Centrosinistra e M5s si spaccano sulla Gronda: il Pd in Regione vota insieme al centrodestra - Genova 24
Discordia

Centrosinistra e M5s si spaccano sulla Gronda: il Pd in Regione vota insieme al centrodestra

Approvato l'ordine del giorno della Lega che chiede di sbloccare il piano economico-finanziario di Autostrade

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Genova. Opposizione spaccata in Consiglio regionale, il Pd vota insieme al centrodestra. E l’oggetto del contendere è ancora una volta la Gronda di Genova, inclusa nell’elenco delle opere contenute nel piano economico-finanziario di Autostrade che la giunta si impegnerà a chiedere di sbloccare. L’ordine del giorno proposto dalla Lega è passato con 17 voti a favore (maggioranza e Pd) e 5 contrari (Lista Sansa, Movimento 5 Stelle e Linea Condivisa).

Il documento chiede anche che “siano avviate come opere aggiuntive il tunnel della Val Fontanabuona ed ulteriori interventi sulla rete del nodo genovese per un valore di almeno 1 miliardo di euro”, che “sia al più presto pianificato un ulteriore collegamento autostradale sul ponente ligure, riprendendo il progetto della bretella Albenga-Carcare-Predosa o definendo un tracciato alternativo, da inserire nei piani economici dei concessionari”.

L’assessore alle infrastrutture Giacomo Giampedrone ha dato per la giunta parere favorevole all’ordine del giorno, mentre il capogruppo del Pd Luca Garibaldi ha chiesto al proponente Stefano Mai, capogruppo della Lega, di aggiornare l’argomento in commissione. La proposta non è stata accolta da Mai, che ha preferito un pronunciamento in aula del Consiglio ma non ha escluso successivi approfondimenti in commissione.

Ferruccio Sansa ha condiviso la richiesta di rinvio in commissione già espressa da Garibaldi, mentre Pastorino (Linea Condivisa) e Ugolini (M5s) hanno annunciato il loro voto contrario in particolare per il riferimento alla necessità della Gronda.

“Alla Liguria mancano le infrastrutture – afferma il consigliere della Lega Sandro Garibaldi – bisogna guardare in faccia la realtà. Con l’attuale opposizione in Liguria non avremmo neppure l’autostrada esistente costruita negli anni Sessanta e Settanta, saremmo all’era dei Flinstones. Senza infrastrutture non riusciamo a fare nulla a partire dal turismo”.

La Gronda di Genova è l’infrastruttura più costosa del Paese, un progetto da 4,6 miliardi di euro – ricorda il consigliere Paolo Ugolini (M5s) – per realizzare un tunnel lungo 50 chilometri tra rocce di scavo amiantifere e sorgenti d’acqua, un’opera resa ancor più inutile dal progetto del tunnel sub-portuale”.

“Il gruppo del Pd-Articolo Uno esprime voto favorevole, perché la Gronda non è solo al servizio dei genovesi, è un’opera necessaria per migliorare la viabilità regionale – motiva il consigliere Sergio Rossetti (Pd-Articolo Uno) – Non c’è stata alcuna azione propulsiva della Giunta regionale, che non ha portato a casa nulla, non accade nulla sulla Gronda ed e’ sempre colpa di altri. Il presidente della Regione Toti non ha fatto nulla, tranne qualche lettera negli ultimi 7 anni”.

“Persino su un tema fondamentale come la Gronda, infrastruttura sulla cui imprescindibilità non esiste il minimo dubbio l’opposizione riesce a spaccarsi, evidenziando di non essere in possesso di alcun requisito minimo per poter neanche lontanamente pensare di guidare la Liguria. – commenta Angelo Vaccarezza, capogruppo di Cambiamo con Toti – I nostri cittadini possono essere sereni e fiduciosi per il futuro, saldamente al comando di questa regione c’è il presidente Giovanni Toti con la sua Giunta. L’auspicio, per il bene del nostro territorio, è che il centrosinistra rimanga sempre tra i banchi dell’opposizione: con una visione così raffazzonata e strampalata farebbe sicuramente più guai di quelli che ha causato fino ad oggi”.

“Che cosa deve ancora succedere in Liguria per convincere certa sinistra che servono nuove infrastrutture? Il Pd ha votato l’ordine del giorno della Lega, mentre contrari si sono espressi Lista Sansa, M5s e Linea condivisa. Si è persa l’occasione di far fronte comune affinché il Governo proceda rapidamente per colmare il ‘gap’ infrastrutturale della nostra regione. Il centrosinistra che si propone per governare in modo unitario Genova, La Spezia, Chiavari e altri Comuni che andranno al voto nel 2022, nei fatti dimostra di essere inadeguato anteponendo ottuse posizioni ideologiche al concreto sviluppo del territorio”. Lo hanno dichiarato i consiglieri regionali della Lega Stefano Mai (capogruppo), Sandro Garibaldi (vice capogruppo), Alessio Piana (presidente della III commissione Attività produttive).

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