Covid, entro Natale anche in Italia i bambini dai 5 agli 11 anni potranno essere vaccinati - Genova 24
Il punto

Covid, entro Natale anche in Italia i bambini dai 5 agli 11 anni potranno essere vaccinati

La comferma dal presidente del Iss Locateli che ricorda: "La maggior parte delle infezioni avviene fra persone non vaccinate"

franco locatelli vaccino bambini

Italia. La notizia era nell’aria già da alcune settimane e ora arriva la conferma da parte di Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Comitato tecnico scientifico: “Entro Natale anche in Italia potranno vaccinarsi i bambini dai 5 agli 11 anni”, ha affermato questa mattina a Buongiorno su Sky TG24.

Per gli under 12 sarà utilizzata una dose ridotta rispetto a quella degli adulti del vaccino Pfizer, che Locatelli definisce “sicuro” essendo stato approvato, anche per i giovanissimi, dai due organismi americani Cdc e Fda. Negli Stati Uniti, infatti, le somministrazioni partiranno già la prossima settimana, mentre in Italia, e in Europa, come detto, si dovrà attende dicembre, quando dovrebbe arrivare il via libera da parte dell’Ema.

Una buona notizia soprattutto considerando l’aumento di casi che si sta registrando in queste settimane proprio in questa fascia di età, attualmente l’unica che non può essere immunizzata, oltre ai bambini in età pediatrica, ovvero dai 6 mesi ai 5 anni. Ma anche a questa categoria presto potrebbe essere esteso il vaccino, è infatti in corso uno studio da parte di Pfizer.

L’immunizzazione anche dei giovanissimi potrebbe quindi aiutare a raggiungere la quota del 90% di vaccinati nel nostro Paese, soglia considerata importante da tecnici e politici per “dormire sogni tranquilli”. Ma per raggiungerla bisognerà riuscire a convincere anche quella percentuale di indecisi che nutrono ancora qualche dubbio sull’iniezione. Per i no vax veri e proprio, invece, il percorso è molto più difficile.

Ed è proprio a questa fetta di popolazione che si rivolge Locatelli con il suo appello alle vaccinazioni, rimarcando come “la maggior parte delle infezioni avviene fra persone non vaccinate”, così come dimostrano anche i dati in Germania, dove il ministro della Salute Jens Spahn ha parlato di “pandemia di non vaccinati”.

Per questo il membro del Cts ha escluso che nei prossimi mesi ci sia la sospensione del Green Pass, che anzi dovrebbe essere prolungato fino a giugno 2022. “Non si è ragionato ancora su una data precisa di estensione – ha affermato -, ma una sospensione non è considerabile sia per i numeri che per la situazione climatica che non favorisce la diminuzione della circolazione virale”.

Oltre al certificato verde, il governo sta valutando anche il prolungamento dello stato di emergenza, almeno fino a marzo del prossimo anno. “Su questo argomento la discussione credo sia prematura – ha commentato Locatelli -, ci sono i tempi per farla un po’ più in là, a dicembre, ed è una decisione che riguarda la politica”.

Infine il presidente del Comitato superiore di sanità si è complimentato con Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, per la rapidità con cui ha preso una decisione sulla seconda dose di Johnson & Johnson dopo 6 mesi dalla prima iniezione. “Merita un plauso per essersi espressa in tempi così brevi” ha sottolineato, evidenziando come ora “l’attenzione debba focalizzarsi sui fragili, ultrasessantenni e vaccinati con J&J”.

Non dobbiamo abbassare la guardia, come dimostra quello che è successo in Friuli – ha concluso Locatelli – Rispetto a quello che sta accadendo in alcuni Paesi europei, dove l’incremento di circolazione virale ha avuto impatto sui servizi, in Italia la situazione è significativamente più favorevole grazie ai vaccini e al mantenimento delle misure non farmacologiche come uso delle mascherine e il distanziamento”.

 

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