Volpara, Amiu si 'mangia' i parcheggi. Quartiere in rivolta: "Pronti a bloccare le strade" - Genova 24
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Volpara, Amiu si ‘mangia’ i parcheggi. Quartiere in rivolta: “Pronti a bloccare le strade” fotogallery

Mentre Aster si appresta a tracciare la nuova segnaletica, scoppia la polemica nel quartiere

Genova. Circa una trentina di posti auto lungo il Bisagno in zona Gavette saranno nei prossimi giorni tramutati in stalli di sosta per i mezzi Amiu della Volpara, per dare seguito alle prescrizioni di Asl riguardo la sicurezza dei piazzali interni all’impianto oggi sovraffollati di camion e auto di servizio.

I lavori saranno eseguiti da Aster a partire da domani, mentre da questa mattina sono comparsi i cartelli di rimozione forzata in loco per permettere la tracciatura della nuova segnaletica stradale che sarà compresa dall’attuale sede di Aster di Lungobisagno Istria fino all’ingresso dell’impianto. Una scelta che ha infiammato il quartiere, facendo scoppiare una durissima polemica: “Siamo pronto a bloccare le strade“, annunciano i residenti difronte a questa scelta “arrivata dall’alto senza nessuna condivisione con il territorio”.

“Ancora una volta siamo a constatare che il parere di associazioni, liberi cittadini e Municipio, sono stati ignorati, sono 30 anni che la i cittadini della zona subiscono le mancanze delle varie Amministrazioni, in 30 anni è stato fatto nulla o poco più – si sfoga Piero del Bene, presidente del Comitato Piazza Adriatico – nella zona compresa tra Via Laiasso e Ponte Carrega, passando per Piazza Adriatico e Via Lungobisagno Dalmazia, contiamo dai 20 ai 30 mezzi di servizio Amiu Bonifiche, posteggiati in queste aree, mezzi che portano via posti ai residenti. Aggiungiamo poi l’imminente avvio dei lavori del secondo e terzo lotto per la messa insicurezza del Rio Torre, che come noto a tutti porterà via almeno il 50% dei posteggi in Piazza Adriatico, e il 100% in Passo Ponte Carrega, per lasciare spazio al Cantiere e alla viabilità verso Passo Ponte Carrega. Ulteriore danno, che si aggiunge alla beffa sta nel fatto che il tracciamento dei nuovi posteggi per lo stallo dei Mezzi pesanti AMIU in via Lungobisagno Istria, provocherà anche un restringimento della carreggiata, con conseguente aumento dei tempi di percorrenza e della pericolosità di questa arteria”.

“Dieci giorni fa abbiamo fatto in incontro con l’osservatorio di quartiere, e dal comune non è arrivata nessuna comunicazione a riguardo – spiega Giuseppe Sigia, del Comitato Salute Difesa Ambiente Val Bisagno, che da decenni si batte contro la presenza nella vallata di tante servitù – Ancora una volta si scaricano i problemi sulle spalle dei cittadini. Questa soluzione porterà un effetto domino sui parcheggi, visto che chi lasciava lì l’auto o la moto, tra cui i lavoratori stessi, andranno a cercare parcheggio nelle zone vicine, tra cui le Gavette, già pesantemente congestionate dai cantieri di manutenzione del viadotto della A10. E’ un problema che si aggiunge a tanti altri mai risolti, come quello dei miasmi che arrivano da un impianto che doveva essere spostato da qua già anni fa”.

Ma non solo: anche il Municipio non era stato avvisato di questo provvedimento, scoprendolo solamente tramite gli articolo pubblicati in questi giorni: “Una situazione preoccupante – sottolinea il presidente Roberto D’Avolio a Genova24 – che nasce da una mancanza di visione di quelle che sono le necessità di una partecipata così importante per la città che ha bisogno di spazi e di logistica. Questo è il risultato di tante cose non fatte, a partire dal mancato intervento sulla viabilità dell’Isola Ecologica fino allo smantellamento di tutto l’impianto. Parole al vento visto che oggi siamo qua a discutere sull’ennesima decisione ‘necessaria’ che penalizza tantissimo un territorio provato come quello delle Gavette“.

“Ad oggi ai lavoratori non è arrivata ancora nessuna comunicazione ufficiale – spiega Paolo Petrosino Usb Amiu – già anni fa parcheggiavamo fuori i mezzi, con un sacco di problematiche riguardo la sicurezza della viabilità e l’integrità dei mezzi stessi, che di notte venivano spesso saccheggiati. Ma questa è solo l’ultimo passaggio di una gestione al risparmio di tutta l’azienda. A breve saranno ruotati i turni di raccolta portando al pomeriggio alcuni tragitti serali o notturni, con l’evidente criticità per il traffico cittadino“.

Insomma, il fragile equilibrio su cui si regge la convivenza del grande impianto di gestione dei rifiuti, rimasto l’unico nel suo genere dopo la tragedia del Morandi, e il tessuto urbano e sociale della Val Bisagno ancora una volta è a rischio. “Siamo pronti a scendere in strada ancora una volta per difendere i nostri diritti, la nostra salute e la nostra sicurezza”, concludo i comitati, preparandosi ad una nuova mobilitazione.

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