Soldi in nero e neofascismo, nella bufera l'ex commissario dell'agenzia InLiguria Carlo Fidanza - Genova 24
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Soldi in nero e neofascismo, nella bufera l’ex commissario dell’agenzia InLiguria Carlo Fidanza

L'inchiesta di Fanpage sulla 'Lobby Nera' sconvolge Fratelli d'Italia. L'europarlamentare si autosospende: "Mai ricevuto finanziamenti irregolari". Il Pd: "Toti prenda le distanze e chieda le dimissioni"

carlo fidanza

Roma. Sistemi di ‘lavanderia’ per pulire finanziamenti in nero, incontri con esplicite battute razziste, fasciste e sessiste: è lo spaccato che emerge da una inchiesta realizzata da Fanpage, con il sistema dell’insider, giornalista sotto copertura, tra esponenti di Fdi a Milano. E tra i personaggi coinvolti c’è Carlo Fidanza, europarlamentare e capo delegazione di Fratelli d’Italia, da febbraio 2016 a marzo 2018 commissario straordinario dell’agenzia di promozione turistica InLiguria. Il quale, dopo la bufera mediatica di queste ore, ha deciso di autosospendersi dal partito. Intanto il Pd chiede a Toti di prendere le distanze e porta un ordine del giorno in Consiglio regionale per chiederne le dimissioni

Il giornalista, tre anni fa, si è finto un uomo d’affari a cui interessava finanziare un gruppo politico italiano al fine di ottenere vantaggi per il proprio business e ha iniziato a frequentare un gruppo di personaggi di estrema destra a Milano. Il capo, secondo l’inchiesta, è Roberto Jonghi Lavarini, detto il “Barone nero”, condannato a due anni per apologia del fascismo. Tramite Lavarini, il giornalista di Fanpage conosce Fidanza. Si stabilisce cosi un rapporto che consente all’insider di frequentare il gruppo di esponenti di Fdi durante eventi e riunioni della campagna elettorale per le elezioni comunali a Milano per la quale sostengono la candidatura al consiglio comunale dell’avvocato Chiara Valcepina.

Entrambi chiedono finanziamenti al presunto uomo d’affari, col quale sono ormai in confidenza. “Le modalità sono: versare nel conto corrente dedicato. Se invece voi avete l’esigenza del contrario e vi è più comodo fare del black, lei si paga il bar e col black poi coprirà altre spese“, dice Fidanza al giornalista sotto copertura.

Javarini, che è deputato a queste operazioni, entra più nei dettagli: Il “barone nero” spiega di avere “una serie di lavatrici” per il finanziamento alla campagna elettorale che sostiene di avere usato più volte. Durante alcune riunioni del gruppo, inoltre, con la telecamera nascosta si riprende anche altro: molti dei partecipanti non condividono, con commenti pesanti, la scelta del candidato sindaco della coalizione, Luca Bernardo.

Volano, nello stereotipo neofascista, battute su negri, ebrei, migranti e riferimenti al discorso di Hitler alla birreria di Monaco di Hitler, oltre a commenti sessisti. E c’è anche un momento in cui si prende in giro Paolo Berizzi, giornalista sotto scorta perché minacciato dai neonazisti. La telecamera nascosta riprende poi Longhi Javarini, che sostiene, senza fare nomi né circostanze, di essere parte di “un gruppo trasversale, diciamo esoterico, dove ci sono diversi massoni. Poi c’è tutto un filone di ammiratori di Hitler, in più abbiamo un nostro informale servizio di informazioni e sicurezza, abbiamo una rete di ex militari”. Un’organizzazione trasversale ai partiti sostiene: “Noi abbiamo contatti politici all’interno del centrodestra, non solo nella Lega ma anche in Fratelli d’Italia e persino Forza Italia”, afferma.

“Dopo aver visto il servizio confezionato ieri sera da Fanpage e mandato in onda da Piazzapulita voglio ribadire ai miei amici, ai miei elettori e a quelli di tutto il mio partito che non ho mai ricevuto finanziamenti irregolari” e che “non c’è e non c’è mai stato in me alcun atteggiamento estremista, razzista o antisemita”, ha affermato in una nota Carlo Fidanza.

“Ritengo opportuno autosospendermi da ogni ruolo e attività di partito al fine di preservare Fratelli d’Italia da attacchi strumentali”, aggiunge Fidanza. Nelle parti del servizio “che purtroppo non sono state mandate in onda – sottolinea – in più occasioni ho ribadito al ‘giornalista infiltrato’ che asseriva di voler contribuire alla campagna elettorale di una candidata la necessità di farlo secondo le modalità previste dalla normativa vigente. Il fatto che questi ulteriori colloqui non siano stati trasmessi la dice lunga sulla serietà di questa inchiesta e contribuisce a dare di me e della mia attività politica un’immagine totalmente distorta. A tutela della mia reputazione mi riservo di adire la giustizia civile e penale”.

“E’ stato Giovanni Toti tra il 2016 e il 2018 a sceglierlo per la nomina diretta, senza selezione pubblica, per il ruolo di commissario dell’agenzia regionale ‘in Liguria’. Ovviamente a libro paga dei cittadini, per la non modica cifra di 90mila euro annui. Questa vicenda non può vedere i liguri silenti, si tratta di un fatto vergognoso e imbarazzante, lesivo delle istituzioni e delle loro radici antifasciste – commenta il capogruppo del Pd in Regione con una nota -. Per questo martedì porteremo il caso in consiglio regionale e chiederemo alla giunta una presa di distanza unanime e la richiesta di dimissioni di Carlo Fidanza, che nel video risulta avere legami con il governo russo di Putin ed è indicato come figura di riferimento dai neonazisti e discute esplicitamente di come reperire finanziamenti illeciti”.

“Chiedo ufficialmente a Fanpage di darmi il girato di questi tre anni. Sono rigida ma non me ne vogliate se non giudico i miei dirigenti sulla base di un filmato. Non ho problemi a rispondere, ma non chiedetemi di valutare un dirigente sulla base di un video montato da voi e curiosamente mandato in onda a due giorni dal voto. Disponibili a prendere decisione se responsabilità reali, ma vi chiedo l’intero girato di 100 ore. Sono sempre stata chiara sull’onestà e sui rapporti con alcuni ambienti”. Così la leader di FdI Giorgia Meloni sull’inchiesta pubblicata da Fanpage. “Vedrò Fidanza certamente”, aggiunge. “Ribadisco – sottolinea Meloni – a nome di Fratelli d’Italia che nel nostro movimento non c’è alcuno spazio per atteggiamenti ambigui sull’antisemitismo e sul razzismo, per il para-nazismo da operetta o per rapporti con ambienti dai quali siamo distanti anni luce, né per atteggiamenti opachi sul piano dell’onestà”.