Porto di Genova e green pass, alcuni terminalisti pagheranno i tamponi ai lavoratori non vaccinati - Genova 24
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Porto di Genova e green pass, alcuni terminalisti pagheranno i tamponi ai lavoratori non vaccinati

Il prefetto ha rinnovato l'invito del Viminale ma non tutti sembrano essere disposti a pagare

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Genova. A due giorni dall’entrata in vigore del green pass, non è ancora chiaro chi pagherà i tamponi per i lavoratori del porto di Genova. Il prefetto Renato Franceschelli stamani ha rinnovato l’invito del Viminale ai terminalisti a pagare i tamponi ai lavoratori non vaccinati davanti ai vertici dei principali terminal, ai sindacati e ad Assoterminal.

Di fronte all’invito i rappesentanti delle aziend del porto sono rimasti sostanzialmente zitti e alcuni non erano neppure presenti (non c’erano per esempio Gnv, Tirrenia e terminal San Giorgio).

La posizione di Assoterminal è rimasta chiara: “Come Confindustria ho ribadito che non dobbiamo pagare noi i tamponi – ha spiegato a margine il presidente di Assoterminal Beppe Costa – ma poi ogni azienda è libera di fare quel che vuole”.

Alcune hanno dato la loro disponibilità a pagare i tamponi. Lo hanno fatto Psa (sui due terminal che sono il Vte e il Sech), il porto Petroli e la stessa decisione la sta prendendo la Compagnia unica. Buone probabilità che la stessa decisione la prenda anche il terminal Spinelli: “Le altre aziende dovremo contattarle una ad una – spiega Roberto Gulli segretario Uiltrasporti – abbiamo l’impressione che il mondo dei terminalisti sia spaccato e che quindi non tutti vorranno pagare senza rendersi conto che il costo dei tamponi è nettamente inferiore al costo di un rallentamento dell’operatività di un terminal”.

Situazione anche peggiore per l’autotrasporto dove nessuno sembra al momento intenzionato a pagare: “Stanno giocando d’azzardo con l’economia del Paese” fa notare ancora Gulli ricordando che “per fare un esempio le materie prime per le industrie manifatturiere arrivano dalla logistica che significa porto, navi, camion e anche corrieri”.

“Il prefetto ci ha detto che i terminalisti pagheranno – dice Enrico Ascheri Filt Cgil – e nessun terminalista seduto al tavolo ha contraddetto il prefetto”

Altra questione sarà l’organizzazione pratica degli spazi per effettuare i tamponi: “Saranno predisposti diversi punti per i tamponi, uno per esempio sarà da Music for peace per il terminal Sech ma questi aspetti saranno definiti nelle prossime ore” spiega.

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