La proposta degli ingegneri genovesi per riformare la medicina territoriale - Genova 24
Linee guida

La proposta degli ingegneri genovesi per riformare la medicina territoriale

"La prima analisi - mentre i pronto soccorso e le terapie intensive soccombevano stracolmi di pazienti - ha fatto capire subito che la ragione stava nella struttura "ospedalocentrica" del sistema"

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Genova. In una pubblicazione di 80 pagine sono state presentate dagli ingegneri genovesi le linee guida, elaborate partendo dalla crisi delle strutture sanitarie dovute alla pandemia, per rivedere – con approccio ingegneristico – il sistema sanitario regionale, con una proposta di supporto operativo all’Azienda sanitaria ligure Alisa.

Il contributo di medici e scienziati al lavoro di specialisti di edilizia ospedaliera, bioingegneri, urbanisti, e professionisti di varie discipline, medici compresi, verrà sottoposto alle istituzioni, Regione in primis, per aprire un confronto.

Una proposta frutto di un anno di lavoro, nata da specialisti di ingegneria (come bioingegneri, esperti in edilizia ospedaliera, in statistica e nello studio di data-base, oltre che urbanisti e scienziati di lungo corso) ma anche di medicina, culminata con una serie di linee guida per riformare tutto il sistema sanitario ligure guardando alla medicina territoriale con approccio ingegneristico.

È il risultato del lavoro, svolto durante la pandemia con lunghi confronti attraverso video-call online, dalla Commissione Sanità dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Genova, partita proprio dalle inevitabili domande legate ai motivi che hanno fatte saltare – non solo in Liguria, ma in Italia e nel mondo – il sistema ospedaliero facendo chiudere interi reparti con l’inconsueta e non certo priva di conseguenze rinuncia a curare gli altri malati per mancanza di posti letto, il collasso strutturale dovuto a impreparazione, mancanza di attrezzature e di personale.

Al tema è dedicato il “Block Notes”, supplemento della rivista dell’Ordine degli Ingegneri genovesi: 80 pagine dal titolo “Liguria, rivoluzione Sanità. Dagli ingegneri le proposte per un approccio scientifico. Progetto per la medicina territoriale”.

La prima analisi – mentre i pronto soccorso e le terapie intensive soccombevano stracolmi di pazienti – ha fatto capire subito che la ragione stava nella struttura “ospedalocentrica” del sistema: ovvero una sanità territoriale basata sostanzialmente sulla presenza degli ospedali che non solo si fanno carico di tutti i malati che vengono riversati nelle corsie passando dal pronto soccorso, ma nella maggior parte dei casi la loro collocazione non è decisa in base a criteri scientifici (densità di popolazione, malattie statisticamente più numerose rilevate in quella zona che determino l’apertura di un determinato reparto, studio delle caratteristiche anagrafiche e legate alla salute della popolazione, distribuzione razionale delle attrezzature diagnostiche più sofisticate e così via), ma per motivi diversi che niente hanno a che vedere con le esigenze della popolazione, comprese quelle legate alla facilità degli spostamenti. Come, per fare un esempio, se a Est della regione ci fosse la maggiore concentrazione di persone anziane, ma l’unico reparto di geriatria venisse aperto in un ospedale nell’estremo Ovest.

Allora, rivedere il sistema sanitario con criteri ingegneristici vuol dire anche questo: realizzare innanzitutto piani utilizzando le informazioni dei data-base disponibili – integrati da apposite ricerche – che riguardano gli abitanti, gli spazi, i fattori ambientali, sociali, clinici, medici, funzionali, economici e prima di prendere qualunque decisione riguardo la localizzazione e le caratteristiche dei presidi sanitari, stabilirne le convenienze proprio in base ai dati raccolti e incrociati e poi studiati secondo criteri statistici e scientifici in base a un approccio metodologico, frutto quindi di soluzioni non improvvisate.

“Come abbiamo scritto nella nostra rivista “A&B” – spiegano gli ingegneri genovesi – mentre lo studio andava avanti, oggi si può ripensare un modello di sanità efficiente in Liguria utilizzando modelli geospaziali, che armonizzano metodi informatici geografici (GIS) e analisi decisionale multicriterio (MCDA), ovvero tecnologie perfezionate ed applicate in diversi campi decisionali, che integrate fra loro hanno rivelato enormi potenzialità di supporto decisionale spaziale”.

E continuano: “Da qui la proposta di alleggerire gli ospedali con un forte rafforzamento dell’assistenza domiciliare, la creazione di una rete di Case di Comunità o della Salute, e di costruire le strutture sanitarie con moderni criteri che tengano conto delle tecnologie costruttive più avanzate in campo sanitario. Passando intanto dalla disponibilità – come Ordine degli Ingegneri – ad affiancare e supportare Alisa, l’Azienda ligure sanitaria, nell’adeguamento alle normative internazionali e agli studi specifici di settore secondo le richieste europee e l’impiego a questo scopo dei fondi legati al PNRR”.

Infine concludono: “Il Block Notes contiene non solo le linee guida più importanti tracciate dai componenti Commissione Sanità, ma anche una serie di contributi di medici, specialisti e docenti universitari che entrano nel merito di argomenti specifici, dimostrando la necessità di un ripensamento del sistema sanitario.

Tante testimonianze, esempi concreti, una proposta articolata ed organica da parte dell’Ordine degli Ingegneri di Genova dunque, rivolta non solo alle istituzioni, ma anche agli altri Ordini e Collegi il cui apporto di idee e professionalità può essere prezioso per dare gambe a un progetto che vuole garantire la salute e il funzionamento del sistema nonostante qualunque emergenza possa capitare in futuro”.

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