Stop fake news, Finlandia prima della classe sulla disinformazione: "Ma la guerra non è vinta" - Genova 24
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Stop fake news, Finlandia prima della classe sulla disinformazione: “Ma la guerra non è vinta”

Un gruppo di giornalisti liguri - tra cui parte della redazione di Genova24 - ha incontrato il responsabile della comunicazione del primo ministro finlandese

fake news finlandia

Helsinki. “Tutto inizia dai kindergarden, le insegnanti guidano i bambini a utilizzare smartphone e tablet nella maniera corretta quando sono ancora molto piccoli“. A parlare è Jussi Toivanen, capo comunicazione del gabinetto del primo ministro della Finlandia.

L’incontro con questa figura centrale nell’ambito del “palazzo” del governo del paese nordico ha visto coinvolti 14 giornalisti dalla Liguria, tra cui parte della nostra redazione, nell’ambito del progetto Stop Fake News, possibile grazie al programma europeo Erasmus+. Genova24 ha scelto di condividere con i suoi lettori alcuni dei contenuti più interessanti.

Ma se è risaputo che la Finlandia – paese europeo con il più alto tasso di alfabetizzazione sui media – inizia a insegnare ai suoi cittadini a informarsi in maniera critica e a scegliere il modo per farlo, non è altrettanto chiaro come il diritto a una informazione adeguata e a quella che viene chiamata “media literacy” è una priorità perseguita dalle istituzioni pubbliche e dal mondo dei media in maniera diffusa e dedicata a ogni fascia anagrafica e sociale della popolazione.

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In particolare la tutela dell’informazione è considerata prioritaria, l’informazione è considerata un’infrastruttura irrinunciabile, quindi il governo investe molte energie, risorse e denaro pubblico nel difenderla. Soprattutto in periodi di crisi ed emergenza, come quello della pandemia tuttora in corso: la Finlandia non si è occupata solo di distribuire sussidi e creare politiche sanitarie contro il contagio ma anche destinato un fondo apposito alla creazione di un team di comunicazione che seguisse i rischi legati alla disinformazione sul tema del coronavirus e che diffondesse informazioni che permettessero ai cittadini di affrontare questo periodo nella maniera migliore possibile.

“Troverete ovunque, sulle testate di tutto il mondo, articoli che raccontano come la Finlandia abbia sconfitto le fake news con una strategia dedicata o concetti simili – dice Jussi Toivanen – ma non è del tutto corretto, nessuno di noi ha vinto una guerra, quella contro la disinformazione è una battaglia continua e le nuove frontiere che la disinformazione ha raggiunto durante la pandemia ce lo hanno confermato“.

Il modello finlandese di insegnamento di media literacy nelle scuole inizia tra gli anni Settanta e Ottanta. Tuttavia la formazione contro la disinformazione riguarda non solo i bambini ma tutta la popolazione: anziani, politici, studenti, insegnanti. Ed è, soprattutto, molto operativa e condivisa da tutti i livelli della società.

Secondo quanto il nostro gruppo di studio ha apprezzato in questi giorni di programma Erasmus+ i tratta di un approccio multidirezionale, condiviso da tutte le istituzioni e – cosa totalmente differente dall’Italia – dalle forze politiche. Non esiste un interesse, per lo meno non in maniera smaccata, a creare disinformazione e a diffondere contenuti divisivi.

Come risponde la società finlandese alla minaccia della disinformazione? “Attraverso un generale buon livello di istruzione e media literacy, con un ambiente digitale regolamentato a partire dall’utilizzo dei dati e della privacy – continua il responsabile della comunicazione del gabinetto del primo ministro – con il supporto a un giornalismo di qualità e un sistema di autoregolamentazione dei media, favorendo un modello di società aperto e inclusivo, con esercitazioni e ricerche scientifiche sul tema a disposizione del pubblico generalista e specializzato”.

L’istruzione è gratuita e accessibile e a tutti dall’asilo all’Università, cosa che favorisce un livello alto di scolarizzazione.

“La lotta alla disinformazione in Finlandia è una priorità del governo nell’ambito di un approccio multidimensionale alla sicurezza del Paese: comprehensive security, sicurezza diffusa – sottolinea Toivanen – La sicurezza dell’informazione va di pari passo con quella delle infrastrutture”.

Tuttavia anche il governo finlandese ha difficoltà, oggi, a raggiungere con il suo modello determinati gruppi di persone che per istruzione, lingua, contesto sociale hanno una minore alfabetizzazione digitale. “E’ una sfida che stiamo iniziando a cogliere adesso”, conclude Jussi Toivanen.

In Italia, e in Liguria, la platea da raggiungere è sterminata e questo percorso è anni luce indietro ma lo scambio di informazioni e know how con la Finlandia è il primo passo di un lungo e necessario percorso.

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