Bassetti: "Introdurre subito il Super green pass, serve per non andare in zona gialla" - Genova 24
Commento

Bassetti: “Introdurre subito il Super green pass, serve per non andare in zona gialla”

"Altrimenti sarebbe una misura cosmetica e senza senso". E sulla terza dose, il virologo spiega: "Accelerare su anziani e fragili prima di pensare ai 40enni"

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Liguria. “Mi auguro che sia molto rigoroso e che non venga fatta la solita cosa all’italiana. O si introduce tout court, cioè tutti utilizzano il super Green pass da subito per andare al ristorante, al cinema, al teatro, oppure se lo si mette solo in zona gialla diventa una misura cosmetica e senza senso, tanto vale non prenderla. Questa è una misura che serve per non andare in zona gialla”.

Durante un’intervista ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” su Radio Cusano Campus, Matteo Bassetti, primario di Malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova, torna a parlare del super Green pass, il certificato rafforzato a cui, dice, lui stesso ha coniato il nome in un’intervista a Porta a Porta.

Questa sera la decisione del consiglio dei ministri che dovrebbe varare un nuovo decreto. La linea sulla quale sembra puntare il governo è quella di consentire l’accesso alle attività ricreative, culturali e sportive solo ai vaccinati e guariti, escludendo chi ha scelto di non sottoporsi alle iniezioni. Attraverso i tamponi molecolari o antigenici, di cui dovrebbe essere ridotta la validità rispettivamente a 48 e 24 ore, si otterrà solo un certificato per andare a lavoro e per usufruire di treni e aerei.

Altro nodo da sciogliere è quello riguardante la terza dose che potrebbe diventare obbligatoria per il personale sanitario e dovrebbe essere anticipata da 6 a 5 mesi dall’ultima inoculazione. Anche se in Austria si è optato per attendere solo 4 mesi.

Sull’argomento Bassetti commenta: “Si può anche anticipare di un mese, ma non bisogna esagerare, altrimenti finiamo per confondere la gente. Noi comunque ad oggi abbiamo fatto poco più di 4 milioni di terze dosi e sono poche perché gli anziani e i fragili nel nostro Paese sono 20 milioni. Prima di pensare alle terze dosi per i quarantenni dobbiamo accelerare per far fare le terze dosi ad anziani e fragili, anche contattandoli direttamente”.

Il primario del San Martino poi spiega l’importanza di sottoporsi alla terza dose: “La dose booster prende gli anticorpi che si sono andati a nascondere in qualche parte del nostro organismo e li riporta fuori. Se tu non fai il booster in alcune occasioni è come se non avessi fatto le prime due dosi. Questo deve essere molto chiaro. Noi sappiamo che dopo 6 mesi inizia, in alcuni più rapidamente in altri meno rapidamente, la caduta di questi anticorpi”.

E sul timore degli effetti avversi, sottolinea: “Chi non ha avuto effetti collaterali gravi con le prime due dosi difficilmente li avrà con la terza dose. In alcuni casi si sono visti effetti come febbre, ma questo lo considero un effetto positivo perché significa che il vaccino sta funzionando”, conclude.

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