparità di trattamento da parte della civica amministrazione tra locali “buoni” e “cattivi”. I buoni potranno continuare a tenere aperto fino alle 3 del mattino. Gli altri dovranno chiudere entro le 23.30, pena sanzione o se recedivi sospensione della licenza. Non è detto, però, che anche contro questo provvedimento gli esercenti decidano di rivolgersi a un giudice.

Gli abitanti delle associazioni Assest e Vivere il Centro storico avevano chiesto, in realtà, che fossero chiusi a mezzanotte tutti i locali, senza distinzione di sorta.

Intanto il titolare del Moretti, Giancarlo Sgarazutti, ha già raccolto oltre 500 firme di clienti per chiedere la revoca della chiusura alle 23.30.

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