Nuovo hub vaccinale a Genova, ennesima fumata nera: resterà ancora alla sala Chiamata - Genova 24
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Nuovo hub vaccinale a Genova, ennesima fumata nera: resterà ancora alla sala Chiamata

Il direttore generale di Asl 3 Bottaro: "Non abbiamo trovato nessuna struttura coi requisiti richiesti". In dubbio anche l'hub dei privati al Teatro della Gioventù

Generico agosto 2021

Genova. Il più grande rimpianto è aver perso il padiglione Jean Nouvel, diventato un fiore all’occhiello della campagna vaccinale con un hub da 5mila dosi al giorno (quando se ne facevano così tante). Perché, da quando la Asl 3 ha dovuto traslocare dalla Fiera per lasciare spazio al Salone Nautico, trovare uno spazio con le stesse caratteristiche si è rivelata un’impresa pressoché impossibile. Alla fine nemmeno la terza manifestazione di interesse, la seconda rivolta ai privati, ha restituito esito positivo. E così al momento si va avanti alla sala Chiamata del porto, grazie alla disponibilità rinnovata dalla Culmv.

“Abbiamo cercato una struttura sia nel pubblico sia nel privato – ricorda il direttore generale della Asl 3, Luigi Carlo Bottaro -. Nel pubblico non ne abbiamo trovato, nel privato abbiamo avuto qualche offerta, ma la struttura, per essere idonea all’attività di cui abbiamo bisogno dev’essere, oltre che bella, anche valida dal punto di vista dell’utilizzo che ne faremo. Non abbiamo bisogno di ambienti tout court, ma di ambienti che possano assicurare una certa circolazione di pazienti, estremamente facile ad esempio al padiglione Jean Nouvel o alla sala Chiamata che sono molto ampli”.

Secondo indiscrezioni di stampa una possibile location era stata individuata all’interno delle Torri Faro, i grattacieli gemelli di San Benigno che Carige Reoco fatica a riempire. Ma i requisiti non erano quelli richiesti: “Dobbiamo trovare una struttura che permetta che i flussi di persone non si incrocino tra loro creando problemi. Ad oggi, nonostante abbiamo trovato situazioni ottime da un punto di vista strutturale, per quanto riguarda le nostre necessità non abbiamo ancora trovato nulla”, ribadisce Bottaro.

Le caratteristiche sono ormai note: la Asl 3 cerca un immobile tra i 1.500 e 2.000 metri quadrati in una zona centrale della città  (s’intende in realtà una vasta area compresa tra il Bisagno, il Polcevera e i caselli autostradali di Genova Est e Genova Aeroporto) da adibire a “centro di prevenzione multifunzionale” per i prossimi sei anni. Dovrà essere un punto facilmente raggiungibile in auto e col trasporto pubblico, con un parcheggio di almeno 50 posti, due ingressi e non più di tre piani. Ovviamente anche il prezzo d’affitto avrà il suo peso.

Di sicuro l’hub gestito dalla Asl 3 non si muoverà dalla sala dei camalli almeno fino a Natale, notizia anticipata questa mattina dall’edizione genovese de La Repubblica. Ma, viste le difficoltà a trovare un’alternativa, si potrebbe guardare oltre la fine di dicembre? “Adesso non voglio chiedere questo alla compagnia perché sono stati già molto cortesi. Per adesso ci focalizziamo su Natale. Conto di arrivare a un accordo col console la prossima settimana, o quando sarà disponibile a incontrarci. Poi di qui a lì vedremo di trovare la soluzione per il futuro”.

Resta aperta dunque l’ipotesi di un’ulteriore manifestazione di interesse, anche se qualcosa adesso potrebbe cambiare. “Stiamo vedendo – conclude Bottaro -. Siccome ne abbiamo già fatte tre, vorrei mirare ulteriormente il bersaglio e per questa volta riuscirci”. Sempre che la strategia alla fine non cambi e non si decida piuttosto di superare la logica stessa degli hub vaccinali, visto anche il forte calo di accessi negli ultimi mesi, concentrando la campagna per la terza dose in maniera più capillare sul territorio (ambulatori, medici di famiglia e farmacie).

Sulla base di questi ragionamenti anche i privati che gestiscono l’hub al Teatro della Gioventù non si sbilanciano: “Se la sanità regionale ci chiederà di andare avanti noi ci saremo sempre – spiega Luca Pallavicini di Confcommercio Salute -. Il contratto con la Fondazione Teatro Carlo Felice scade il 31 dicembre 2021, abbiamo già chiesto la possibilità di prorogarlo compatibilmente coi dati delle liste d’attesa. Mi sembra ci sia un complessivo rilassamento sui vaccini. Se c’è bisogno siamo pronti a dare il nostro contributo, se no potrebbe essere ragionevole accorpare tutto nelle strutture della Asl, anche perché durante l’inverno dovremo sostenere oneri ulteriori, tra cui il riscaldamento”.

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