La sindaca di Rossiglione: "Noi colpiti da un flagello, senza aiuti non ci rialzeremo più" - Genova 24
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Katia Piccardo: "Siamo in ginocchio, indispensabile attivare lo stato d'emergenza". Domani l'assessore Giampedrone in sopralluogo a mezzogiorno

Rossiglione. “Siamo il comune dove è piovuto di più in assoluto. Dovrà essere dichiarato lo stato di emergenza, questo è imprescindibile. E dovrà essere accompagnato dalla possibilità di attivare somme urgenze alluvionali tempestive per mettere in sicurezza la popolazione. Altrimenti Rossiglione non sarà in grado di rimettersi in piedi“.

La sindaca Katia Piccardo nasconde a fatica la preoccupazione e la stanchezza. Oggi in Valle Stura sprazzi di sole si alternano alla pioggia e mettono in luce le ferite di un territorio devastato, sfinito da una quantità di pioggia che risulta difficile da credere. Domani l’assessore regionale alla Protezione civile Giacomo Giampedrone sarà a Rossiglione a mezzogiorno. Ma le richieste sul tavolo da parte del territorio sono già chiarissime: anzitutto essere inclusi nella richiesta di stato d’emergenza (che la Regione chiederà), anche se qui i fiumi più grandi per fortuna non sono esondati. Ma le conseguenze sono comunque quelle di un’alluvione.

In paese e nelle frazioni è un via-vai di escavatori, mezzi dei vigili del fuoco, cittadini armati di stivali e pale per liberare i locali dal fango. “Ma sono necessari strumenti ben più grandi per far fronte a questo flagello che ci ha messo in ginocchio – prosegue la prima cittadina che non usa mezzi termini – È indispensabile rendersi conto della gravità e dell’eccezionalità di quello che è accaduto. Un quantitativo così ingente di pioggia presenta un conto salatissimo“. Esiste già una cifra? “Purtroppo no: continuano ad arrivare telefonate e segnalazioni, la conta dei danni non è ancora conclusa“.

Stamattina la situazione è risultata ancora più critica di quanto appariva ieri. In tutto sono 5 le famiglie sfollate. A Monterosso ci sono due persone anziane isolate per il crollo di un guado: per portarli via interverrà l’elicottero Drago dei vigili del fuoco in collaborazione col 118. In frazione Garrone altre case sono senz’acqua e semi-isolate per il cedimento della sede stradale. “E pensare che molti nostri cittadini, vedendoci completamente sommersi dall’emergenza, non ci avevano neppure segnalato che erano invasi dal fango“, commenta Piccardo.

In via Airenta, la strada che sovrasta l’abitato di Rossiglione Superiore, una frana ha sfondato un muro di contenimento abbattendosi su alcuni box nei pressi di un condominio al civico 63. Una donna è stata salvata mentre si trovava all’interno di un garage. “Abbiamo rischiato di dover evacuare 10 nuclei familiari, è stato possibile evitarlo grazie al grande lavoro dei vigili del fuoco e di una nostra squadra di movimento terra”, spiega la sindaca. Poco oltre, al civico 77, un costone roccioso si è abbattuto su muri e terrazzamenti rischiando di travolgere una casa. Per precauzione il Comune ha deciso di chiudere la strada ed è stata interrotta la fornitura di gas.

Ieri per alcune ore Rossiglione è rimasta completamente isolata. La viabilità è tuttora compromessa in diversi punti. Impressionante la frana sulla strada provinciale 64 per Tiglieto: un’enorme massa di detriti e tronchi ha cancellato l’asfalto. L’intervento di rimozione sarà molto complesso. L’alternativa è la strada panoramica delle Ciazze che però è costellata di smottamenti e non è quindi facilmente praticabile, soprattutto in caso di ulteriore maltempo. La provinciale del Turchino è ancora interrotta a Gnocchetto verso Ovada.

Per quanto riguarda la ferrovia, dopo la frana tra Rossiglione e Campo Ligure e la conseguente interruzione totale della circolazione dei treni, Rfi ha deciso di riattivare la linea solo tra Genova e Campo Ligure lasciando dunque fuori il paese al confine con la provincia di Alessandria. L’unico modo per raggiungere il Piemonte, dunque, è risalire verso Masone e prendere l’autostrada.

“Il problema è il muro d’acqua che si è trascinato detriti e fango – conclude Katia Piccardo -. Sono minuscoli rii sulla cartografia ufficiale, ma a fronte di 850 mm d’acqua in meno di 24 ore, surclassando il livello della rovinosissima alluvione del 1977, non hanno più retto e sono arrivati al collasso. I terreni sono completamente saturi. Temiamo altri movimenti franosi nei prossimi giorni, e abbiamo ancora tantissime criticità che devono essere individuate”.

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