Proteste no green pass in porto, sale la tensione: manifestanti occupano via Albertazzi - Genova 24

Aggiornamento ore 15.00 – Il sit in organizzato in via Albertazzi per bloccare l’accesso alla zona del terminal traghetti è stato tolto e in manifestanti si sono poi diretti verso il varco Etiopia.

Genova. Nelle ore in cui a Trieste si verificano scontri tra la polizia e i manifestanti contro il green pass, primi fra tutti i portuali, si scalda anche il fronte genovese della protesta, dopo una mattinata tutto sommato tranquilla.

Alle prime ore di questa mattina, in seguito a un dialogo serrato tra gli organizzatori dei picchetti e le forze dell’ordine erano liberati alcuni dei varchi di accesso per far defluire il traffico dei mezzi pesanti ed evitare il blocco della circolazione in città. Una soluzione di compromesso che consentiva comunque ai manifestanti di tenere vivo il presidio principale a varco Etiopia, a Sampierdarena.

Nella tarda mattinata, però, la tensione è salita, si sono susseguite informazioni su possibili blocchi del traffico sulla stregua di quanto accaduto venerdì scorso e infine, intorno alle 12.30, i manifestanti si sono posizionati in via Albertazzi bloccando così parzialmente il varco portuali omonimo. I camion filtrano comunque attraverso il varco di San Benigno.

Al presidio non solo lavoratori del porto di Genova, anzi. Sono molti i lavoratori di altre categorie e i manifestanti arrivati da altre città (qualcuno anche dall’estero). Presenti gruppi di anarchici e alcuni esponenti nel comitato Libera Piazza – no green pass.

Il porto è operativo anche sulle banchine, al netto di qualche rallentamento. E prosegue, ma senza sostanziali blocchi, anche la protesta al terminal Psa di Pra’ con un presidio dei lavoratori. Tuttavia se le cose non cambieranno, nelle prossime ore, i disagi sono destinati ad aumentare.

Sul posto presente la polizia di Stato con la Digos, carabinieri, polizia locale per regolare il traffico. Gli agenti del reparto mobile, arrivati in via Albertazzi si sono tolti il casco dalla testa dopo averlo tenuto per qualche minuto, il tutto per stemperare la tensione e cercare di trovare un nuovo punto di incontro. L’impressione è che le forze dell’ordine siano intenzionate a evitare lo scontro e uno sgombero forzato, inoltre questo sit-in dovrebbe durare solo fino al primo pomeriggio.

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