La Liguria promuoverà le "culle per la vita", l'opposizione: "Campagna oscurantista contro l'aborto" - Genova 24
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La Liguria promuoverà le “culle per la vita”, l’opposizione: “Campagna oscurantista contro l’aborto”

La mozione presentata da Muzio (Forza Italia) impegna la giunta Toti ad attivare una "campagna informativa" rivolta alle donne in gravidanza

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Genova. È stata approvata a maggioranza in Consiglio regionale la mozione presentata da Claudio Muzio (Forza Italia) che impegna la giunta Toti “a porre in essere, nel quadro delle azioni di sostegno alle donne in gravidanza che si trovino in situazione di difficoltà economica, psicologica o sociale, una adeguata campagna informativa in merito alla possibilità del parto in anonimato garantita dalla legge e alla presenza delle culle per la vita sul territorio regionale“. Polemica da parte delle opposizioni che la bollano come una proposta anti-abortista.

“La normativa sul parto in anonimato è ancora poco conosciuta e gli abbandoni in luoghi non sicuri risultano purtroppo ancora oggi maggioritari, con conseguenze spesso tragiche per il neonato – spiega Muzio nel documento approvato -. Le culle per la vita possono rappresentare un importante strumento per evitare gesti disperati e abbandoni che avvengono in luoghi e con modalità che mettono a rischio la vita stessa del neonato, per strada o, peggio, nei cassonetti dei rifiuti”. 

In Liguria sono già presenti cinque culle per la vita, di cui due a Genova, una presso il muro di cinta dell’ospedale Galliera e una vicino alla cappella dell’ospedale Villa Scassi.  “Ricordo che sono state introdotte in Italia per iniziativa di enti ed associazioni, tra cui il Movimento per la Vita, a partire dagli anni Novanta – continua Muzio -. Si tratta di strutture termiche concepite appositamente per permettere alle madri, in casi di estrema difficoltà, di lasciare i neonati in un luogo totalmente protetto, nel pieno rispetto della sicurezza del bambino e della privacy di chi lo abbandona. Sono poste in luoghi agevolmente raggiungibili e sono dotate di una serie di dispositivi quali il riscaldamento, la chiusura in sicurezza, il presidio di controllo h24 e la rete con il servizio di soccorso medico, che ne permettono un facile utilizzo e consentono un pronto intervento per la salvaguardia del bambino”.

Bocciato l’emendamento del Pd che chiedeva di modificare l’impegnativa potenziando la rete dei consultori, sede centrale nella tutela della maternità così come previsto dalla legge 194. “È riduttivo parlare solo di una campagna informativa su parto in anonimato e presenza delle culle per la vita, perché non entra nel merito della presa in carico e della cura della donna in attesa di un bambino. Per questo abbiamo votato ‘no’. Quello che serve davvero, invece, è potenziare i consultori per dare alle donne un sostegno concreto, non solo alla fine della gravidanza, ma per tutto il tempo d’attesa. Non servono i manifesti che promuovono le culle per la vita. Il problema dell’informazione deve essere legato alla rete della prevenzione che parte proprio dai consultori, che sul territorio possono essere un sostegno concreto, perché i motivi per cui una donna decide di abbandonare il proprio bambino, non sono solo economici, ma si tratta di situazioni molto più complesse, ed è a questo che bisogna dare risposte, prima che la donna arrivi alla decisione di abbandonare il proprio figlio”.

Una “mozione oscurantista e che non tutela affatto la salute psicofisica della donna, andando solo ad accrescere un clima di stigma, giudizio e disservizio sanitario nei confronti di chi decide di abortire – dichiara il capogruppo di Linea condivisa Gianni Pastorino –. L’aborto è un diritto e non sarà facendo violenza psicologica attraverso la possibilità del parto in anonimato che si vedrà calare ulteriormente il numero di interruzioni volontarie di gravidanza. Inseriamo piuttosto l’educazione alla sessualità nelle scuole con percorsi seri e continuativi, battiamoci per dare accesso gratuito a qualunque metodo contraccettivo, finanziamo e potenziamo i consultori che dovrebbero essere il vero motore dell’applicazione della legge 194. E se una persona vuole abortire, aiutiamola ad accedere ad un proprio diritto senza giudicarla”.

“La maggioranza affronta un tema oltremodo delicato e spesso doloroso con gli unici strumenti che conosce: i freddi numeri e le campagne informative – commenta il consigliere M5s Paolo Ugolini -. Dicono di voler arginare il fenomeno dell’abbandono dei neonati rivolgendosi alle donne in gravidanza che si trovano in situazione di difficoltà per motivi economici, psicologici o sociali. Puntano il dito contro chi ha paura. Ma davvero credono che gli spot e i volantini potranno aiutare le donne che vivono spesso ai margini della società e che magari temono di esporsi? Pensano che una ragazza abbia la forza di compiere una scelta basandosi su uno spot o leggendo un pamphlet? Il percorso che ha in mente la maggioranza dimentica che le persone in difficoltà hanno bisogno di essere affiancate e seguite da persone competenti, che solo i consultori possono garantire”.

“Sono stupito del voto contrario dell’opposizione, che ha accusato il sottoscritto e la maggioranza di essere mossi da intenti ideologici che sono invece del tutto estranei a questa iniziativa e che, a ben vedere, stanno al fondo del no espresso dai consiglieri di minoranza”, chiosa il capogruppo di Forza Italia.

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