A Chiavari chiude un asilo da 80 bambini, genitori e insegnanti scendono in piazza per protestare - Genova 24
Manifestazione

A Chiavari chiude un asilo da 80 bambini, genitori e insegnanti scendono in piazza per protestare fotogallery

La Curia, proprietaria della struttura intende riconvertirla in opere parrocchiali, ma i genitori dei bambini e gli insegnanti vogliono a tutti i costi che l'asilo non venga toccato perché offre un servizio essenziale

Chiavari. A Chiavari chiude un asilo che ospita 80 bambini e accade proprio in un momento in cui sia a livello locale sia soprattutto nazionale si denuncia la carenza di queste strutture perché sempre più donne, una volta diventate madri, si trovano a uscire dal mercato del lavoro per occuparsi dei propri figli a tempo pieno.

“Salviamo l’asilo San Pietro”, sono queste le parole scritte a caratteri cubitali sugli striscioni sbandierati dai genitori e insegnanti dell’asilo nido San Pietro del quartiere Sampierdicanne a Chiavari, oggi, domenica 28 novembre, in piazza per manifestare contro la chiusura della struttura che accoglie al momento 80 bambini, dagli zero ai sei anni, che da settembre rimarranno a casa.

L’asilo nido San Pietro di via San Pantelo 3, a Sampierdicanne, di proprietà della Curia, era un asilo parrocchiale, poi preso in gestione nel 2016 dalla cooperativa l’Alverare grazie ad un contratto quinquennale di comodato d’uso.

Il contratto è scaduto nel luglio 2021 e da parte della Curia non c’è intenzione di rinnovarlo perché, spiega don Antonio Maffei, titolare della parrocchia di San Pietro, i locali scolastici saranno riorganizzati e destinati a diventare opere parrocchiali.

Il parroco

“Al momento non abbiamo spazi adeguati in cui svolgere le nostre attività parrocchiali, come per esempio il cineforum, così, scaduto il contratto con la cooperativa l’Alverare, abbiamo ritenuto opportuno scegliere di investire sullo spazio in cui al momento c’è l’asilo”.

E continua: “Questa nostra decisione non è di certo un fulmine a ciel sereno, sia insegnanti sia genitori, da anni ne erano al corrente, si è cercato anche di trovare soluzioni e spazi alternativi in cui poter ricollocare la scuola, senza però un nulla di fatto. Si era infatti pensato ai locali di proprietà delle suore Gianelline, in cui anni fa era già stato allestitito un asilo, ma si sono purtroppo rivelati inadatti, per motivi di sicurezza sanitaria, ad ospitare così tanti bambini”.

Infine don Maffei conclude: “Mi spiace che si sia creata questa situazione, di cui non mi sento pienamente responsabile. Rimango tuttavia disponibile ad un incontro con genitori e insegnanti, in programma martedì 30 alle 17, in modo da spiegare ancora una volta la mia posizione e quella della Curia, perché gentiori e insegnanti non sono a conoscenza di alcuni passaggi fondamentali utili per capire pienamente la situazione”.

Dall’altra parte ci sono invece insegnanti e genitori furibondi che chiedono a tutti i costi sia di non chiudere la struttura sia di non spostarla altrove perché come spiegano, soprattutto genitori e nonni, l’asilo San Pietro è un asilo di quartiere, a pochi passi dalle case dei bambini, è raggiungibile in pochi minuti a piedi e per un genitore che lavora è l’ideale.

Le insegnanti

Tuttavia, spiega Patrizia Rezzoagli, una delle insegnanti, occorre chiarire che la chiusura non è immediata ma ovviamente avverrà a luglio 2022, dopo la fine dell’anno scolastico, infatti aggiunge: “Il parroco ci ha proposto di firmare una proroga di un anno, sia per finire l’anno sia perché in questa situazione emergenziale non è consentito sfrattare nessuno, ma non non intendiamo accettare”.

E sottolinea: “Il problema emerge ora perché a gennaio si dovrebbero compilare i moduli di iscrizione all’anno scolastico 2022/2023, ma se non sappiamo neppure se il prossimo anno avremmo una struttura o meno, come possiamo procedere?”

E continua: “Noi, come cooperativa L’Alverare abbiamo anche proposto di pagare un affitto, dato che al momento siamo, come da accordi, in comodato d’uso, ma non c’è stato verso che venisse accettata la nostra proposta, qui non si vuole dare proprio spazio ai bambini“.

La chiusura dell’asilo, oltre a creare disagio a 80 bambini e alle rispettive famiglie, mette a rischio anche il lavoro di 16 operatori scolastici, tra cuochi, educatrici e bidelli.

Tuttavia, conclude Patrizia, “oggi siamo scesi in piazza per i bambini e per nessun altro. Siamo qui per il loro futuro”.

I genitori

Numerosi i genitori con i loro bambini che oggi si sono dati appuntamento alle 11.45 sul piazzale della chiesa di San Pietro per esprimere il proprio malcontento e le proprie idee.

“La problematica principale è che a Chiavari abbiamo davvero pochi spazi rispetto alle numerose famiglie che hanno esigenza di portare i bambini all’asilo – spiega una mamma che oggi è scesa in piazza a manifestare – per quanto mi riguarda ho provato a portare mia figlia in un altro asilo ma lei è affezionata ai suoi compagni e alle sue insegnanti e non sono riuscita quindi a spostarla”.

“L’asilo fornisce un servizio essenziale e indispensabile, non solo per gli orari che sono vantaggiosi e vanno davvero incontro ai genitori che lavorano, ma anche e soprattutto per i prezzi. La struttura infatti è aperta dalle 7.30 alle 18 tutti i giorni, per un costo di 160 euro al mese“, spiega invece un altro genitore.

E conclude: “Questo asilo è sempre stato qua, è un servizio che non può essere rimosso, i bambini devono essere la priorità”.