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Percorso didattico

Sergio Soldano: “I tecnici devono trasmettere le proprie conoscenze ai ragazzi, cui va concesso di imparare in libertà”.

Soldano ha messo in evidenza l'amore verso la professione e la capacità (quasi un’arte) di insegnare e spiegare il calcio ai ragazzini del Busalla, entusiasti della lezione e totalmente calamitati dal suo ‘verbo’

Soldano Academy

Busalla. Se sei nato nel 1960, in Argentina, di certo sei cresciuto con la ‘pelota’ in culla e come tanti ragazzi dei ‘barrios’ hai acquisito doti tecniche e morbidezza di piede, tipiche di chi ha iniziato a giocare a calcio ‘in strada’…

Facile, poi, che la tua bravura sia stata notata da qualche talent scout, che ti ha portato su qualche polveroso campo di oratorio… e poi – crescendo – su quelli in erba (laggiù non manca), dove qualche innamorato del calcio, magari qualche vecchia gloria, ha affinato il tuo istinto brado, inquadrandolo in un gioco di squadra… ed a quel punto è facile che tu abbia capito quanto è bello il fútbol’ e quanto ti sarebbe piaciuto che diventasse il lavoro della tua vita… magari prendendo spunto da quanto imparato anche dal ‘Flaco’, Cesar Menotti…

Poi, da grande, magari scopri che sei nato lo stesso anno di Diego Armando Maradona, il “Dio del calcio”… ed allora, dopo che hai avuto la fortuna di dare dei colpi alla stessa palla che sta accarezzando lui (leggi giocarci assieme), ti convinci del tutto che ‘quella’ sarà la tua vita… prima giocando e successivamente insegnando ai giovani…

Per chi non l’avesse capito, stiamo parlando di Sergio Soldano, allenatore professionista Uefa A (abilitazione ottenuta nel periodo in cui allenava le nazionali giovanili di Malta), attualmente responsabile del settore giovanile della Cairese, che ha insegnato calcio in ogni angolo del mondo (Argentina, Africa, Cina, Medio Oriente, Iran, Malta) e che – nella serata di lunedì scorso – è stato il primattore della serata didattica organizzata dal ‘Busalla Calcio 1909 Coach Academy’, in cui ha magistralmente intrattenuto i molteplici tecnici liguri partecipanti, sul tema: “Allenare il gioco o allenare con il gioco?”, al punto da affascinare i presenti per l’amore verso la professione e la capacità (quasi un’arte) di insegnare e spiegare il calcio ai ragazzini del Busalla, entusiasti della lezione e totalmente calamitati dal ‘verbo’ di Soldano, dal suo carisma e dalla straordinaria capacità di metterli  in condizione di eseguire con facilità le specifiche esercitazioni, facendoli sentire (e nel contempo diventare) gli attori protagonisti.

La serata, dopo le esercitazioni sul campo, è proseguita all’interno  dell’aula magna dell’impianto sportivo, con il mister ‘in cattedra’, a colloquiare con i colleghi presenti, mettendo in risalto come l’allenatore debba sempre creare qualcosa di “live”, correggere in funzione dell’esercizio e soprattutto essere conscio  che ogni ragazzo impara in modo diverso.  Inoltre chi è deputato ad insegnare,  avendo poco  tempo a disposizione, deve fare lavori specifici e far giocare gli allievi, il più possibile, puntando il dito su come nei settori giovanili, purtroppo, si curi poco la tecnica (calciare, ricevere, condurre, gioco d testa, contrasti), a discapito della tattica.

Tornando al già citato Menotti, una sua idea di massima riassume al meglio il senso del calcio e della vita, come intesa anche da Soldano: la frenesia nel calcio non serve. Se corri e non pensi, non va bene. Non basta arrivare primi sulla palla, se non sai prima che farne, perché  arrivare per primi ad un incendio, ma senza scorta d’acqua, non serve a nulla.

Soldano ha puntualizzato questo concetto, evidenziando ai tecnici l’importanza  del sapere fare formazione,   trasmettendo le proprie conoscenze  ai ragazzi, cui va concesso di imparare in libertà.

Insomma, la serata di Busalla ha avuto un conduttore carismatico di per sé stesso e del resto come potrebbe non esserlo un uomo il cui “parco” amicizie comprende big del calcio ‘albinceleste’, quali il “Cucho” Cambiasso, Walter Samuel, “Principe” Milito, Pedro Pasculli, Xavier Zanetti… tutti personaggi tanto noti, quanto semplici… non si dice infatti “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”?

A fine serata abbiamo raccolto il parere del responsabile del settore giovanile del Busalla Calcio 1909 Giorgio Lanzarone, del direttore sportivo. Aldo Mignacco  e del tecnico della prima squadra Gianfranco Cannistrà.

“Che dire… E’ stata una partenza straordianaria – dice Giorgio Lanzarone –  Sergio Soldano ci ha donato quattro ore di emozioni, dal campo, dove con le sue proposte è riuscito a riaprire un nuovo mondo sulla metodologia delle sedute, per finire alla sala video, dove ha illustrato i suoi progetti, fornendo a noi tecnici presentimenti spunti per creare sedute ad hoc. E’ stato percettibile a tutti i presenti come Sergio Soldano abbia una conoscenza della materia ricchissima ed il suo grande carisma lo renda di un’altra galassia… Se l’obiettivo del Busalla Coach Academy è quello di arricchire le conoscenze di noi tecnici, Soldano  ci ha resi milionari, e credo che figure come la sua dovrebbero far parte integrante del panorama professionistico del calcio mondiale, grazie Sergio”.

“Soldano si è dimostrato persona di grande dialettica,  coinvolgendo  tutti i presenti – afferma il ds Aldo Mignacco –  I giovani atleti  hanno percepito al meglio  tutti gli imput ricevuti e sono stati  reattivi  nell’eseguire gli esercizi proposti.  Soldano ha fornito interessanti spunti a tutti gli addetti ai lavori, su come lavorare sul campo,  al di là di quale possa essere la  filosofia calcistica di ogni allenatore, mi è piaciuto molto quando ha parlato di ottimizzare i tempi durante l’allenamento, per consentire ai ragazzi di fare più esercizi, lavorando  tanto con la palla. Sono rimasto molto colpito, è stata un ‘ottima iniziativa e sono convinto, che anche le altre persone che verrano, con cadenza mensile, dopo di lui, trasmetteranno qualcosa di importante per far crescere il progetto del Busalla Coach Academy“.

“E’stata una serata bellissima, seguendo mister Soldano si riesce ad arricchire il proprio bagaglio di conoscenza calcistica – dichiara mister Gianfranco Cannistrà – sarei stato due giorni ad ascoltarlo, il modo che ha di fare arrivare le sue idee, i concetti sono semplici e diretti, sono molto contento di aver partecipato”,

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