Risarcimento Aspi, il consiglio comunale si spacca sullo schema di accordo: polemica sui pedaggi - Genova 24
Aula rossa

Risarcimento Aspi, il consiglio comunale si spacca sullo schema di accordo: polemica sui pedaggi

Ma anche sulla posizione dell'amministrazione come parte civile al processo. Bucci deluso: "Speravo si votasse all'unanimità per Genova"

consiglio comunale

Genova. Dopo la infuocata commissione di stamani, è stato approvato, durante la seduta di oggi in consiglio comunale lo schema di accordo di ristoro tra Autostrade per l’Italia, Comune di Genova, Città Metropolitana, Regione Liguria e Autorità portuale in ordine ai danni subiti a seguito del crollo sul viadotto Polcevera.

Il documento, che riguarda i dettagli sui 1455 milioni che Aspi investirà in infrastrutture sul territorio, è stato presentato per la prima volta stamani in commissione senza poter peraltro essere modificato, cosa che ha sollevato le prime critiche dell’opposizione. Lo schema di accordo è passato con il voto favorevole della maggioranza e di Italia Viva. Il M5s non ha votato mentre Pd e Lista Crivello hanno votato contro.

Pd: accordo deludente. “Il Comune ha raggiunto con Autostrade un accordo deludente, che mette fine ad ogni pretesa risarcitoria per il crollo del ponte Morandi senza averne condiviso il contenuto con la città, con i familiari delle vittime, con i Municipi e i comitati e le associazioni della Val Polcevera, con i rappresentanti delle categorie economiche maggiormente pregiudicate. Lo schema di accordo è arrivato quasi di nascosto. Inserito ieri all’ordine del giorno di un consiglio comunale già convocato per trattare altro. La documentazione è stata messa a disposizione dei consiglieri solo nella tarda serata di ieri, quasi nella speranza che nessuno lo leggesse. Lo abbiamo letto, e consideriamo inadeguato il contenuto dell’accordo”, si legge in una nota.

“Dal 1 gennaio ritornano i pedaggi sul tratto genovese dell’A10. Nonostante l’anno scorso Autostrade si fosse impegnata a garantire la gratuità per dieci anni fino alla fine del 2031. L’accorciamento della gratuità costerà ai genovesi tra i 13 e 15 milioni l’anno. Nessuna garanzia di gratuità dei due tunnel subportuale e della Fontanabuona, che Autostrade si impegna realizzare spendendo 930 milioni. Oltre quella somma, scatterà il pedaggio pagato dai genovesi. E chi costruirà le due opere? Con ogni probabilità la stessa Autostrade, che non avrà alcun interesse a contenere i costi. Autostrade si impegna a realizzare opere che avrebbe dovuto comunque costruire per rendere efficiente la propria rete in concessione. Dal nuovo casello di Multedo al nodo di San Benigno, nessun regalo, ma opere dovute che in parte saranno pagate con i futuri pedaggi”, proseguono i dem.

“L’unica buona notizia sono i 3 milioni per gli abitanti sotto il Viadotto Bisagno. Ma è già certo che non basteranno per risolvere il problema dell’interferenza del viadotto. E per questo abbiamo chiesto maggiore chiarezza già dalle prossime settimane. Abbiamo espresso tutta la nostra contrarietà per il metodo e per il contenuto di un accordo che non risarcisce le sofferenze subite dalla città, ed è un’offesa ai genovesi. A fronte di opere ancora da progettare e autorizzare che chissà quando vedranno la luce, dal 1 gennaio ricominceremo a pagare il pedaggio ad Autostrade. Genova ha bisogno di un altro accordo che risarcisca davvero la città”.

L’M5s non partecipa al voto: “Nostri ordini del giorno rifiutati”. “Il M5s ha presentato oggi, in consiglio comunale, due ordini del giorno per impegnare il sindaco e la Giunta a inserire all’interno dello schema di accordo due punti che riteniamo fondamentali: che sia a carico di Aspi la totale copertura economica per la realizzazione delle opere di mitigazione dell’impatto viario in lungomare Canepa e a indicare con chiarezza all’interno dell’accordo, e prima della ratifica dello stesso, le zone individuate dal Comune di Genova per la realizzazione di parcheggi di mezzi pesanti che, a quanto apprendiamo, saranno finanziati con le risorse derivanti dal risarcimento”. Lo dichiara il capogruppo comunale del M5S Luca Pirondini.

“Al netto dell’esito dell’accoglimento dei nostri atti, prima del voto abbiamo chiesto alla Giunta alcuni doverosi chiarimenti tecnici. Sindaco e Giunta non hanno voluto rispondere e contestualmente ci hanno tolto la parola impedendoci di votare”. “In merito al vergognoso comportamento chiaramente tenuto oggi in Aula, ho richiamato ufficialmente il presidente del consiglio, comunicando che rifletteremo su un’eventuale mozione di sfiducia: il presidente non può prendere ordini dal Sindaco e soprattutto non può negare una legittima richiesta di chiarimenti fatta alle segreterie”, fa sapere in merito il consigliere Stefano Giordano.

Bucci: “Avrei voluto votassimo tutti insieme per Genova”. “Oggi abbiamo fatto qualcosa di utile per la città, avrei voluto che tutto il consiglio votasse a favore”. Così il sindaco Marco Bucci è intervenuto durante la votazione.

“La prima volta che è venuta fuori una bozza di accordo tra governo e Aspi si parlava di 700 milioni per i costi del nuovo ponte e di 150 milioni per l’area di Genova, inoltre di 1,2 miliardi per la riduzione delle tariffe autostradali su tutto il territorio nazionale fino al 31 dicembre 2031, noi ci eravamo ribellati a quell’ipotesi e infatti avevamo inviato una lettera ad Aspi per chiedere un rimborso da un miliardo e mezzo. Il risultato della negoziazione è che siamo passati da 150 milioni a 1455 milioni”, afferma. In merito alle polemiche sul ritorno dei pedaggi dal 1 gennaio 2022 Bucci sostiene che “una cosa sono i pedaggi gratuiti legati al crollo del ponte, per cui ci sono fondi fino a fine anno, un’altra sono quelli legati ai cantieri autostradali, per cui faremo una nuova contrattazione”.

Il sindaco ha poi ribadito la posizione del Comune nell’ambito del processo. “Resteremo parte civile nei confronti dei 59 imputati e delle 2 società Aspi e Spea che però sono imputate di reati per cui molto difficilmente potremmo avere degli indennizzi”. Un riferimento infine alle famiglie dei familiari: “Molti hanno deciso di accettare rimborsi da Aspi e rinunciare a costituirsi parte civile e lo rispettiamo, oggi noi pensiamo che Genova debba avere rimborsi cospicui per quello che ha subito e abbiamo trovato questo accordo, i fondi saranno distribuiti equamente a tutti? Noi pensiamo che in questo modo facciamo qualcosa di utile per tutta la città, avrei voluto che il consiglio comunale votasse l’accordo all’unanimità”.

“Piciocchi: non torneranno i pedaggi”: “L’esenzione dei pedaggi autostradali, collegata ai cantieri, resterà fino a quando ci saranno cantieri in atto e su questo mi pare necessario sgomberare il campo da false mistificazioni a danno dei genovesi. Un conto sono i ristori collegati al crollo del Morandi e altra cosa sono le esenzioni dei pedaggi per i cantieri sul nodo genovese in relazione all’avanzamento del piano di lavori sulla rete. Inoltre, abbiamo già chiesto una nuova contrattazione proprio per le esenzioni legate ai disagi dei cantieri. Per quanto riguarda lo schema di accordo porta a Genova 1 miliardo e mezzo di euro di ristori post crollo, un punto di partenza decisamente positivo per la nostra città che vede formalizzato un diritto di credito nei confronti di Aspi, a prescindere dal riassetto societario in corso, con garante lo Stato. Inoltre, le opere saranno finanziate da risorse indipendenti dai pedaggi”.

“Sinceramente non capisco la polemica sollevata da alcuni componenti della minoranza – continua Piciocchi – che evidentemente si sono fermati ai titoli e non hanno letto nel merito i contenuti dell’accordo, e subito cavalcata da chi vuole confondere le acque e disorientare i genovesi. Come ho detto oggi in commissione è ribadito in consiglio, inoltre, ogni accordo è perfettibile e in questo caso l’accordo non è definitivo, ma solo un punto di inizio fondamentale. Rispetto a quanto stabilito nel precedente accordo del 2020 che si limitava al riconoscimento di 150 milioni di ristori sui pedaggi, oggi portiamo a casa, oltre a 200 milioni per la mitigazione tariffaria, un impegno scritto sulla realizzazione di opere infrastrutturali attese da tempo che contribuiranno all’ammodernamento e alla maggiore sicurezza dei collegamenti della nostra città. Un risultato storico per Genova». Lo dichiara l’assessore ai Lavori pubblici Pietro Piciocchi al termine della seduta del consiglio comunale che ha approvato la delibera di schema di accordo tra Aspi ed enti locali.

Quasi maggioranza. Il Gruppo Italia Viva del Comune di Genova ha votato a favore della delibera 73 del 18/10/2021 sullo schema di accordo di ristoro tra Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Regione Liguria, Comune di Genova, Città Metropolitana di Genova e Autostrade S.p.A. in ordine ai danni subiti a seguito del crollo del ponte Morandi. “Ma – ha dichiarato il capogruppo di Italia Viva del Comune di Genova Mauro Avvenente – riteniamo che la bozza sia migliorabile”. La strada maestra tracciata dall’immane tragedia del crollo del ponte Morandi può, in primo luogo, essere estesa a tutte le realtà abitative poste in prossimità di infrastrutture di cui subiscono la presenza. “Il nostro partito – ha proseguito Avvenente – mira pragmaticamente al fare. Siamo convinti che questa operazione in nessun modo possa risarcire il dramma delle famiglie delle 43 vittime e quindi riteniamo che il Comune di Genova debba mantenere la sua costituzione a parte civile nel processo in corso. Ma comprendiamo come non sia stata percorsa la strada processuale penale o civile in merito ai ristori, con il rischio di eccessive lungaggini, a favore di un accordo che persegue l’obiettivo di indennizzi per gli enormi disagi subiti dalla città e dai suoi cittadini. Apprezziamo anche l’impegno della presidente della Commissione Trasporti alla Camera per trovare le risorse necessarie. Risorse che vanno utilizzate anche per realizzare infrastrutture di fondamentale importanza, come lo skytram che potrà fare uscire la Val Bisagno dall’isolamento dovuto all’assenza di una linea ferroviaria, o la realizzazione del casello autostradale di Multedo previo il tanto agognato trasferimento della Carmagnani in area portuale, quindi lontano dalle abitazioni”. Progetti ritenuti decisivi nel miglioramento della generale mobilità cittadina.

Ma Avvenente ha anche tenuto a sottolineare come i documenti relativi alla delibera su un tema così importante come l’accordo sui ristori ai danni del ponte Morandi, siano stati forniti con un anticipo insufficiente a una lettura accurata. “Una modalità – ha dichiarato – che spesso viene messa in atto dalla Giunta e che dovrebbe essere sostituita da un piano di lavoro più rilassato, visto che discutere di questa e altre delibere con una settimana di tempo in più per riflettere, difficilmente potrebbe incidere sul futuro delle decisioni su cui è impegnato il Consiglio comunale”.

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