Green pass, nelle fabbriche non vaccinati intorno all’8%: poche defezioni e nessuna protesta grazie ai tamponi gratuiti o a prezzi calmierati - Genova 24
I numeri

Green pass, nelle fabbriche non vaccinati intorno all’8%: poche defezioni e nessuna protesta grazie ai tamponi gratuiti o a prezzi calmierati

Palombo (Fiom): "Tra tampone e vaccino preferisco il vaccino, ma il tampone gratuito è un diritto visto che il governo non ha introdotto l'obbligo"

coda tamponi farmacie

Genova. L’eco delle proteste in corso da venerdì al varco Etiopia del porto di Genova arriva molto soffuso nelle fabbriche genovesi dove a pochi giorni dall’introduzione del green pass obbligatorio sui luoghi di lavoro non ci sono state particolari defezioni e tantomeno proteste.

“All’Ilva quando abbiamo avuto la garanzia che il tampone non sarebbe stato a carico dei lavoratori abbiamo risolto il 99% dei problemi. Il 100% lo risolveremo quando tutti si saranno decisi a vaccinarsi” dice Armando Palombo, coordinatore rsu dell’ex Ilva di Cornigliano e membro della segreteria Fiom di Genova. Ed è proprio quella del sindacato dei metalmeccanici della Cgil la posizione riassunta da Palombo: “Crediamo nella scienza e quindi nel vaccino – dice Palombo – ma visto che il governo non ha introdotto l’obbligo allora va da sé che il tampone non può essere carico dei lavoratori ma tra tampone e vaccino io preferisco il vaccino”.

All’Ilva i lavoratori sottoposti a tampone sono stati 87, a indicare una percentuale di non vaccinati intorno al 9% (la forza lavoro nello stabilimento Acciaierie d’Italia è di 978 dipendenti). “Sono lievemente aumentate le malattie – spiega ancora Palombo – ma nella quota dei lavoratori sottoposti a tampone ci sono anche quelli che nel frattempo hanno fatto la prima dose di vaccino”. In Ansaldo energia il tampone costa 6 euro per i dipendenti diretti e le ditte di appalto grazie a una convenzione fatta dal dopolavoro ferroviario: i ‘tamponati’ sarebbero una sessantina tra gli operai e altrettanti tra gli impiegati su un totale di 2300 dipendenti diretti.

Situazione simile a Fincantieri dove i tamponi sono esattamente come l’Ansaldo forniti al prezzo calmierato di 6 euro e sono pagabili anche con welfare aziendale. Possono accedere all’agevolazione sia i dipendenti diretti e quelli delle ditte di appalto. Per quanto riguarda i dipendenti diretti la peritale di lavoratori che si sta sottoponendo al tampone è intorno al 5-6%. Convenzione e prezzo calmierato anche alle Riparazioni navali dove i tamponati sono un centinaio, circa il 10% dei dipendenti.

Percentuali intorno all’8% in Leonardo dove i lavoratori invece il tampone devono pagarselo per ora la trattativa a livello nazionale con l’azienda è ancora in corso: qualcuno si è autosospeso ma si tratta di poche unità.

“Anche nelle medie aziende – spiega Stefano Bonazzi, segretario della Fiom genovese – il dato è sempre intorno all’8% di lavoratori che si sottopongono a tampone percHé non vaccinati e si tratta di un dato in diminuzione”.

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