Lagaccio, la polizia locale sgombera il centro sociale Terra di nessuno - Genova 24
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Presidio del reparto mobile in via Bartolomeo Bianco: diversi attivisti e militanti sono accorsi sul posto

Genova. Sgombero in corso dalle 6.30 di questa mattina per il centro sociale Terra di nessuno del Lagaccio. Lo sgombero viene eseguito dalla polizia locale. Sul posto ci sono contingenti di polizia e Digos. All’interno del centro sociale stavano dormendo quattro ragazzi, che sono stati svegliati dalla polizia. Nessuna tensione al momento, ma uomini del reparto mobile sono stati collocati nelle vie limitrofe nel timore di manifestazioni di protesta.

Lo sgombero era nell’aria da diversi mesi, in particolare dopo la sentenza del Tar che a gennaio aveva di fatto dato ragione al Comune di Genova per riottenere la proprietà dello spazio occupato dal 1997 in via Bartolomeo Bianco.

Ma se è vero che la querelle giuridica tra il centro sociale e Tursi era finita a discapito del Tdn e non lasciava molto spazio all’immaginazione, uno sgombero confezionato a pochi giorni dal risultato delle amministrative che hanno visto la Lega indebolita e qualche polemica all’interno del centrodestra sanno parecchio di un segnale rassicurante dato dal sindaco Bucci agli ‘amici’ in difficoltà.

Poi c’è la questione isola ecologica di Amiu (questo il Comune vuole mettere al posto del centro sociale) che proprio in questi giorni è casualmente (ma a questo punto forse non tanto) tornata in agenda dopo le polemiche sollevate dai sindacati di Amiu sui parcheggi dei mezzi all’esterno della Volpara. Per Amiu il crollo del ponte Morandi ha significato oltre alla tragica scomparsa di due lavoratori rimasti sotto le macerie, anche la perdita di uno spazio non secondario. E così negli ultimi due anni si era affacciata un’idea che sa di doppia beffa: sgomberare uno spazio sociale occupato da 24 anni, sorto sopra una discarica abusiva ripulita dagli stessi attivisti per farci una versione moderna della discarica, vale a dire un’isola ecologica.

Nonostante i brindisi dei leghisti, il cui desiderata si è finalmente realizzato per il quartiere del Lagaccio, quindi, abbandonato a se stesso da decenni, non c’è molto da festeggiare. Il centro sociale, che aveva ospitato a fine settembre un concerto degli assalti frontali aveva in calendario un’iniziativa musicale questo sabato.E per fine ottobre era in programma un concerto per devolvere fondi al canile di Monte Contessa.

Lo stesso Tar, nella sentenza che ha dato il via libera allo sgombero di oggi aveva il riconosciuto che “l’immobile è stato effettivamente utilizzato per fornire servizi di rilevante interesse sociale ai giovani e alla cittadinanza in generale” ma aveva riconosciuto il diritto del Comune di Genova a recuperare l’immobile proprio per la scadenza della concessione e il mancato pagamento dei canoni (circa 7 mila euro): “Nel caso in esame l’attivazione della tutela recuperatoria pubblicistica si fonda legittimamente sul mancato versamento dei canoni a decorrere dal maggio 2013 e sull’avvenuta scadenza della concessione in data 31 dicembre 2016, ragioni entrambe idonee a sorreggere l’atto”.

Nei mesi scorsi il centro sociale aveva organizzato alcuni presìdi per denunciare il rischio di essere sgomberato definendo folle “ l’idea di infilare un’isola ecologica nel bel mezzo di un’area verde che ospita, oltre a noi, i campi sportivi, un’area sgambamento cani, una bocciofila e che si adagia ai piedi del parco naturale del Peralto”.

E invece così sarà, forse. A meno che lo sgombero non sia stato davvero solo un regalo alla Lega e una ripicca per l’atteggiamento dei giovani che con la giunta Bucci di fatto non hanno mai trovato un possibile dialogo. Ma d’altronde, non è che con il centro sinistra le cose siano andate tanto meglio.

Difficile non ricordare lo sgombero voluto dall’ex sindaco di Genova Marco Doria del laboratorio sociale Buridda da via Bertani, che provocò un’ampia mobilitazione e altrettante critiche. Era il lontano 4 giugno 2015. Il giorno successivo la Buridda occupò l’ex facoltà di scienze della formazione in corso Montegrappa, dove si trova tutt’ora.

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