Frode fiscale ed evasione di Iva sulla compravendita di auto: indagato Sandro Biasotti - Genova 24
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Frode fiscale ed evasione di Iva sulla compravendita di auto: indagato Sandro Biasotti

La procura di Genova ha chiuso le indagini nei confronti di 11 persone. Il senatore: "Accuse infondate, ci difenderemo"

Biasotti

Genova. La procura di Genova ha chiuso le indagini nei confronti di 11 persone nell’ambito dell’inchiesta nata su una presunta frode fiscale sulla compravendita di automobili ed evasione di Iva. Tra le persone indagate c’è il senatore Sandro Biasotti, ex presidente della Regione Liguria e in forza a Coraggio Italia.

Il politico è indagato per falso in bilancio. “Finalmente, dopo oltre due anni e mezzo – replica Biasotti – si sono chiuse le indagini preliminari: nemmeno per il crollo del Ponte Morandi o per reati di mafia sono durate così tanto. Ora potremo difenderci da accuse totalmente infondate. Io sono indagato come membro del cda della Biasotti Group, che nulla c’entra con l’indagine che riguarda le concessionarie. Bastava chiedere agli oltre 200 dipendenti delle stesse, per sapere che io non mi sono mai occupato di amministrazione o di operatività. Per queste ingiustizie sono stato portato a vendere sei mesi fa tutto il mio gruppo di concessionarie, che purtroppo ora non sono più genovesi”.

Secondo gli investigatori alcune aziende “fantasma”, non inserite nella galassia Biasotti e mascherate da ditte autorizzate al commercio di macchine con l’estero, erano state usate per aggirare il pagamento dell’Iva. La rete di aziende aveva come sponda, secondo gli inquirenti, tre società collegate al Gruppo Biasotti (la “Novelli 1934 srl”, Autobi srl” e “Bimauto srl”) ottenendo crediti d’imposta con lo Stato e l’incremento del giro d’affari.

Due anni fa erano state indagate due persone: Antonio Barba (cognato di Sandro Biasotti) e Enrico Manfredi, titolare secondo la procura delle società fittizie a cui venivano vendute le auto.

Secondo la guardia di finanza, coordinata dal procuratore Francesco Pinto, sarebbero state fatte numerose vendite di auto a presunti esportatori, in realtà missing traders (evasori professionali), che erano privi di qualsivoglia operatività commerciale nel settore, in pratica vere e proprie teste di legno, che rilasciavano false lettere di intento nelle quali rappresentavano il diritto a concludere operazioni di acquisto esenti Iva per poi trasferire le auto ad altri acquirenti a prezzi estremamente vantaggiosi.

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