Migranti al Campasso, nel dopo elezioni l'accordo sulla mozione a Tursi è una chimera - Genova 24
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Migranti al Campasso, nel dopo elezioni l’accordo sulla mozione a Tursi è una chimera

Documento presentato dalla Lega, centrosinistra e M5s tentano di non lasciare il tema al Carroccio e presentano ordini del giorno ed emendamenti ma alla fine il voto è spaccato

campasso

Genova. Durante l’ultima seduta del consiglio comunale genovese tra i temi all’ordine del giorno c’era la mozione della Lega sul caso dei migranti nel quartiere del Campasso. Una mozione che, come ha spiegato la capogruppo del Carroccio Lorella Fontana, era datata alla metà di settembre, ancora prima che il tema diventasse caldissimo, prima che i migranti iniziassero a stabilirsi negli appartamenti e più o meno negli stessi giorni in cui il municipio Centro Ovest, a governo giallorosso, si iniziava a preoccuparsi della questione.

Il caso dell’edificio acquistato in blocco da un privato e affittato a una cooperativa sociale che accoglie migranti nell’ambito del piano della prefettura, si è trasformato in una fune da tirare da una parte e dall’altra per tutte le forze politiche.

Ecco perché quando oggi la Lega ha presentato la sua mozione in aula rossa, Pd e M5s hanno provato a non lasciare l’istanza appannaggio del Carroccio e hanno presentato emendamenti e ordini del giorno al testo – alcuni ammessi con modifiche, altri rifiutati perché non ammissibili, altri ancora bocciati dalla giunta o dai proponenti – nel tentativo di condividere la battaglia di un quartiere fragile, che non ci sta a passare per “razzista” ma che teme la desertificazione sociale e la ghettizzazione.

La mozione della Lega, poi approvata con il voto della maggioranza (la minoranza ha votato no, con il M5s presente non votante) – si legge – impegna “il sindaco e la giunta a farsi parte attiva affinché le autorità competenti non tengano in considerazione, per quanto attiene ulteriori insediamenti di accoglienza, via Campasso e le aree limitrofe, già fortemente provate e che, anzi, meritano una maggiore attenzione volta a una riqualificazione del proprio ambito sociale ed urbano“.

Il Pd e il M5s hanno provato a inserire altri elementi nella mozione che, di fatto, prendeva in considerazione soprattutto il tema della presenza di stranieri e solo di striscio quello della “fragilità”. Alberto Pandolfo (Pd) ha ricordato (tra le altre cose) le problematiche idrogeologiche legate ai lavori del nuovo ponte e la lentezza del cantiere per la riqualificazione dell’ex mercato ovovicolo, il capogruppo Dem Alessandro Terrile ha voluto sottolineare che “quello che è mancato in questi anni è la gestione del fenomeno migratorio”, citando quelle che secondo lui sono state le promesse mancate della destra al governo. Cristina Lodi, ancora Pd, ha rimarcato come oggi l’amministrazione sia troppo poco coinvolta nei processi decisionali sulla gestione dei richiedenti asilo. Stefano Bernini ha proposto un emendamento per chiedere che nell’impegnativa il Comune chiedesse alla prefettura di avere voce in capitolo nell’individuazione dei luoghi dove collocare i migranti. Stefano Giordano, M5s, in un emendamento ha proposto che la prefettura comunicasse i numeri dei richiedenti asilo ai municipi, cosa che oggi non avviene.

Tutti questi ordini del giorno ed emendamenti, però, contenevano incisi e sottintesi che avrebbero potuto mettere in difficoltà il governo di centrodestra e di fronte al tentativo di compromesso di giunta e Lega – che avrebbero accettato alcuni documenti condizionandoli a modifiche – la minoranza non ha voluto fare troppi passi indietro. In sostanza, quindi, l’accordo non si è trovato. Il tutto dopo oltre due ore di discussione.

“Questo documento è impossibile da votare – ha detto Luca Pirondini, capogruppo M5s – perché non si preoccupa di risolvere il problema ma è un tentativo, per determinati partiti in difficoltà, di confermare certi principi presso il proprio elettorato”. Secondo il Pd la mozione “è un’autodenuncia dell’incapacità di governare” da parte del centrodestra.

Dal canto suo la Lega, con l’eco delle altre forze di maggioranza, ha ricordato che le criticità del Campasso hanno “genitori ben individuabili – le parole del consigliere Davide Rossi – visto che per quarant’anni ha governato la sinistra”.

La questione resta aperta e senza soluzione, sempre che ce ne sia una. Al Campasso i richiedenti asilo sono arrivati. Alcuni, di fatto, erano già nel quartiere e hanno solo cambiato appartamento. E nonostante gli auspici della mozione della Lega approvata oggi non è escluso che ne arrivino altri. Forse l’unico modo per aiutare questo angolo di Valpolcevera è accelerare sui progetti per la sua rinascita.

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