Sempre meno portuali, sempre più no vax da fuori: ecco perché la polizia ha sgomberato il presidio no green pass - Genova 24

Genova. Prima il blitz di a liberare i varchi per ripristinare l’operatività del porto, poi l’attesa che la protesta, che aveva perso la sua caratteristica iniziale di essere una battaglia dei lavoratori del porto, scemasse da sola. Ieri infine la decisione di sgomberare, contando sulla sorpresa (la polizia è arrivata sul posto alle 5.40 del mattino) e sull’esiguo numero di presenti.

La decisione della Questura di Genova di procedere allo sgombero del presidio del varco Etiopia nel porto di Genova sarebbe maturata nelle ultime 48 ore dopo aver constatato da un lato una netta diminuzione del numero di manifestanti dall’altro una presenza sempre più esigua di lavoratori portuali a fronte di un numero sempre maggiore di attivisti no vax e no green pass arrivati da mezza Italia in quella che era diventa sì una protesta simbolica che non causava grandi rallentamenti all’operatività dello scalo genovese ma che violava comunque le regole di sicurezza di un varco portuale a causa di un accampamento sempre più strutturato fatto di tende, gazebi e fornelli ma anche auto e camper parcheggiati all’ingresso.

Lo sgombero, concordato dalla Digos e dal questore vicario con la Prefettura, è stato eseguito proprio a ridosso dell’insediamento del nuovo questore di Genova Orazio D’Anna che assumerà le funzioni da domani. Una scelta probabilmente non casuale per evitare che ad assumersi la responsabilità della decisione fosse il nuovo dirigente di via Diaz prima ancora di aver modo di conoscere direttamente le realtà e le criticità cittadine.

Nessuna protesta, a parte la resistenza commessa da un 40enne cittadino francese che ha cagionato in particolare ad un assistente capo della polizia di stato lesioni guaribili in 7 giorni, da parte dei presenti, ma solo qualche ‘mugugno’: gli attivisti avrebbero voluto poter mantenere il presidio almeno fino a sabato, giorno in cui anche una delegazione di genovesi era attesa a Trieste per l’incontro con il ministro Stefano Patuanelli. Indice che forse la protesta, almeno in quelle forme, aveva fatto il suo tempo. Al momento i portuali no green pass hanno riunito il coordinamento e nelle prossime ore dovrebbero comunicare come intendono procedere nelle prossime ore e nei prossimi giorni.

A livello sindacale intanto resta al momento confermato lo sciopero indetto dal sindacato Usb del porto di Genova per le giornate di lunedì 25 e martedì 26 ottobre. Lo sciopero era stato proclamato una decina di giorni fa per chiedere tamponi gratis per tutti i lavoratori del Porto di genova ma anche un’organizzazione tale da consentire al lavoratore di poter effettuare il tampone subito prima di entrare in turno. “Al momento diversi terminalisti non fanno pagare il tampone – spiega José Nivoi, sindacato Usb – ma non tutti e comunque in diverse aziende i lavoratori hanno difficoltà a effettuare il tampone prima di di andare al lavoro perché le convenzioni fatte con farmacie e istituti privati spesso non combaciano con i turni in porto”.

Ieri in un video diffuso sulle chat telegram del movimento no green pass in presidio il portavoce del coordinamento dei portuali genovesi Fabrizio Schenone aveva ribadito che il movimento non è interessato ai tamponi gratis: “A me sinceramente non interesserebbe neppure se mi pagassero per fare i tamponi” aveva detto ricevendo gli applausi dei manifestanti riuniti a ponte Etiopia. Ma lo sciopero indetto da Usb potrebbe ora consentire di avere una copertura sindacale per il proseguimento della protesta.

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