L'edilizia traina la ripresa in Liguria, ma il caro materie prime rischia di rovinare la festa - Genova 24
Settore cruciale

L’edilizia traina la ripresa in Liguria, ma il caro materie prime rischia di rovinare la festa

Registrate 731 imprese in più rispetto a due anni fa ma Tafaria (Filca Cisl) avverte: "Molti rinunciano a lavorare, si rischia una nuova ricaduta sull'occupazione"

Generica

Genova. È il settore delle costruzioni a trainare la ripresa in Liguria come si vede dagli ultimi dati elaborati dalle Camere di commercio sul terzo trimestre del 2021 che mostrano un saldo tra aperture e chiusure di imprese positivo in tutta la regione. Ancora più significativo il confronto col periodo pre-Covid: al 30 settembre in Liguria risultavano iscritte 29.736 imprese edili, cioè 731 in più rispetto al 2019, con una variazione percentuale del 2,50%.

A dare un’iniezione decisiva è stato ovviamente il superbonus sull’edilizia privata, ma il rischio concreto è che i rincari sulle materie prime possano frenare il rilancio del settore. “Molte imprese stanno rinunciando a lavorare – avverte Andrea Tafaria, segretario regionale della Filca Cisl –. Il problema è che gli appalti sono già stati aggiudicati, ma nel frattempo i prezzi sono triplicati e le aziende devono comunque portare le opere a termine altrimenti pagano penali. Per paura di non farcela rifiutano le commesse col risultato che ora è difficile trovare ditte disponibili. Abbiamo paura che tutto questo possa minare la ripartenza e provocare una ricaduta sull’occupazione“.

Anche perché, al netto dei timori per il futuro, a confermare il recupero delle costruzioni sono anche i dati della cassa edile riferiti per ora a luglio. In Liguria risultano 16.785 lavoratori (rispetto all’anno scorso 2.190 in più), 202 milioni di massa salari (rispetto a 177 milioni) oltre 24 milioni di ore lavorate (l’anno scorso erano 19 milioni). Dati che tuttavia sono ancora distanti da quelli del 2008, anno segnato dalla crisi economica (24.300 lavoratori, quasi 250 milioni di massa salari, oltre 27 milioni di ore lavorate). Situazione simile in provincia di Genova dove quest’anno sono stati recuperati 1.710 lavoratori (nel 2008 erano 8.454) e oltre 2 milioni di ore lavorate (ancora un milione di differenza da colmare rispetto al 2008).

“Su Genova abbiamo ancora 3mila disoccupati da ricollocare – prosegue Tafaria -. La speranza è che il superbonus 110% venga rinnovato oltre il 2023. Oltre a quello stiamo lavorando con Ance perché le scuole edili possano riqualificare le maestranze sia per riconvertirle all’edilizia del futuro sia per avvicinare i giovani stessi a un modo di costruire che non sarà più quello tradizionale col cemento, ma includerà materiali come legno, acciaio e vetro”.

Oltre alla crescita delle costruzioni, il quadro generale dell’economia in Liguria vede attività manifatturiere e commercio leggermente in calo, con differenze da provincia a provincia. A Genova a fine settembre risultavano 70.539 imprese attive, lo 0.6% in più rispetto a settembre 2020 e il saldo fra iscrizioni (806) e cessazioni (7131) è di 75 aziende in più. In crescita quasi tutti i settori, a partire dalle costruzioni, che passano da 13.350 a 13.625 aziende rispetto a settembre 2020. Salgono anche alloggio e ristorazione (+0,7%), attività immobiliari (+1,7%), servizi alle imprese (+2,3%), attività professionali, scientifiche e tecniche (+3,6%) e finanziarie e assicurative (+3,9%). Calano invece attività manifatturiere (5.473 imprese, -0,8%), commercio (20.558, -1,1%), trasporti (- 0,8%) e agricoltura (-0,9%).

leggi anche
Generica
Bene
Edilizia, numeri da boom economico. Pezzoli (Fillea Cgil): “Ora rinnovo del contratto”