Da Genova l'apertura alla legalizzazione della cannabis: "Inevitabile guardare alla Germania" - Genova 24
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Da Genova l’apertura alla legalizzazione della cannabis: “Inevitabile guardare alla Germania”

Il ministro Orlando alla Conferenza sulla dipendenza da sostanze stupefacenti in corso a Genova: "Inevitabili riflessioni, basta ipocrisie". La ministra Dadone cita Don Gallo: "Torniamo a pensare alla grande". Toti: "La lotta non si vince con la repressione"

Generico novembre 2021

Genova. “Nel momento in cui un partner non proprio irrilevante e un alleato non proprio trascurabile come la Germania sembra cambiare profondamente linea, credo sia inevitabile che qualche riflessione si faccia anche nel nostro Paese, anche perché quella scelta determinerà dei riflessi che riguarderanno anche il nostro Paese, lo si voglia o no, in un mercato unico senza frontiere”. L’apertura in tema di legalizzazione delle droghe eleggere arriva dal ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Andrea Orlando, ligure, in apertura della Conferenza nazionale sulla diffusione e dipendenza dalle sostanze stupefacenti in corso oggi e domani a Palazzo Ducale.

“Andiamo oltre ipocrisie, ideologie e stereotipi che sono il presupposto fondamentale di quello stigma contro il quale diciamo di voler cooperare”, ha aggiunto Orlando. Secondo il ministro “l’approccio meramente repressivo è stato pregiudizievole e sicuramente restringente, e non si è fatto carico delle fragilità. La condanna senza cercare di capire quelle fragilità è stata una collettiva autoassoluzione rispetto ai fallimenti collettivi che riguardano quota parte ciascuno di noi. Mi auguro questa Conferenza metta una pietra definitiva e tombale sulla stravagante tentazione di immaginare una italiana alla lotta contro la droga. La lotta alla droga può essere solo globale e la scala minima è quella europea”. Orlando chiede “un salto di qualità” negli strumenti di repressione: “Credo diventi sempre più necessaria nel contrasto ai player delle droghe la piena attuazione dell’indicazione contenuta nel trattato di Lisbona su una Procura europea che sia grado di contrastare le mafie a livello sovranazionale”, ha aggiunto.

Parole simili quelle del governatore ligure Giovanni Toti: “Credo che le dipendenze di ogni tipo si sconfiggano soprattutto vincendo battaglie di cultura più che di repressione. Parliamo di un fenomeno, le dipendenze, che difficilmente si sconfiggono in modo individuale ma sono parte di un percorso collettivo – ha aggiunto il presidente -. Il Covid in questi anni ha amplificato e reso tutto più difficile. Il fatto che oggi torniamo a occuparci anche di quei cittadini più fragili, che non sono solo le vittime del Covid ma anche di patologie e situazioni di disagio e fragilità, credo sia un bel segnale per il Paese. Che tutto questo parta da Genova ci rende orgogliosi”.

A coordinare i lavori la ministra delle Politiche giovanili Fabiana Dadone che ha citato Don Andrea Gallo: “Il mio auspicio è arrivare alla stesura del piano nazionale di azione. Questo è un impegno che ho preso e che porterò avanti. Ma anche quello di provare a trovare uno spazio innovazione di quello che oggi è chiamato ancora dipartimento delle politiche antidroga, per provare a estendere la definizione di dipendenze. Oggi – ha detto nel suo intervento – dobbiamo guardare alla dipendenza comportamentale che spinge le persone ad aver bisogno di colmare gli spazi vuoti, le sostanze, il gioco azzardo, e provare a supportarli al meglio per non tradire loro aspettative ma anche per tornare a pensare alla grande come ci esortava Don Gallo”.

Vorrei che da Genova ripartissero processi per un cambiamento organico inclusivo senza steccati ideologici. Non focalizziamoci solo sulle nostre convinzioni. La relazione annuale ci dice che i ragazzi sono molto attenti a procurarsi nuove sostanze psicoattive, questo deve portarci a intervenire prima non solo con interventi ex post. Il documento non sarà soltanto un piano di azione ma anche un discorso importante in termini di interventi legislativi per aggiornare il testo unico in materia”, ha concluso la ministra.

Rispetto al 2019 nel 2020 si è registrato un incremento di circa l’8% dei sequestri di droga, ma rispetto al biennio 2017-2018, anni in cui i quantitativi di droga sequestrati superavano le 120 tonnellate, si rileva una tendenza alla riduzione stimabile in 60-70 tonnellate di stupefacenti”, ha spiegato la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese “Quasi tutte le sostanze sono diminuite a eccezione di cocaina, droghe sintetiche e piante di cannabis. Nel 2020 dobbiamo segnalare che c’è stato il record assoluto di sequestri di cocaina: sono state sequestrate 13 tonnellate, un quantitativo mai raggiunto in precedenza – ha aggiunto Lamorgese -. Una specifica riflessione deve essere riservata alle droghe sintetiche: il dato dei sequestri mostra un incremento del 13,9%. La quantità di droghe sintetiche contenuta ma non bisogna sottovalutare il fenomeno del loro consumo”.

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