Ddl Concorrenza, la Commissione Europea non approva: "L'Italia si adegui alla normativa comunitaria" - Genova 24
Critica

Ddl Concorrenza, la Commissione Europea non approva: “L’Italia si adegui alla normativa comunitaria”

Il deputato Battelli (M5S): "Smettiamo di raccontarci barzellette, dobbiamo intervenire per correggere storture e privilegi"

stabilimenti balneari

Italia. La commissione Europea non ha gradito il disegno di legge “Concorrenza”, provvedimento approvato ieri in Consiglio dei Ministro, perchè non prevede l’apertura al libero mercato delle concessioni per le spiagge ma solo una mappatura delle concessioni attualmente in essere.

Una portavoce – come riportato da Repubblica – ha spiegato la posizione della stessa Commissione: “E’ importante che le autorità italiane procedano rapidamente a portare in conformità la loro legislazione e le loro pratiche con la legislazione europea e anche con la giurisprudenza della Corte di Giustizia“.

“Chi ha veramente a cuore le spiagge italiane e il settore balneare non può gioire per aver ‘sventato il pericolo Bolkestein’ – ha affermato il deputato pentastellato Sergio Battelli -. Chi ha veramente a cuore i cittadini, le spiagge, i concessionari, i loro sacrifici e quelli di chi vorrebbe investire in questo settore e invece non può, dovrebbe al contrario essere seriamente preoccupato e furioso per l’ennesima deroga tanto grave da essere ormai quasi ridicola. Una barzelletta che ci stiamo raccontando per non affrontare il problema, per rinviarlo, per addossare ad altri responsabilità che, come classe politica, non siamo in grado di prenderci da anni. Diciamo le cose come stanno, siamo onesti con noi stessi”.

“Attenzione, non sto dicendo che dobbiamo agire ‘perché ce lo chiede l’Europa’ – precisa il parlamentare -, anche se giustamente la Commissione Ue ha appena fatto trapelare le proprie perplessità sulla direzione intrapresa con questo provvedimento; dobbiamo intervenire per correggere storture e privilegi, per riequilibrare e riportate equità, competenza, meritocrazia e innovazione nel settore balneare; per dare fiducia a chi riuscirà al tempo stesso a valorizzare e tutelare il paesaggio ma anche a diversificare e migliorare offerta e servizi”.

“Inutile riempirsi la bocca appellandoci al supporto delle Pmi se poi non siamo in grado di sostenerle e potenziarle. Il nostro intervento come legislatori allora, se ne siamo capaci, deve essere orientato a ‘liberare’ le nostre spiagge, renderle fruibili da tutti, a interrompere il meccanismo perverso delle proroghe infinite e dei canoni irrisori per alcuni e troppo costosi per altri. Solo le gare a evidenza pubblica ci libereranno e ci costringeranno a guardare seriamente il problema senza distorsioni e senza barzellette ” conclude Battelli.

Oltre ai titolari degli stabilimenti balneari sono stati esclusi anche gli ambulanti. Un rinvio che va incontro alla richieste formulate proprio ieri, tra gli altri, da Antonio Capacchione, presidente del sindacato italiano Balneari Fipe/Confcommercio che aveva chiesto a Governo e Parlamento di “Evitare soluzioni frettolose e pasticciate”

Ora però bisogna attendere l’esito della sentenza del Consiglio di Stato relativa ad alcuni ricorsi sulla proroga al 2034 delle concessioni che, se dovesse stoppare la proroga, imporrebbe al Governo di riprendere in mano la questione nell’immediato.

Oer quanto riguarda il resto del Ddl, sono numerosissimi i temi trattati, che vanno, tra gli altri, dal commercio alla sanità (farmaci e nomine dei dirigenti ospedalieri), dalle concessioni idroelettriche alle compagnie telefoniche, dai rifiuti ai trasporti.