Assi di forza, da Potere al Popolo una raccolta firme e un presidio martedì davanti a Tursi - Genova 24
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Assi di forza, da Potere al Popolo una raccolta firme e un presidio martedì davanti a Tursi

Il partito di sinistra ha raccolto 1693 firme contro il piano di mobilità che - secondo Pap - smantella il sistema di trasporto pubblico

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Genova. Domani, martedì 23 novembre alle 16, Potere al Popolo consegnerà in Comune 1693 firme raccolte tra i cittadini contro il piano degli assi di forza per la mobilità urbana genovese. Nella petizione si chiede all’amministrazione “la modifica di questo piano, per potenziare e non tagliare il servizio pubblico, evitando sprechi per progetti non realizzabili come il cosiddetto skytram, inutili come il prolungamento della metropolitana a Sampierdarena, già collegata al centro da filobus diretti e ferrovia, o altri ancora più assurdi”.

“Il progetto degli assi di forza per il trasporto pubblico nasconde lo smantellamento definitivo di
quel che resta del trasporto pubblico genovese, da tempo vittima di scelte che gli hanno fatto perdere gradualmente utenza”, si legge nella nota di Pap.

“Il piano infatti impone a chi deve muoversi in città un maggior numero di trasbordi, utilizzando veicoli più affollati e molto spesso meno frequenti di quelli attuali. Viene sbandierato che sui quattro assi saranno disegnate corsie riservate ai veicoli pubblici e le frequenze saranno alte, cosa che farebbe calare il tempo complessivo del viaggio per chi sia diretto in centro città, ma fingono di ignorare che il centro non è un buco nero che attira dentro di sé tutto ciò che ha intorno impedendogli poi di uscirne: se le linee periferiche hanno frequenze basse, il ritorno a casa comporta mediamente lunghe attese”, continuano.

“E comunque per alcune corsie riservate sono previsti parcheggi alla loro destra, il che implica che i mezzi pubblici saranno rallentati dai veicoli in manovra – affermano nel comunicato – Ma ci sono altre controindicazioni. Sappiamo dall’esperienza che su linee che in gran parte non hanno alternative, come l’1 o il 13-14, ogni ritardo fa sì che i bus successivi finiscano per accodarsi al precedente creando lunghe attese per il successivo. Quindi, la maggior frequenza lungo gli assi di forza sarà tale in media, ma non in pratica”.

“Genova ha una alta percentuale di anziani, molti dei quali hanno difficoltà motorie; per essi il
trasbordo è una tribolazione, mentre per il bus è una causa di ritardo, non è poi detto che lo spostamento, anche all’andata, sia verso un punto lungo gli assi di forza; ad esempio, gli ospedali Galliera ed Evangelico, come pure lo stabilimento di Ansaldo Energia, ne sono fuori – prosegue la nota – vengono soppressi i collegamenti diretti tra molti quartieri e nodi importanti del traffico come le stazioni ferroviarie di Sampierdarena e Brignole; in quest’ultimo caso, il filobus che garantirebbe la coincidenza alle linee secondarie non passerebbe nemmeno presso la stazione della metropolitana”.

“Tutto questo comporterebbe l’abbandono del TPL da parte di un’ulteriore parte degli utenti a favore
dei veicoli privati, con aumento dell’inquinamento e della congestione delle strade”, conclude l’analisi di Potere al popolo. “La giunta ed Amt hanno tenuto il più possibile nascosto il progetto; è stato pubblicato sul sito del Comune, ma sotto forma di un grosso file compresso, contenente 8 cartelle con complessivi 103 documenti, senza un indice, uno solo dei quali contiene le indicazioni dei tagli. Il tutto rende questo progetto poco accessibile alla cittadinanza”.

Potere al Popolo invita i cittadini a partecipare al presidio che si terrà martedì a partire dalle 15.30 davanti a Palazzo Tursi, “per dar vita ad una mobilitazione cittadina che metta ben in chiaro all’amministrazione comunale che un trasporto pubblico locale realmente capillare ed efficiente non è solo l’unico strumento per l’attuazione del diritto alla mobilità dei cittadini ma anche per una città più vivibile”.

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