"Annullare il green pass a chi rifiuta la terza dose": il pugno di ferro proposto da Ricciardi per fermare il Covid - Genova 24
Le ipotesi

“Annullare il green pass a chi rifiuta la terza dose”: il pugno di ferro proposto da Ricciardi per fermare il Covid

Il consulente del ministero della Salute propone la linea dura: "Sanzioni più rapide per i sanitari che rifiutano il vaccino"

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Genova. Bisogna spingere in modo energico sulle terze dosi, collegandole alla validità del green pass: chi non completa con il richiamo il ciclo vaccinale dovrebbe ricevere prima un’ammonizione e, se dopo due o tre mesi ancora non si sarà messo in regola con l’iniezione di rinforzo, la certificazione verde dovrebbe perdere di validità.

Questa la proposta di Walter Ricciardi, consulente del Ministero della Salute, emersa durante un’intervista rilasciata a ‘Il messaggero’, durante la quale il professore ha indicato una serie di interventi per “proteggere” l’Itala dall’arrivo della quarta ondata di contagi da Covid-19.

La linea proposta dall’igenista è quella del ‘pugno duro’: “Sanzioni più rapide nei confronti di medici e infermieri No vax; analisi, Asl per Asl, per verificare se tra gli assistiti di un determinato studio medico ci siano molti non vaccinati”. Rispetto agli operatori sanitari No vax “è un problema serio in tutta Italia – commenta – Quantitativamente il numero di medici e operatori sanitari in genere che rifiutano il vaccino non sono molti, ma possono causare danni enormi perché dispongono di un’ampia capacità di influenzare i pazienti, i propri assistiti – I vari ordini dei medici – devono agire, e spesso lo fanno. Ma le procedure vanno rese molto più snelle“.

Per spiegare agli italiani la necessità della terza dose, Ricciardi spiega che”a 180 giorni dalla seconda dose sei sì protetto dalle conseguenze gravi della malattia, ma molto meno dall’ infezione”. Se il numero dei contagi aumenterà “e se la campagna della terza dose andrà a rilento, allora sarà giusto pensare a strumenti più incisivi“. Oltre che per gli operatori sanitari, la terza dose dovrà essere necessaria “per tutti coloro che lavorano a contatto con i fragili. Ad esempio gli insegnanti, visto che i bambini non sono protetti in quanto non possono essere vaccinati”. Con la variante Delta “questa pandemia è cambiata, una persona infetta ne contagia in media altre sette. Per fermarla dovremmo raggiungere la vaccinazione della quasi totalità della popolazione”.

Intanto secondo il presidente dell’Iss e portavoce del Cts, Sivio Brusaferro la risalita dei contagi sarebbe dovuta “ad una intensa circolazione in Europa, ed è sostenuta molto dai non vaccinati e da un certo rilassamento nei comportamenti. Ora è difficile fare previsioni. Altri Paesi stanno adottando restrizioni, ma al momento hanno numeri molto più alti dei nostri”.