Immigrazione, la pandemia frena migranti e soggiorni ma aumentano (+8,7%) i soldi inviati alle famiglie all'estero - Genova 24
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Immigrazione, la pandemia frena migranti e soggiorni ma aumentano (+8,7%) i soldi inviati alle famiglie all’estero

Le "rimesse" sono aumentate, nonostante la crisi e la perdita di posti di lavoro. E' uno dei dati del nuovo Dossier statistico sull'immigrazione in Liguria

Generico ottobre 2021

Genova. Sono 140.478 i residenti stranieri in Liguria, di questi 71.545 sono a Genova, una cifra sostanzialmente stabile negli ultimi cinque anni e che non è variata neppure nell’anno del Covid. Quello che è cambiato, però, è il numero di soggiornanti, coloro che per restare in maniera regolare devono dimostrare di avere un lavoro: nel 2020 sono calati del 6,1% a livello regionale, in tutto sono 107.549. Questo perché la pandemia ha colpito duro tra gli occupati, ma ha colpito ancora più duro in quella fascia di popolazione più fragile rappresentata appunto dagli immigrati.

30 anni di dati. Lo si evince dall’ultimo Dossier statistico immigrazione il cui capitolo sulla Liguria è realizzato come ogni anno, dal 1991 a oggi, dal centro studi Medì. “Su circa 10mila posti di lavoro persi in Liguria nel 2020 – spiega Deborah Erminio, ricercatrice del centro studi Medì, redattrice insieme ad Andrea Torre del rapporto immigrazione – quasi un quarto riguardano persone straniere che quindi, in alcuni casi, non hanno potuto rinnovare il permesso di soggiorno”.

A calare sono anche i migranti in accoglienza: nei 18 mesi tra il gennaio 2020 e il giugno 2021 sono scesi del 13,7%, e sono 3188 a livello regionale (erano 3309 a fine 2020). Solo il 26,1% di costoro si trova nei centri Sai, ex Siproimi.

Money transfer. Un aspetto interessante, in tempo di crisi pandemica, è però quello che riguarda le rimesse, ossia i soldi che vengono inviati alle famiglie nei paesi d’origine. Una cifra che non solo ha tenuto, ma è addirittura aumentata. In tutto nel 2020 dalla Liguria sono stati inviati dagli stranieri 252.971 milioni di euro, l’8,7% più del 2019, con picchi di crescita soprattutto verso Bangladesh, Ecuador, Marocco e Senegal.

“Questo e un elemento che non era molto prevedibile – osservano dal centro studi Medì – ma che può essere letto in modi diversi, da un lato una serie di rimesse che venivano portate fisicamente in patria con i viaggi, in un periodo di blocco delle frontiere sono state invece inviate con canali tracciati, quindi sono state maggiormente rilevate, l’altra lettura è che le famiglie immigrate che sono riuscite ad accumulare un minimo di capitale negli anni lo abbiano usato, in questa fase di emergenza globale, per sostenere le persone care in patria”.

Per quanto riguarda le comunità straniere (dati al luglio 2021) la più numerosa a livello ligure resta quella albanese, con 20.488 persone, seguita dalla Romania (19.952), dall’Ecuador (15.409) e dal Marocco (14.188).

“Negli ultimi anni abbiamo notato una crescita considerevole delle comunità legate al sud est asiatico, soprattutto Bangladesh, +11,1%, e in parte Pakistan, +8,1% – afferma Erminio – nonché dall’area del Nord Africa, Tunisia, +6%, ed Egitto, +6,1%, anche se i numeri assoluti sono più ridotti”. In diminuzione i cittadini dell’Ecuador (-4%) ma anche per effetto dell’acquisizione della cittadinanza italiana.

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