In Liguria 4mila casi di ictus all'anno, torna Presto la campagna di sensibilizzazione di Alice - Genova 24
Salute

In Liguria 4mila casi di ictus all’anno, torna Presto la campagna di sensibilizzazione di Alice

Per i circa 4mila casi di ictus all'anno che si registrano in Liguria, è fondamentale fare “presto” agendo entro 4 ore e 30 minuti dalla comparsa dei sintomi

Generico ottobre 2021

Genova. A distanza di due anni dalla prima edizione, torna Presto, la campagna di Alice Liguria per sensibilizzare i cittadini genovesi e liguri sui sintomi e le modalità di cura dell’ictus cerebrale.

Il nome del progetto Presto è un acronimo tra i quattro principali sintomi di ictus (Perdere forza, Riduzione vista, Esprimersi, Sorridere), il Tempo (variante fondamentale per intervenire in modo effcace) e l’Ospedale (il punto di arrivo per essere sottoposti alle cure necessarie).

Il progetto, che ha ricevuto il contributo di Fondazione Carige, si articola su tre fasi: la registrazione dei tempi di arrivo negli ospedali nei 4 mesi precedenti la campagna di informazione e sensibilizzazione; 8 mesi di campagna rivolta ai cittadini; 4 mesi di nuova raccolta dati per registrare l’eventuale miglioramento sui tempi di arrivo in ospedale.

In Liguria si registrano circa 4.000 casi di ictus all’anno e, a livello nazionale, va ricordato
come l’ictus sia la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie,
essendo responsabile del 10/12% di tutti i decessi. L’ictus rappresenta anche la
principale causa di invalidità, costituendo un considerevole carico sociale per il paziente,
per i familiari che lo assistono e per l’intera comunità.

“Tra il 2018 e il 2019 abbiamo lanciato la prima edizione di Presto raccogliendo a fne
campagna dati incoraggianti circa la riduzione dei tempi di arrivo in ospedale e il numero
di ictus scoperti – spiega Massimo Del Sette, Direttore U.O. Neurologia dell’IRCCS
Ospedale Policlinico San Martino e presidente di Alice Liguria -. Siamo convinti che si
possa fare ancora meglio e per questo abbiamo lanciato una seconda edizione del
progetto ancora più strutturata e articolata. È fondamentale rispettare il nome della
campagna, e fare presto, perché dalla comparsa dei sintomi di ictus abbiamo a
disposizione solo 4 ore e 30 minuti per poter intervenire”.

“I tempi di arrivo in ospedale non sono però l’unica sfda che abbiamo di fronte – aggiunge Del Sette -. In Liguria al momento abbiamo 8 centri per la trombolisi endovenosa e 2 centri per la trombectomia, bisogna quindi valutare il trasporto dei pazienti tra i vari ospedali individuando il modello migliore per le caratteristiche della nostra regione”.

“Inoltre – conclude il presidente di Alice Liguria – passata l’ondata peggiore del Covid, dobbiamo sottolineare l’importanza di ripartire con una ritrovata normalità negli ospedali, in quanto l’ictus è un’epidemia che resta”.

Il via uffciale alla campagna di informazione e sensibilizzazione Presto è avvenuto questa
mattina, durante il convegno “La rete dell’ictus in Liguria: bisogna fare P.R.E.S.T.O.”,
organizzato dall’Ospedale Policlinico San Martino di Genova con il patrocinio di Alice
Liguria Odv, Università degli Studi di Genova, Regione Liguria e OMCEO GE. L’evento
che dal punto di vista scientifco è stato organizzato da Lucio Castellan (Direttore
Dipartimento della diagnostica per immagini e radioterapia IRCCS Ospedale Policlinico
San Martino), Massimo Del Sette (Direttore U.O. Neurologia IRCCS Ospedale Policlinico
San Martino) e Angelo Schenone (Direttore U.O. Clinica Neurologica Università di
Genova), ha visto la partecipazione di neurologi, personale medico, direttori sanitari e
anche del presidente di Regione Liguria, e assessore alla Sanità, Giovanni Toti.

“Per prima cosa vorrei ringraziare tutti i medici, i dirigenti medici, gli infermieri e gli
operatori sanitari che si apprestano alla fondamentale ripartenza del sistema sanitario: se
ora siamo sulla linea del traguardo nella battaglia al Covid – osserva il presidente della
Regione Liguria Giovanni Toti – ne abbiamo molte altre che in qualche modo hanno
anche patito sulla linea del fronte rispetto agli sforzi compiuti per il Coronavirus. Oggi
ripartiamo con il piano Restart e cominciamo a ridisegnare quella che sarà la rete della
Sanità del futuro, con i fondi del Pnnr, per rispondere ai bisogni dei cittadini”.

“La velocità necessaria per affrontare l’ictus e l’indispensabile rapidità dei tempi in cui si cura è qualcosa che ci deve far interrogare su quella rete di ospedali di comunità, case della
salute, pronto soccorso, punti di primo intervento di cui dobbiamo costellare il territorio
– aggiunge il governatore -. La migliore offerta sanitaria non è sempre e comunque avere
poco di tutto accanto a casa, ma talvolta è avere le persone che ti indirizzano nel posto
giusto in un tempo ragionevolmente breve per essere assistito”. “La Sanità si è
comportata bene e questo credo che vada ribadito. Certo, abbiamo sempre il tema della
riabilitazione post acuti, un tema che resta aperto e su cui l’offerta pubblica e privata
convenzionata resta al di sotto dei bisogni del nostro territorio. Dobbiamo avere però la
consapevolezza di essere di fronte ad una sfda epocale per la nostra Sanità, grazie ai
fondi in arrivo dal Pnnr: tutti insieme dobbiamo disegnare una rete che risponda sempre
di più ai bisogni dei cittadini, che sia razionale e garantisca un aumento delle prestazioni
che potremmo offrire come Regione Liguria”.

Gli interventi scientifci del convegno si sono concentrati su tutta la “fliera” nella cura dell’ictus: dal riconoscimento dei sintomi, allo smistamento telefonico del 112, fno alla cura in ospedale e alla riabilitazione post intervento. Particolarmente interessante è stato anche il punto di vista dei pazienti (e delle loro famiglie), analizzato da Nicoletta Reale, vice presidente di Alice Liguria. “In questo periodo ai pazienti è mancato principalmente il contatto umano, che per le attività di Alice è fondamentale vista l’attenzione che abbiamo sempre dedicato ai gruppi di auto-aiuto, di recupero fsico, di sostegno psicologico ma anche alle attività culturali, sportive e sociali, come le sedute settimanali con il ‘coro degli afasici’ – spiega la vice presidente di Alice Liguria -. La pandemia tuttavia ci ha dato anche alcune alcuni spunti positivi, soprattutto sull’uso degli strumenti digitali per la telemedicina o più semplicemente per mantenere un contatto ‘umano’ a distanza”.

“Oggi i pazienti richiedono all’unanimità un ritorno alla normalità – aggiunge Nicoletta Reale -. Ricevere la giusta e consueta assistenza sia ambulatoriale che riabilitativa, essere visitati dal proprio medico, ricevere il trattamento fsioterapico o logopedico, intrattenere relazioni sociali”.

“Grazie ai progressi della scienza medica – conclude Reale – oggi sappiamo che l’ictus cerebrale è un’emergenza medica che si può prevenire e curare. Ma è necessario che i cittadini ne abbiano la più ampia consapevolezza e che facciano presto!”.

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