Vaccini e tamponi al Nautico, Pd: "185mila pagati da Regione e non da organizzatori" ma Cambiamo ribatte - Genova 24
Botta e risposta

Vaccini e tamponi al Nautico, Pd: “185mila pagati da Regione e non da organizzatori” ma Cambiamo ribatte

"Soldi spesi convintamente per garantire un'edizione in grande stile". Querelle anche sull'affidamento del piano sicurezza all'attuale presidente Filse Lorenzo Cuocolo

Generico settembre 2021

Genova. A pochi giorni dalla conclusione del Salone Nautico 2021, un’edizione di grande successo sia in termini di pubblico sia in termini business, dalle banchine della fiera sale a galla una polemica legata alla gestione della sicurezza sanitaria durante la kermesse. Come nel 2020 – quando il Nautico era stato l’unico evento internazionale a svolgersi in presenza – è stato messo in atto un dispositivo di prevenzione molto articolato ma in più, questa volta, c’era un punto tamponi e vaccini messo a disposizione di visitatori e addetti ai lavori.

Un servizio, gestito dalla Asl 3, e che insieme al protocollo generale di sicurezza Covid messo a punto da Alisa è costato 185mila euro. Pagati non dagli organizzatori della manifestazione – un evento privato e a cui si accede pagando un biglietto – ma dalla Regione Liguria che ha investito ulteriori 40mila euro per la comunicazione della campagna “Io mi vaccino”.

A denunciarlo è stato il capogruppo del Partito democratico in consiglio regionale, Luca Garibaldi, che ha dichiarato all’agenzia Dire: “La giunta ha pagato tutto il progetto di sicurezza, gestione Covid e protocolli che il Salone Nautico aveva approntato, introducendo un precedente per cui di fronte a manifestazioni private di grande rilievo, il sistema pubblico si fa carico delle spese sanitarie – accusa il dem – se vale il principio che il pubblico paga le spese sanitarie del privato, allora lo si dovrebbe fare ad esempio anche per i grandi concerti o altre manifestazioni con tanto pubblico”.

Dalla lettura dei documenti – scrive la Dire – emerge che, nel dettaglio, la Regione ha affidato ad Asl 3 la gestione delle postazioni tamponi e vaccini, mentre a Alisa il supporto tecnico per il protocollo di sicurezza della manifestazione, l’incarico di covid manager, il sistema automatizzato per il controllo della temperatura, la segnaletica per le misure covid e la campagna di comunicazione “Io mi vaccino”.

Garibaldi aggiunge che “la giunta prende i progetti, stanzia i soldi e dice ad Alisa, l’azienda ligure sanitaria emanazione della Regione, di pagare i professionisti”. Tra questi professionisti, però, prosegue il consigliere, “c’è anche un avvocato che sei giorni prima dell’incarico da parte di Alisa era diventato presidente di Filse, la finanziaria della Regione”. Trattasi di Lorenzo Cuocolo, incaricato della redazione del Protocollo di sicurezza per 29.890 euro e segnalato direttamente da Confindustria nautica e I Saloni nautici per aver svolto lo stesso compito anche nel 2020.

“Ora – si domanda Garibaldi – a nessuno è venuto in mente che, oltre ad avere possibili elementi di incompatibilità, -visto che una persona nominata da un ente non può dare altre prestazioni allo stesso ente- c’è anche un discreto problema di opportunità? O va bene tutto? Non è il primo caso e temo non sarà l’ultimo”.

La replica del centrodestra al potere regionale arriva per voce del gruppo di Cambiamo!, il partito del presidente Toti ai tempi delle elezioni. “Il salto di qualità politica dell’opposizione è, ancora una volta, rimandato a data da destinarsi. Se per Ferruccio Sansa non nutriamo più alcun genere di speranza che possa assumere comportamenti e atteggiamenti propri delle istituzioni, oggi a non voler essere da meno è Luca Garibaldi, del Partito Democratico”, dicono i consiglieri regionali.

“Tutti sanno che il Salone Nautico che si è appena chiuso è stato un successo, in termini di presenze e di numeri – si legge in una nota degli arancioni – Una vetrina per Genova e la Liguria di cui tutti dovrebbero essere orgogliosi. Non Garibaldi, però, che attacca la Regione per aver sostenuto le spese per la gestione della sicurezza sanitaria. Ovvero quelle che riguardano le postazioni tamponi e vaccini, l’incarico di covid manager, i controlli della temperatura, la segnaletica e la campagna di comunicazione”.

“Sappia Garibaldi che sì, la Regione ha sostenuto queste spese – proseguono da Cambiamo – e lo ha fatto convintamente per permettere al Salone Nautico di ripartire e di farlo in grande stile, con un boom di presenze di cui ha beneficiato l’intera città, dagli albergatori ai ristoranti passando per il commercio. Forse avrebbe dovuto, secondo Garibaldi, non prendersi cura di tutti i visitatori del Salone Nautico? Un evento del genere richiedeva misura di sicurezza sanitarie elevate, stringenti, contrassegnate da protocolli rigorosi per far sì che tutto andasse liscio. Un incarico che la Regione si è assunta con risultati che sono sotto gli occhi di tutti, ma non di chi li ha foderati di prosciutto e preferirebbe vedere Genova e la Liguria spente e remissive, come le aveva lasciato il Partito Democratico di Doria e Burlando, appunto”.

“Farebbe inoltre sorridere, non provenisse da un consigliere regionale, la polemica sull’incarico affidato a Lorenzo Cuocolo per stilare il Protocollo di Sicurezza. Lo stesso Cuocolo, infatti, aveva svolto il medesimo compito anche l’anno scorso, ben prima che diventasse presidente di Filse. Ma capiamo l’attacco di Garibaldi: loro erano abituati a comportarsi così, a distribuire mance e prebende agli amici e agli amici degli amici, per questo ora non concepiscono incarichi basati sulla competenza, non credono che possa essere vero”, concludono i consiglieri di Cambiamo.

Non manca, per, la controreplica di Garibaldi. “Ho provato a cercare nelle oltre 400 parole del comunicato stampa di Cambiamo! almeno un riferimento al fatto se non fosse incompatibile – o quanto meno inopportuno – che Regione, tramite sua partecipata, affidasse un incarico (di qualsiasi natura) a un nominato di un’altra partecipata, peraltro fresco di incarico. Non le ho trovate. Il fatto che si sia parlato di tutto, tranne che dell’argomento sollevato, mi sembra sia indicativo che su questo non si voglia rispondere”.

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