Picchia la moglie perché rifiuta di dichiarare il falso per il permesso di soggiorno: arrestato 37enne - Genova 24
Violenza

Picchia la moglie perché rifiuta di dichiarare il falso per il permesso di soggiorno: arrestato 37enne

La donna, italiana, aveva rifiutato infatti di firmare una dichiarazione sostitutiva di notorietà che attestasse la circostanza falsa che il marito, non di nazionalità italiana, avesse già spostato la residenza della loro casa

polizia locale carcare

Genova. La polizia locale è intervenuta nelle scorse ore in corso Quadrio, a una fermata Amt, perché richiamata dalle grida di una donna che, tenendosi il volto e un orecchio con le mani, chiedeva aiuto sostenendo che il marito l’avesse appena picchiata e indicando un uomo che si stava dileguando.

La donna, una 53enne residente in Valbisagno ha deciso di sporgere querela e inseguito è emerso che oltre a una denuncia per resistenza, l’uomo aveva ricevuto pochi giorni prima un ammonimento da parte del questore perché cessasse le condotte violente nei confronti della moglie messe in atto per molto tempo e che avevano generato ripetuti interventi della polizia in soccorso della donna.

L’uomo, un 37enne non di nazionalità italiana, è stato inseguito e poi arrestato dagli agenti. Svariati testimoni e video delle telecamere hanno confermato la versione della vittima, presa di mira con violenza a calci e pugni dall’uomo a poca distanza dall’ufficio immigrazione della Questura dove l’uomo pretendeva che la moglie rilasciasse false dichiarazioni.

La donna, italiana, aveva rifiutato infatti di firmare una dichiarazione sostitutiva di notorietà che attestasse la circostanza falsa che l’uomo, senegalese, avesse già spostato la residenza presso la comune dimora. Per questo motivo il  marito, una volta usciti dall’Ufficio, l’aveva violentemente aggredita in strada ritenendola responsabile del mancato rinnovo del permesso di soggiorno da parte dell’Ufficio Immigrazione della Questura.

Secondo quanto riportato dagli agenti, l’uomo al momento dell’arresto ha detto loro: »voi dovete solo fare le multe e occuparvi della spazzatura», «siete dei razzisti bastardi pezzi di m…», «andate a f…» e, con particolare riferimento a uno degli agenti, ha minacciato gli operanti con le frasi «ci vediamo tra tre giorni quando esco». Gli sono stati anche contestati i reati di ingiurie, minacce, resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto di declinare le generalità.

 

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