Niente nazionali di pesca sportiva a Genova, i pescatori pronti alla protesta: "Stanno uccidendo il settore" - Genova 24
Non ci sono aree

Niente nazionali di pesca sportiva a Genova, i pescatori pronti alla protesta: “Stanno uccidendo il settore”

Scatta la chiamata per la mobilitazione: "Tutti a pescare a De Ferrari"

pesca sportiva

Genova. Genova capitale del mare? Sì ma fino ad un certo punto. Genova capitale della Blue Economy? Certo, ma non per tutti. Queste le domane (e le risposte) che sorgono spontanee alla notizia del forfait della nostra città per i campionati nazionali di pesca sportiva, dopo il diniego di Autorità Portuale per l’utilizzo delle storiche aree della diga foranea di Voltri. Uno stop, arrivato a poche ore dalla competizione che di fatto ha scoperchiato il vaso di Pandora: nonostante la tradizione decennale, nonostante la mitologia cittadina della città fatta da pescatori e naviganti, oggi praticare questa disciplina è diventato praticamente impossibile.

Sì perchè l’accesso alla diga foranea e alle altre postazioni portuali non è più stato ripristinato post covid, e le centinaia di tesserati genovesi e non che da anni affollano i nostri moli non hanno un posto “vero” dove poter praticare, e in molti stanno trovando altri luoghi fuori dalla provincia. Con la conseguente perdita di business e prestigio.

La ciliegina sulla torta è arrivata con la disdetta da parte di Adsp per la prima gara del campionato nazionale, che doveva svolgersi a Genova a fine settembre: “Una rinuncia che sicuramente non ha fatto fare una bella figura alla città presso il Coni e presso la Fipsas (Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee) – sottolinea Gianfranco Debilio, tesserato e titolare di un negozio di pesca del ponente genovese – per la prima volta nella storia di questa competizione la nostra città non sarà sede di campionato. Ovviamente la “nostra” tappa è stata accaparrata in poche ore da altre città, meno blasonate ma più capaci nell’organizzarsi. Ed è probabile che la perderemo per lungo tempo”.

Un passo falso che ha fatto traboccare il vaso: “Il settore della pesca sportiva conta circa 25mila tesserati a Genova, e oggi abbiamo solo un molo dove possiamo praticare, lungo 8 metri lineari tra le barche della Fascia di Rispetto di Pra’. In questo modo si uccide una grande tradizione e un buon indotto: senza spazi non ci sono competizioni, non ci sono maestri, non ci sono praticanti. E fra pochi anni non ci saranno più pescatori. Paradossalmente a Genova, la città simbolo dei pescatori“.

Per questo motivo in queste ore si sta approntando una mobilitazione: “E’ mia intenzione aggregare tutti gli interessati del settore ed organizzare una manifestazione pacifica per la mattina di Sabato 23 Ottobre presso Piazza de Ferrari, davanti a Comune e Regione – spiega Debilio – e pescheremo simbolicamente nella fontana. L’obbiettivo è mostrare alla popolazione e chi amministra il sopruso sociale che stiamo affrontando e a quanti lo stanno causando. Forse rendendo pubblico il problema avremo una possibilità di essere considerati e comportandosi pacificamente ed educatamente un po’ del rispetto che in passato la categoria aveva”.

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