Paganini Genova Festival chiude con la tavola rotonda “Paganini domani” e il concerto di Kevin Zhu - Genova 24
Concluso

Paganini Genova Festival chiude con la tavola rotonda “Paganini domani” e il concerto di Kevin Zhu

Gli eventi hanno registrato un’affluenza stimata attorno al 96% dei posti disponibili

\"Paganini fa il bis\" a Palazzo Doria Spinola

Genova. Con la tavola rotonda “Paganini domani” e il concerto di Kevin Zhu, vincitore dell’edizione 2018 del Premio Paganini, all’Oratorio di San Filippo, in duo con la pianista Elisa Tomellini, si conclude la quinta edizione del Paganini Genova Festival.

Nelle due sessioni della tavola rotonda, tenutasi all’Auditorium Montale del Teatro Carlo Felice, si è tracciato un bilancio della rassegna: un mese di eventi, preceduto dagli otto appuntamenti dell’anticipazione “Paganini e dintorni”.

Erano presenti: Roberto Iovino, presidente dell’associazione Amici di Paganini, Michele Trenti, direttore artistico del Paganini Genova Festival, Barbara Grosso, assessore alle politiche culturali del Comune di Genova, Daniele Biello, funzionario dell’assessorato alla Cultura della Regione Liguria, Claudio Orazi, sovrintendente del Teatro Carlo Felice di Genova, Pierangelo Conte, direttore artistico del Teatro Carlo Felice di Genova, Davide Livermore, direttore del Teatro Nazionale di Genova, presente in video, Fabrizio Callai, presidente del Conservatorio Niccolò Paganini di Genova, Elena Manara (Camera di Commercio di Genova), Elvira Bonfanti (Fondazione Palazzo Ducale di Genova).

I lavori si sono aperti con un riassunto dei risultati della quinta edizione del Festival. Fra i momenti salienti, il 56° Premio Paganini, la Masterclass di Francesca Dego, il convegno internazionale di studi e i concerti di Nancy Zhou, Lisa Jacobs e Kevin Zhu. Novità principale di quest’anno, è stata la concessione del FUS da parte del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e il conseguente obbligo di bigliettazione agli eventi, fino all’anno scorso interamente gratuiti.

I numeri del festival
19 concerti
7 conferenze
1 convegno internazionale
1 masterclass
2 eventi kids
2 laboratori con il Festival Scienza
2 visite guidate nei luoghi paganini

Gli eventi hanno registrato un’affluenza molto alta (stimata attorno al 96% dei posti disponibili), in considerazione alle limitazioni dovute alla pandemia, vigenti nella prima parte del Festival, e all’utilizzo di sale di capienza contenuta. Da notare la presenza di spettatori stranieri nel pubblico, favorita dall’apertura in via Garibaldi del Centro Paganini, che ha contribuito a una maggiore comunicazione degli eventi in cartellone.

Dai dati diffusi, emerge un chiaro segnale di attivazione di un vero e proprio “Sistema Paganini”, che può contare sul Festival, sul Premio, sul centro studi, sulle sale paganiniane di Palazzo Tursi e sulla recente aggiunta della statua posta davanti al teatro Carlo Felice. Per l’associazione Amici di Paganini, il Festival costituisce il fulcro di questo sistema e come tale va consolidato con la collaborazione di tutte le istituzioni pubbliche e private disponibili, anche in termini di programmazione e di anticipo del calendario, per intercettare un turismo culturale nazionale e internazionale, in crescita sulla città.

Fra i problemi emersi nella presente edizione, sono da sottolineare: “L’indisponibilità di sedi adeguate per far fronte alla richiesta di pubblico, in alcuni appuntamenti di particolare richiamo (il concerto inaugurale di Nancy Zhou e di quello finale di Kevin Zhu)”, ha detto il presidente Roberto Iovino, che dal 15 novembre lascerà la presidenza a Michele Trenti, per assumere la direzione del Centro Paganini per la ricerca e la didattica.

L’attuale direttore artistico, Michele Trenti, ha sottolineato come Paganini potrebbe essere “un brand per la città. La figura di Paganini è unica nel mondo musicale, può dare tantissimi ritorni, addirittura più di quanto non possa fare quella di Mozart”.

L’osservazione di Trenti ha innescato il dibattito sul futuro del “sistema Paganini” che, se vedrà la partecipazione unanime di tutte le istituzioni, potrà aprire nuove prospettive culturali ed economiche per la città. Come ha sottolineato Livermore nel suo video messaggio, citando uno studio dell’Università di Bologna, è stato infatti calcolato che, per quanto riguarda, ad esempio, il Rossini Opera Festival di Pesaro, ogni euro investito “ritorna” sei volte.

Tutte le persone convenute hanno espresso parere favorevole all’idea di approfondire questo percorso e hanno ribadito il loro impegno in questa direzione.

Nel pomeriggio si è svolto un secondo tavolo di lavoro, cui hanno partecipato, con gli Amici di Paganini, rappresentanti del Festival Paganiniano di Carro e del Festival Paganiniano di Parma, con l’obiettivo di consolidare una collaborazione già in atto, studiando nuove sinergie.