Teatro Nazionale di Genova: la nuova stagione al via con una maratona di 9 titoli del ‘G8 project’ - Genova 24
Da ottobre a giugno

Teatro Nazionale di Genova: la nuova stagione al via con una maratona di 9 titoli del ‘G8 project’

Lo slogan della stagione, che quest'anno è dediata ad Adelaide Ristori, è "Human Pride"

human pride, teatro della corte

Genova. Human Pride. Questo è lo slogan che riassume la nuova stagione del Teatro Nazionale di Genova, che per aver fatto propri 7 goal dell’agenda 2030 è diventato il primo teatro italiano a ottenere il patrocinio dell’Onu.

70 spettacoli per i 70 anni del teatro, con un’inaugurazione fatta di ben nove titoli legati al ‘G8 project’, l’iniziativa legata al ventennale del G8 di Genova.

“Il concetto dell’umano viene fuori dal teatro − racconta il direttore Davide Livermore − è Terenzio che ha parlato dell’uomo e del concetto dell’humanitas come attenzione dell’uomo verso l’uomo e questa è una cura che il teatro deve avere nei confronti della propria comunità ancor di più in un momento come questo”.

Lo sforzo produttivo del Teatro Nazionale per l’inizio della stagione 2021-2022 è notevole: “I nove spettacoli rappresentano gli otto Paesi, più l’Unione Europea, che 20 anni fa erano presenti nel G8 genovese. Li abbiamo commissionati a nove drammaturghi. Abbiamo il teatro del mondo che da mesi sta lavorando per noi”. Il 9 e il 27 ottobre, ossia i giorni di apertura e chiusura della rassegna, i nove titoli saranno rappresentati in una maratona: tutti di fila. Nelle altre date invece saranno ‘spalmati’ nelle varie sale a disposizione del Teatro Nazionale.

“Si tratta di una riflessione non solo sui fatti di 20 anni fa, ma anche sui primi 20 anni del millennio. Il teatro ci aiuterà a entrare in relazione con quello che è il mondo e con quello che il mondo dice e pensa attraverso dei fatti”, afferma Livermore che aggiunge “Abbiamo prediletto la figura femminile in regia in questa inaugurazione, invece spesso viene messa ai margini. Mettiamo in rilievo grandi artiste”.

Non è un caso che la stagione sia dedicata ad Adelaide Ristori, nel bicentenario della nascita: si tratta dell’attrice italiana più acclamata e potente dell’Ottocento. Regista, impresaria, prima donna capocomica, omaggiata da re e capi di stato, amica di grandi artisti e uomini di cultura, patriota risorgimentale, sposata al Marchese Capranica del Grillo e madre di due figli, Adelaide Ristori è stata un esempio di emancipazione femminile ante litteram. Capace di recitare indifferentemente in italiano, inglese e francese, ha girato il mondo con le tournée dei suoi spettacoli, diventando una vera star internazionale, famosa in Europa come in America. Il suo ricchissimo archivio è conservato nel Fondo Ristori dal Museo Biblioteca dell’Attore di Genova.

Sui titoli della stagione, che proseguirà sino a giugno, Livermore non si sbilancia, ma riassume: “Abbiamo il meglio della prosa italiana in programmazione. Soprattutto artisti emergenti”.

Il teatro si promuoverà anche attraverso un Qrcode, come si vede nei cartelloni pubblicitari che campeggiano a Corte Lambruschini e nei libretti riassuntivi dell’intera stagione.

G8project

9 – 27 ottobre 2021
Il mondo che abbiamo
The World We Have
9 spettacoli tra memoria e futuro

Il Teatro Nazionale di Genova ha invitato nove autori e autrici, di caratura internazionale, provenienti dai paesi presenti al G8 di venti anni fa, a partecipare al G8 Project, ciascuno con una pièce scritta per l’occasione e che sarà messa in scena a Genova in apertura della stagione 2021 /22.  Opere inedite, dunque, perfettamente calate nel presente, eppure capaci di investigare la storia individuale e collettiva, e il futuro.
Con la curatela del Dramaturg del Teatro Nazionale di Genova, Andrea Porcheddu, gli autori coinvolti nelle scritture drammaturgiche originali sono Roland Schimmelpfennig (Germania), Nathalie Fillion (Francia), Guillermo Verdecchia (Canada), Fausto Paravidino (Italia), Sabrina Mahfouz (Uk), Toshiro Suzue (Giappone), Wendy MacLeod (USA), Ivan Vyrypaev (Russia) e Fabrice Murgia (Belgio, in rappresentanza dell’Unione Europea).
L’input rivolto agli artisti è stato non tanto e non solo di ripensare i fatti accaduti nel 2001, quanto piuttosto di cogliere l’occasione per ragionare sui primi venti anni di questo nuovo secolo: guardare in prospettiva al passato recente, nelle sue realtà infinite e contraddittorie, ma anche porre in prospettiva un’ipotesi di futuro, di sviluppo, di modelli praticabili, con uno sguardo propositivo anche per le nuove generazioni.
I testi, tradotti in italiano, saranno messi in scena con il coinvolgimento degli autori/autrici, di nove registe/i e più di quaranta tra attori e attrici selezionati tramite provino appositamente per l’iniziativa.
L’evento si aprirà con una giornata di maratona teatrale, il 9 ottobre, dalle ore 14 alle 24: dieci ore di teatro per nove capitoli di un racconto individuale e corale, tra passato e presente, mobile nel tempo come nello spazio.
Gli spettacoli saranno successivamente in programma nell’arco di tutto il mese di ottobre 2021 al Teatro Ivo Chiesa e al Teatro Gustavo Modena secondo questo calendario:

dal 10 al 17 ottobre al Teatro Ivo Chiesa
–  SHERPA di Roland Schimmelpfennig, regia di Giorgina Pi
–  OUR HEART LEARNS di Guillermo Verdecchia, regia Mercedes Martini

dal 10 al 17 ottobre al Teatro Gustavo Modena
–  GENOVA 21 testo e regia di Fausto Paravidino
–  IN SITU testo e regia di Nathalie Fillion
–  DATI SENSIBILI: NEW CONSTRUCTIVE ETHICS di Ivan Vyrypaev, regia Teodoro Bonci del Bene

dal 19 al 27 ottobre al Teatro Ivo Chiesa
TRANSCENDANCE di Sabrina Mahfouz, regia Serena Sinigaglia
CHANGE LE MONDE, TROUVE LA GUERRE di Fabrice Murgia, regia Thea Dellavalle

dal 19 al 27 ottobre al Teatro Gustavo Modena
IL VIGNETO di Toshiro Suzue, regia Thaiz Bozano
BASTA! di Wendy MacLeod, regia Kiara Pipino

La rassegna di spettacoli sarà simbolicamente preceduta da un incontro internazionale sul tema Culture 2030: il mondo che abbiamo / il mondo che avremo (9 ottobre ore 10, Teatro Ivo Chiesa): come tessere reti tra persone e istituzioni in Europa e nel mondo, ripensare le politiche culturali del prossimo futuro, riconquistare una relazione di contatto umano, superando la pandemia e la paura.

settembre – ottobre 2021
Quel che resta del fuoco
laboratorio per studenti e spettacolo

La distanza dal G8 ad oggi corrisponde a una generazione intera, quella dei ragazzi che nel 2001 non erano ancora nati. A loro è dedicato il percorso laboratoriale curato da Giorgio Scaramuzzino ed Elena Dragonetti, che da fine maggio ha iniziato a lavorare con un gruppo di studenti delle scuole genovesi.
I ragazzi del 2001 erano animati dal desiderio di costruire un mondo nuovo, frantumato dalle violenze di quei giorni. Cosa sognano i ragazzi di oggi? Cosa significa per loro lottare e qual è la loro visione di un altro mondo possibile in questo contesto di pandemia? Attraverso il confronto tra due generazioni e un’indagine sui concetti di sogno e utopia nascerà lo spettacolo, in cui a fine ottobre gli studenti saliranno sul palco insieme agli attori professionisti. Carlo Orlando ne curerà la drammaturgia in collaborazione con Elena Dragonetti.

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