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Il caso

“Se avessi un figlio gay lo brucerei in un forno”, il 16 settembre prossima udienza per il leghista Giovanni De Paoli

Aleksandra Matikj: "Questo processo è molto importante: è il primo contro l'omofobia in Italia"

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Genova. Si terrà in data del 16 settembre alle ore 10, davanti al Giudice Massimo Todella, la prossima udienza che vede processato Giovanni De Paoli, l’ex consigliere regionale leghista attualmente imputato perché rinviato a giudizio dal Pm Patrizia Petruzziello in quanto accusato di aver detto a margine di una seduta della commissione regionale sulla famiglia “Se avessi un figlio gay lo brucerei in un forno.”

La Presidentessa del “Comitato per gli immigrati e contro ogni forma di discriminazione” Aleksandra Matikj in qualità di denunciante commenta: «Questo processo è molto importante: è il primo caso contro l’omofobia in Italia.Benché il problema sia stato sollevato inizialmente dalla politica, crediamo che sia un precedente giudiziario che possa aiutare migliaia di vittime presenti e future.Come Comitato, che oramai fa parte anche dell’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali), combattiamo le discriminazioni fin dal 2012″.

“Speriamo – conclude – che il Ddl ZAN, che abbiamo appoggiato dalla Liguria con quasi 60mila firme già consegnate e accolte dal Senato dalla Repubblica italiana, venga approvato affinché le Persone possano difendersi dai reati di omo-lesbo-bi-transfobia.»

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