Comunali, lo sfottò di Bucci: "Fossi il Pd candiderei me stesso. Facciamo un governo Draghi al pesto" - Genova 24
La stoccata

Comunali, lo sfottò di Bucci: “Fossi il Pd candiderei me stesso. Facciamo un governo Draghi al pesto”

La replica del Pd: "Ha paura di perdere: a Genova in questi anni è cresciuto solo il cemento"

bucci basito

Genova. “Vorrei un avversario forte e in gamba. Fossi il Pd, sceglierei il sottoscritto. Ci mettiamo tutti d’accordo e facciamo come il governo, facciamo un governo Draghi al pesto“. Queste le parole sarcastiche del sindaco in carica Marco Bucci a commento sull’inizio della conferenza programmatica del Partito Democratico alle prese con la scelta, in coalizione forse con il Movimento 5 Stelle e forse con il resto della sinistra, di un candidato da presentare alle prossime comunali.

“Non abbiamo bisogno di uno che parte per non vincere perché così c’è un dibattito importante tra candidati forti che vogliono contribuire alla visione di città, fatto sulle cose da fare e non sulla demolizione delle cose fatte – ha spiegato il primo cittadino – Non andiamo a demolire, andiamo a costruire. Non si parla più di decrescita felice e degrado, noi parliamo di crescita. La città sta crescendo e dobbiamo continuare a fare una campagna elettorale dove i candidati dibattono su come si fa a crescere, non su come si fa a demolire l’altro candidato perché questo è tempo buttato via”.

E dietro alla quinte, ma neanche troppo nascosto, serpeggia il malumore tra le opposizioni per un possibile ‘matrimonio di intenti’ tra Vince Genova, vale a dire la lista di Bucci e Italia Viva, sancito dalla presenza del sindaco genovese sul palco della Leopolda di Renzi. Il partito di Renzi oggi conta in consiglio comunale tre consiglieri teoricamente all’opposizione (Avvenente, Bruccoleri e Salemi, drenati proprio da Pd e Lista Crivello) mentre la top player del partito a livello regionale, Raffaella Paita, da tempo non nasconde, anzi, la possibilità di un appoggio al sindaco uscente.

Una frecciata, quella di Bucci, che ancora una volta pungola i competitor politici su un nervo ancora scoperto, vale a dire la scelta del candidato da portare alle urne, e che ogni giorno che passa sembra essere davvero sempre più questione urgente per iniziare una campagna elettorale di fatto già praticamente a metà strada.

Il Pd avrebbe potuto reagire con un no comment di fronte alla provocazione, ma ecco il comunicato che non si fa attendere: “Il sindaco Bucci sa bene di non essere Mario Draghi, e avvicinandosi le elezioni, probabilmente per timore di perderle, si propone come padre della patria. È un tentativo goffo anche se comprensibile, visti i risultati tutt’altro che positivi di questi 4 anni e mezzo di mandato“, si legge in nota stampa diffusa in mattinata.

Genova continua a perdere occupati e abitanti, è sempre più isolata dal resto d’Italia e del Nordovest, e le giovani generazioni continuano a fuggire altrove in cerca di istruzione migliore, lavoro, futuro. La raccolta differenziata è aumentata di 1 punto in 4 anni, intorno al 35%, e non si riescono nemmeno a spendere i 471 milioni che il Governo ha stanziato per il trasporto pubblico, perché il Comune continua a cambiare progetto – prosegue – A Genova, in questi anni, sono cresciuti solo cemento, nuovi supermercati e le disuguaglianze, che nell’indifferenza della Giunta segnano un confine sempre più netto tra quartieri residenziali e popolari, tra centro e periferie”.

“Per questo, il Partito Democratico è impegnato a costruire un’alternativa a Bucci, al centrodestra e alla sua non-idea di città, priva di programmazione e visione a lungo termine, sin dalla conferenza programmatica di domani, aperta alla città. Il Partito Democratico non vuole demolire nessuno, ma costruire una Genova più giusta, più solidale, più europea, più sostenibile. Una Genova che cresce, si sviluppa e offre nuove opportunità di lavoro nel rispetto dell’ambiente e della giustizia sociale: quella Genova che il Sindaco Bucci non è stato in grado di realizzare”.

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