Gli studenti genovesi tornano in piazza, il 19 novembre corteo da Brignole - Genova 24
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Gli studenti genovesi tornano in piazza, il 19 novembre corteo da Brignole

Chiedono di tornare a fare assemblee in presenza, di avere orari più flessibili e meno classi pollaio. Ma anche una scuola che sia contro ogni forma di discriminazione

Corteo antirazzista degli studenti

Genova. Venerdì 19 novembre, gli studenti genovesi scenderanno in piazza alle 9 con un corteo che partirà dai giardini di Brignole. “Con delle richieste ben precise – dicono dalla rete di studenti – assemblee d’istituto in presenza, un cambio di prospettiva sugli orari da parte della prefettura e una miglioria del sistema scolastico, contro le classi pollaio e per un serio piano di edilizia scolastica”.

“Con il continuo progredire della pandemia, negli ultimi due anni, il comparto scuola è stato decisamente messo in secondo piano – spiega Francesco Devoti, coordinatore della Rete degli Studenti di Genova – scenderemo in piazza perché siamo stanchi di non poter fare assemblee di istituto in presenza. Le assemblee sono uno spazio di socialità che non può essere messo da parte all’interno del sistema scolastico. Vogliamo anche una revisione degli scaglionamenti previsti dalla Prefettura, perché non è possibile che ci siano studenti che, per il solo fatto di abitare lontano dalla propria scuola, debbano arrivare a casa nel pomeriggio inoltrato”.

Non manca, poi, un richiamo ai problemi che, ormai da anni, affliggono la scuola italiana: edilizia scolastica insufficiente, classi-pollaio, scuole che crollano e abbandono scolastico.

Il corteo vedrà partecipi diverse realtà del movimento studentesco genovese oltre alla Rete degli Studenti Medi, come il collettivo Edera e il coordinamento medi internazionalisti.

“Vogliamo una scuola che non parli solo dei problemi ambientali. Le stesse potenze che partecipano al COP26 e stendono accordi green entro il 2100, stanno investendo in piani di riarmo che arrivano a più di 1900 miliardi – attacca Lucia Piccolo, del Cmi – se il clima è così importante, perché le potenze spendono solo 1/19 dei 1900 miliardi per la riconversione energetica? Inquina di più una bomba atomica o un automobile a diesel? È più pericoloso il riarmo o la CO2? Vogliamo una scuola che ci prepari al futuro”.

“E poi, una scuola che non lasci indietro nessuno, che riporti agli studenti gli scenari disumani attuali, come quello ai confini tra Bielorussia e Polonia, dove 4000 profughi cercano di arrivare in Europa. Migliaia di persone lasciate al freddo, alla fame nelle foreste baltiche, a cui viene impedito di oltrepassare il filo spinato europeo. Per questo scenderemo in piazza il 19 novembre:
Vogliamo una scuola che dica no alle frontiere e al military green e che sia per la massima accoglienza dei migranti e studenti come noi”, conclude.

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