Parco nazionale di Portofino, la Regione fa ricorso al Tar: "Annullare la perimetrazione" - Genova 24
Nuova puntata

Parco nazionale di Portofino, la Regione fa ricorso al Tar: “Annullare la perimetrazione”

Tosi e Benedetti (M5s): "Toti pomiciava col ministro Cingolani, adesso gli fa le corna". Regione: "Parole sconcertanti, ricorso non c'entra con il dialogo intrapreso"

toti parco portofino

Genova. Nuova puntata della vicenda legata all’istituzione del parco nazionale di Portofino. La Regione Liguria ha presentato ricorso contro il ministero della Transizione ecologica e le associazioni ambientaliste per ottenere l’annullamento della perimetrazione provvisoria, delle misure di salvaguardia e di tutti gli atti collegati. A darne notizia è il Movimento 5 Stelle.

Il ministero aveva deciso di procedere con una proposta dell’Ispra dopo che le associazioni “Amici del monte di Portofino” e “Verdi Ambiente e Società” avevano vinto il ricorso al Tar sull’istituzione del parco sancita da una legge del 2018 e mai attuata dal Governo. La proposta di Ispra ipotizzava l’estensione del parco su una superficie di 15.339 ettari, circa 15 volte l’attuale parco regionale (1.056 ettari) su un totale di 11 Comuni coinvolti, la maggior parte dei quali contrari a causa dei vincoli che verrebbero imposti.

“Fino a pochi mesi fa, Toti pomiciava con il Ministro della Transizione ecologica. Oggi scopriamo invece che gli ha fatto le corna: Regione Liguria, infatti, ha presentato ricorso al Tar contro il ministero”, spiegano il capogruppo regionale del M5s Fabio Tosi e la consigliera comunale di Rapallo Isabella Benedetti.

“Ricordate quando lo scorso 5 luglio, alla Cervara in occasione del Forum Ambrosetti, Toti aveva postato l’ennesimo selfie con lisciata al titolare del Mite parlando di rilancio delle infrastrutture, delle attività portuali, delle nuove tecnologie e del turismo all’interno del piano nazionale di ripresa e resilienza? Nello stesso post aveva anche scritto: La Liguria deve investire sulle sue eccellenze per superare questi mesi di pandemia. Non possiamo lasciarci sfuggire nessuna occasione per ripartire. E di grazia, allora, Toti ci dica: perché continua a oltraggiare la realizzazione del Parco, visto che anche i somari ne capirebbero la ricaduta economica in termini di opportunità, occupazione e turismo?”, proseguono i pentastellati.

“Dopo le elezioni di Savona, Toti accusò alcuni partiti di sposare idee da terrapiattisti. Oggi, invece, paga pegno e si piega alla Lega, da sempre contraria al Parco nazionale di Portofino. Cambiano ancora una volta gli equilibri regionali? La Liguria finisce così ostaggio dei debiti elettorali del Governatore”, aggiunge il capogruppo Tosi.

Il 9 agosto il ministero aveva chiesto alla Regione e agli enti locali l’indicazione di un nominativo da inserire nel comitato di gestione provvisorio. “Al momento della stesura del presente atto il Comitato di gestione non è stato ancora nominato e quindi le misure di salvaguardia non sono entrate in vigore – si legge nel ricorso al Tar -: ci si riserva di proporre motivi aggiunti per impugnare l’atto di nomina qualora il ministero intendesse darvi corso nonostante le plurime criticità qui evidenziate e denunciate anche dai Comuni con separati ricorsi”.

Sul tema anche Luca Garibaldi, capogruppo del Pd: “La giunta Toti da un lato dialoga con il Ministero della Transizione ecologica sul Parco di Portofino e dall’altro fa ricorso al Tar contro lo stesso Ministero per bloccare l’iter del Parco Nazionale. Siamo stanchi di questo atteggiamento, che suona come una presa in giro, per assecondare l’interlocutore di turno. Toti e Piana vengano in Commissione Ambiente a dire se si vuole andare avanti o meno, senza infingimenti”.

“La giunta, invece di continuare a mettere ostacoli, dovrebbe sostenere il nuovo parco e produrre uno studio approfondito in cui si evidenziano le potenzialità del Parco, le sue ricadute sul territorio in termini di lavoro, ricchezza, crescita e sostenibilità. Le giravolte di Toti rischiano di far di perdere un’occasione unica per tutta la Liguria”, così il capogruppo del Partito Democratico Articolo Uno Luca Garibaldi dopo la notizia del ricorso al Tar della Regione Liguria contro il Ministero per la definizione dei confini istitutivi del Parco Nazionale di Portofino”, aggiunge.

In merito alla polemica sul Parco nazionale di Portofino, la Regione Liguria, “esprimendo perplessità e sconcerto per la terminologia utilizzata,” precisa quanto segue: “Il ricorso presentato contro una perimetrazione non condivisa seguente la sentenza del Tar Lazio nulla c’entra con il dialogo tra il ministero dell’Ambiente e della Transizione ecologica e gli Enti locali. Regione ritiene che tale perimetrazione costituisca una indebita forzatura del percorso in essere“, si legge nella nota.

“Il confronto prosegue con la disponibilità da parte di tutti i soggetti a individuare una soluzione condivisa che Regione ritiene debba, in ogni caso, essere accolta con favore dal territorio e dai Comuni coinvolti, sia per quanto riguarda i nuovi confini del Parco nazionale sia per quanto riguarda la sua governance. Si tratta infatti di trovare una convergenza che garantisca il futuro sviluppo sostenibile di un territorio turistico fondamentale e unico a livello nazionale che non può essere ostaggio di un ambientalismo intransigente da salotto”, conclude la Regione.

Era chiaro a tutti che avremmo impugnato una perimetrazione che è osteggiata da tutti i sindaci del territorio e anche dai piani regionali. Lo sapeva il ministero come tutti i soggetti interessati dalla trattativa – commenta il presidente ligure Giovanni Toti -. Quella perimetrazione è frutto di una sentenza del Tar che ha costretto il ministero a saltare un percorso partecipativo in corso e ha costretto il ministro ad agire sulla base di un ordine di un magistrato imposto da un’associazione ambientalista più attenta alla notorietà e ai salotti radical chic che alle esigenze del territorio. Sa benissimo il ministro Cingolani che non vi è un’ostilità preconcetta al parco, ma anche che il parco di Portofino è particolare, antropizzato e che vale un sacco di soldi del nostro Pil, che ospita alcuna delle perle del turismo del nostro territorio”.

“Se vogliamo fare un parco nazionale in quel territorio, ben venga, unificando l’area marina protetta, ovviamente a regole, confini, dimensioni, governance e approcci diversi a quelli di altri parchi che sono in mezzo alle montagne o in zone bassamente abitate. Di tutto questo stiamo parlando, lo abbiamo fatto con i consiglieri regionali, incontrerò il ministro Cingolani, incontrerò i sindaci, cercheremo una mediazione”, ha concluso il governatore.

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