Riforma delle pensioni, sciopero alle riparazioni navali: lavoratori in strada e varco delle Grazie chiuso - Genova 24
La protesta

Riforma delle pensioni, sciopero alle riparazioni navali: lavoratori in strada e varco delle Grazie chiuso fotogallery

Quattro ore di sciopero spontaneo indetto dalle rsu contro quota '102'

Genova. Varco delle Grazie chiuso stamattina in porto a Genova per la protesta dei lavoratori delle riparazioni navali che hanno dichiarato 4 ore di sciopero contro la riforma delle pensioni che proprio oggi andrà in consiglio dei ministri.

“Non si può lavorare nei cantieri navali nelle acciaierie, nelle officine meccaniche e in tutti quei luoghi di lavoro dove le attività sono usuranti, gravose e ad alto rischio di infortunio fino a 67 anni o per almeno 43 anni della propria vita” dicono le rsu di San Giorgio, Mariotti e delle altre piccole e medie aziende metalmeccaniche del porto di Genova. I lavoratori si sono anche spostati in piazza Cavour bloccando per circa un quarto d’ora il traffico e per poi dirigersi in corteo lungo via Gramsci fino alla Stazione marittima e ritorno.

“Si tratta di uno sciopero spontaneo – spiega il segretario genovese della Fiom Stefano Bonazzi – su un tema particolarmente sentito dai lavoratori delle riparazioni anche per questioni anagrafiche ma in realtà riguarda tutti. Questa prima reazione quindi non deve restare isolata e deve arrivare a coinvolgere non solo tutti i metalmeccanici della Fiom ma l’intera confederazione. Serve una reazione immediata, per questo ci auguriamo che le segreterie facciano seguire le dichiarazioni ai fatti e diano indicazioni per iniziative di lotta di portata più generale”.

“La proposta di Cgil, Cisl e Uil – dice Luca Marenco, responsabile Fiom per le Riparazioni navali – era chiara: l’uscita con 41 anno di contributi o 62 anni di età”.

Per quanto riguarda la questione dei lavori usuranti i lavoratori parlano di “specchietto per le allodole”. “Di fatto sono pochissimi i lavoratori che accedono a questo tipo di trattamento perché ci sono troppe categorie escluse – dice ancora Marenco – ma la questione fondamentale resta che il paletto dei 43 anni è troppo alto, perché sono anni di vecchiaia e non di giovinezza e questo non possiamo accettarlo”.

D’accordo con la protesta anche il deputato del Carroccio Edoardo Rixi: “I lavoratori delle riparazioni navali e tutti coloro che svolgono attività usuranti  hanno diritto alla pensione in età adeguata. Non è possibile restare fino a 67 anni in attività ad alto rischio di infortunio come cantieri navali, acciaierie, officine metalmeccaniche. Chi da decenni versa contributi ha il sacrosanto diritto alla pensione in età adeguata. La Cgil e i sindacati sulle pensioni hanno posizioni vicine alla Lega e lontanissime da Pd e M5s, anche su lavori con attività usuranti e gravose”.

Per Rixi “il reddito di cittadinanza fa acqua da tutte le parti, basterebbe spostare sulle pensioni una parte di quei soldi per sostenere i lavori usuranti e un sistema pensionistico meno penalizzante per gli italiani”.

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