Droghe: legalizzazione e depenalizzazione restano fuori dalla conferenza di Genova, ma comunità e associazioni aprono il dialogo con il ministro Dadone - Genova 24
Tabù

Droghe: legalizzazione e depenalizzazione restano fuori dalla conferenza di Genova, ma comunità e associazioni aprono il dialogo con il ministro Dadone

Dadone parteciperà alla tavola rotonda organizzata da Forum Droghe e coordinamento delle comunità terapeutiche il 26 novembre

comunità san benedetto al porto

Genova. “E’ necessario riprendere un sereno dibattito perché, ragionando in termini razionali e scientifici, le droghe leggere possono essere oggetto di nuove proposte più aperte.
Sono personalmente convinto che ogni proibizionismo, come d’altronde é storicamente dimostrato, non evita i danni per i quali è stato deciso, e ne crea altri molto peggiori: la criminalità, il mercato nero, la prostituzione”. Con queste parole Umberto Veronesi apriva a Genova il 28 novembre del 2000 quella che per la maggioranza degli operatori e degli esperti resta l’ultima vera conferenza governativa sulle droghe in Italia.

Sono passati oltre 20 anni da allora e nulla è cambiato e anche la ministra Dadone, antiproibizionista dichiarata e per questo finita al centro delle polemiche politiche dopo aver ricevuto la delega del premier Draghi, sa che deve procedere con la massima cautela.

E così la conferenza governativa nazionale oltre la fragilità del 27 e 28 novembre, di nuovo a Genova, non parlerà di legalizzazione delle droghe leggere e nemmeno di depenalizzazione: basta sfogliare il programma-ufficiale della Conferenza per accertarsene.

Tuttavia “la conferenza del governo rappresenta un segnale innovativo che dà l’opportunità nel Paese di riaprire il dibattito sulle politiche in materia di droghe oltre la conferenza stessa” dice Domenico Megu Chionetti della comunità di San Benedetto al porto.

“Depenalizzazione dei reati connessi al consumo di sostanze stupefacenti, legalizzazione della cannabis, un sistema alternativo a quello penale giudiziario per evitare di peggiorare la dipendenza, potenziamento delle politiche di riduzione del danno”: sono questi per la comunità di San Benedetto i punti principali “per iniziare a costruire un cambiamento”.

“Il fatto che la ministra Dadone sia antiproibizionista e non cieca come coloro che l’hanno preceduta “ci ha fa sperare in qualcosa di vero e possibile” dicono dalla San Benedetto ma ci sono dei ma.

“In poche settimane sono stati inviati i 7 temi che avrebbero dovuto diventare argomenti di preparazione per i successivi Tavoli Tecnici, già preconfezionati e a cui sedersi senza indugi o dubbi”. Tra questi quello sulla cannabis terapeutica a cui parteciperà proprio la Comunità di don Gallo: “Ci chiediamo perplessi che c’entra la cannabis ad uso medico con le droghe e la Conferenza. La Legislazione sulla cannabis terapeutica è forse l’unica cosa che funziona in Italia, anche se poi i pazienti rimangono rigorosamente senza terapie”.

Così il Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza, che pur ha avuto un ruolo molto attivo attraverso i propri esperti nell’organizzazione della conferenza governativa, insieme al Forum droghe e a diverse associazioni ha deciso di spingere sull’acceleratore convocando una pre-conferenza il 26 novembre a palazzo San Giorgio per approfondire e problematizzare ciò che non “entra” nella Conferenza Governativa dove si parlerà di temi tutt’ora problematici nel nostro Paese, dalla riduzione del danno alla regolazione sociale del consumo di droghe, al consumo controllato.

Si parlerà di carcere, sanzioni amministrative e conseguenze, ma anche esperienze internazionali di depenalizzazione e regolazione legale della cannabis e le convenzioni internazionali. E alla tavola rotonda conclusiva parteciperà proprio la ministra Dadone (Il programma del Fuori conferenza del 26 novembre è scaricabile da qui)

leggi anche
marijuana e armi
Proposta
L’altra conferenza sulle droghe, sabato al Cap incontro a favore della liberalizzazione
Generico novembre 2021
Svolta?
Da Genova l’apertura alla legalizzazione della cannabis: “Inevitabile guardare alla Germania”