Disabilità, lunedì i genitori dei bimbi genovesi tornano a protestare contro le liste d'attesa - Genova 24
Battaglia

Disabilità, lunedì i genitori dei bimbi genovesi tornano a protestare contro le liste d’attesa

Presidio in via Fieschi, poi audizione in commissione regionale. "I bambini non sono burocrazia, ma persone" dice Marco Macrì, che ha dato vita alla mobilitazione.

Protesta genitori bimbi disabili sotto Regione Liguria

Genova. A distanza di venti giorni dalla protesta del 26 ottobre, i genitori dei bimbi disabili di Genova e della Liguria tornano in piazza per manifestare contro le infinite liste d’attesa per le prestazioni di riabilitazione e i tempi lunghi per il riconoscimento delle disabilità.

Appuntamento lunedì prossimo, 15 novembre, alle 14, davanti al palazzo del consiglio regionale, in via Fieschi 15, a Genova, in occasione di una seduta della commissione Sanità dedicata al tema. Alle 14.30 è prevista l’audizione delle parti sindacali, alle 16 toccherà ai rappresentanti dei genitori e alle associazioni del terzo settore. Nel solo territorio della Asl 3 genovese, sono circa 1.200 i bambini in attesa di una prestazione riabilitativa.

“Nonostante gli annunci fatti dal governatore Giovanni Toti e dai tecnici della sanità regionale, è ancora tutto fermo – denuncia all’Agenzia Dire, Marco Macrì, il genitore che ha organizzato la prima protesta e che sta continuando a raccogliere il malcontento e i disagi di famiglie, associazioni ed enti- I bambini, però, non sono burocrazia, ma persone. Serve elasticità di budget, come richiede anche la Comunità europea, e non rigidità economica”.

Al fianco della protesta, ancora una volta, arriva il sostegno di alcuni comici genovesi come Antonio Ornano ed Enrique Balbontin, con un video postato sui social che invita i cittadini a unirsi alla manifestazione di lunedì pomeriggio. A prendere posizione anche il Tribunale del malato di Genova che chiede alle autorità sanitarie di “assumere, con urgenza, tutte le iniziative e i provvedimenti per risolvere le criticità segnalate, che spesso producono importanti diseguaglianze”.

Macrì, che lunedì scorso è stato ascoltato anche in una commissione telematica Welfare del consiglio comunale, presenterà in Regione un documento intitolato “Sistema bambino-adolescente-adulto”, condiviso con oltre una trentina tra associazioni del terzo settore ed enti privatistici accreditati, nonché con decine e decine di genitori di bambini disabili. Nel documento, vengono messe nero su bianco le criticità del sistema e riassunte le richieste delle famiglie, inquadrate all’interno della normativa comunitaria.

“Toti, che è anche assessore alla Sanità, deve dire ad Alisa di sbloccare la situazione- è l’appello di Macrì- è necessario digitalizzare tutte le pratiche che riguardano le persone disabili, dalla presa in carico fino all’erogazione dei servizi per accelerare i tempi e consentire di monitorarne lo stato attraverso lo Spid. La Regione deve anche assumere neuropsichiatri, riabilitatori e personale di medicina legale perché i nuovi ingressi promessi non sono neanche sufficienti a coprire il turnover di chi andrà in pensione”. Il genitore ricorda che sul tema, a fine ottobre, il consiglio dei ministri ha approvato, in via d’urgenza, un disegno di legge delega per il riassetto normativo e la semplificazione del settore, anche attraverso risorse da reperire nel Pnrr.

Infine, una riflessione più politica: “E’ necessario bloccare il cammino della sanità ligure verso la privatizzazione- sostiene Macrì- la sanità non può essere gestita solo sulla base del principio domanda-offerta, la sanità è prendersi cura delle persone e delle loro famiglie. Se all’interno di questo complesso percorso cade un solo tassello, si blocca tutto il sistema e i nostri bambini, invece di avere inclusione, hanno solo segregazione”.

Per concludere, Macrì rivolge un paio di richieste anche al Comune di Genova: “Come genitori chiediamo la possibilità di utilizzare un’autocertificazione temporanea in fase di pre-iscrizione agli asili nido comunali. Inoltre, chiediamo che siano introdotti gli insegnanti di sostegno anche all’interno dei nidi e delle materne, pubblici e accreditati, come previsto dalla normativa, ma cosa che a Genova al momento è più unica che rara

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