Esplosioni, polveri e rumore: per i cittadini di Fegino con i cantieri Cociv/Rfi il quartiere è invivibile - Genova 24
Disagi

Esplosioni, polveri e rumore: per i cittadini di Fegino con i cantieri Cociv/Rfi il quartiere è invivibile

Gli abitanti di via Ferri si sono sfogati in commissione comunale: "Non dormiamo più, vogliamo il programma dei lavori". Da lunedì si riunirà l'osservatorio ambientale

Generico novembre 2021

Genova. Carmelo Genovese abita in via Ferri 14, a Fegino, con la moglie e la figlia piccola. Il cantiere del nodo ferroviario e del terzo valico si trova “a zero metri da casa” sua. Polveri, rumori, esplosioni, traffico costantemente nel caos: “La situazione è insostenibile, ho scritto Pec a chiunque, Cociv, Rfi, Comune, Regione, ma non ho mai ricevuto risposte, è possibile che il cantiere non tenga minimamente conto di noi?”.

Insieme a quella di Genovese, altre esperienze dei residenti della zona sono state ascoltate, questa mattina, durante la commissione consiliare sull’andamento dei lavori. Racconti horror, se non fosse che Halloween è passato ormai, storie di persone che da settimane non riescono a dormire, che non possono aprire le finestre o utilizzare i propri stessi terrazzi per non venire soffocati dalle polveri, che si trovano a sobbalzare da un momento all’altro per le esplosioni controllate per scavare il tunnel ferroviario, poco distante.

Alla commissione, oltre al Comitato dei cittadini di Borzoli e Fegino presieduto da Antonella Marras, anche alcuni rappresentanti di Cociv, il concessionario dei lavori, e di Rfi, che sta portando avanti il progetto. Entrambi hanno riconosciuto i disagi “inevitabili” ma hanno detto che le prescrizioni e le normative sono pienamente rispettate. Ci saranno tentativi di migliorare le cose, tuttavia, ma per esempio, le esplosioni non si possono sostituire con altre lavorazioni.

Le esplosioni sono l’unico metodo di scavo per avanzare con lo scavo della galleria, perché il terreno è troppo tenace per procedere altrimenti – ha spiegato Mariano Cocchetti, Rfi – tuttavia i cittadini hanno ragione, è necessario essere maggiormente trasparenti sulla programmazione di queste esplosioni, anche se non sarà mai possibile comunicare al minuto quando avverranno”.

La mancanza di trasparenza è uno degli aspetti maggiormente criticati dalla popolazione. “Le esplosioni sono molto frequenti – racconta Giada Talatin, residenti a Fegino da appena due anni – è possibile che non si sappia quando ci saranno?”. La giovane ha comprato una casa con terrazzo ma, di fatto, non può usarlo. “C’è uno strato di polvere grigia, la stessa che avremmo in casa se tenessimo le finestre aperte”, sottolinea.

Rosaria Cozzolino, 70 anni, per dormire è costretta a “prendere le gocce”, lo rivela lei stessa durante il suo intervento: “I rumori sono continui, spesso anche di notte, è impossibile dormire persino con le finestre chiuse, e quando ci riusciamo veniamo svegliati da esplosioni alle 7 del mattino, vi sembra un orario a cui fare scattare delle esplosioni?”.

Secondo Danilo Ballarini, “via Ferri 16, a 15 metri dal cantiere, il fatto che queste aziende abbiano l’autorizzazione per lavorare anche di notte è un segnale di indifferenza e snobismo nei confronti di un quartiere abitato, fare esplodere microcariche senza monitorare lo stato degli edifici è un secondo segnale di indifferenza e snobismo, la rimozione dell’amianto senza avvertire di tenere le finestre chiuse, la presenza di polveri su polveri, la mancanza di paratie e nebulizzatori, tutto è segnale di indifferenza nei nostri confronti”.

Giuseppe Irace, di Cociv, ha smentito alcune accuse dei cittadini affermando che la pulizia dei mezzi in uscita dal cantiere viene effettuata (molti hanno detto di non averla quasi mai vista in atto) e che le strade sono spazzate tre volte alla settimana (una frequenza giudicata comunque insufficiente dal quartiere). “Ma le prescrizioni sono rispettate”, ribadisce.

Una maggiore comunicazione ai cittadini del calendario dei lavori, esplosioni comprese, e un più efficace intervento di controllo di polvere ed emissioni è stato suggerito anche dalla consigliera comunale del Pd Cristina Lodi, nonché da altri consiglieri, come Gianni Crivello, che nei giorni scorsi erano stati a Fegino per toccare con mano la situazione. “Sarebbe anche necessario un sistema di monitoraggio di rumori e polveri più capillare”, afferma.

Per arrivare a tutto questo, e soprattutto per rendere più agile il rapporto tra residenti, istituzioni, enti di controllo e aziende impegnate nei lavori, sarà istituito nuovamente l’osservatorio Ambiente Salute – così come quello istituito nel caso dei lavori sul viadotto Polcevera. “Si riunirà già il prossimo lunedì – ha detto l’assessore comunale all’Ambiente Matteo Campora – vedrà la partecipazione dei municipi interessati e il coordinamento sarà affidato a Luciano Grasso, e credo potrà aiutare a risolvere alcune problematiche nel quotidiano, come ad esempio quello delle bagnature e della pulizia delle strade che anche io considero insufficiente”.

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