La sanità “spina” per Toti, Lega chiede un confronto e filtrano malumori: “Troppi proclami non attuabili” - Genova 24
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La sanità “spina” per Toti, Lega chiede un confronto e filtrano malumori: “Troppi proclami non attuabili”

La riunione di maggioranza si terrà domani sera, a Genova: ufficialmente “nessuna animosità” ma situazione tesa

Toti sanità ospedali

Liguria. “Va tutto bene, tranne quello che non va”, recita un vecchio detto. E così si potrebbero riassumere anche i rapporti all’interno della maggioranza al governo di Regione Liguria che appaiono piuttosto tesi, almeno in questo momento, in tema di sanità.

Se ne parlerà domani sera (venerdì 12 novembre), a Genova, nell’ambito di una riunione di maggioranza convocata per le 18 e richiesta espressamente dalla Lega. Un vero e proprio “faccia a faccia” secondo alcuni, ma ufficialmente “un semplice confronto”. 

Eppure le sorti della sanità, e in particolare di quella del ponente savonese, tengono banco in questi giorni tra un ospedale Santa Maria di Misericordia di Albenga continuamente minacciato da nubi di tempesta, azzoppato in termini di reparti e con un Punto di primo intervento a rischio chiusura, nonostante le smentite, e un ospedale Santa Corona in affanno e privato ormai da oltre un anno del Punto Nascite. 

Toti, dal canto suo, ha rassicurato le parti politiche e i cittadini, affermando con sicurezza, proprio ai microfoni di IVG.it, che “il Ppi di Albenga non chiuderà” e che “il Punto Nascite di Pietra riaprirà a breve”. Ma quello che, secondo i ben informati, fa “storcere il naso” ad alcuni, in particolare all’interno della Lega, sono sia il “metodo” che le “tempistiche prospettate, a dir poco fumose”. 

“Abbiamo richiesto una riunione con tutte le componenti della maggioranza, ma non c’è nessuna animosità. Vogliamo semplicemente fare il punto con il presidente e assessore Toti per conoscere i suoi intendimenti e le sue intenzioni in tema di sanità”, hanno fatto sapere dalla Lega. 

Dichiarazioni all’apparenza distensive che celano però, a quanto pare, un malumore diffuso tra gli alleati, generato da un “Toti accentratore” che, troppo spesso, “si muove in totale autonomia”, accompagnando la sua azione con “proclami difficilmente o del tutto non attuabili”. 

E la mente, quindi, non può che andare alle recenti dichiarazioni su Ppi e Punto Nascite, ma anche sulla decisione prima di affidare gli ospedali di Albenga e Cairo Montenotte ad una convenzione pubblico-privata, salvo poi, complici le sentenze, ritrattare, ma con prospettive per il futuro ancora tutte da stabilire con certezza. E fa specie che siano proprio gli alleati a richiedere un incontro per conoscere le intenzioni del governatore, evidentemente non così chiare nemmeno a coloro che gli stanno accanto.

La delega alla sanità, nella prima presidenza Toti, era stata affidata alla leghista Sonia Viale, bersagliata a più riprese da aspre critiche per il suo operato in ambito sanitario, in particolare nel savonese. Ma ora che la delega alla Sanità è in capo al governatore, è proprio la Lega a chiedergli conto delle sue intenzioni. 

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