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Esordio

Scuola al via: i genitori senza green pass restano fuori, decine di diffide per il personale

Una mamma incinta: "Vorrei vaccinarmi ma non posso, sono costretta a restare fuori". L'assessora Cavo: "Finora il sistema ha funzionato"

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Genova. Per docenti e collaboratori ormai non è una novità, per i genitori sì: per la prima volta stamattina, con la ripresa delle lezioni in tutta la Liguria, ai familiari dei bimbi più piccoli è stato chiesto il green pass per entrare nelle scuole d’infanzia. Chi non ha presentato la certificazione verde non ha potuto effettuare l’inserimento accompagnando i figli in aula: in questi casi a curare l’accoglienza ci hanno pensato gli insegnanti presenti all’entrata degli istituti.

L’attenzione è concentrata però sul personale scolastico. In Liguria non si registrano casi di docenti sospesi senza stipendio, ma potrebbe essere questione di giorni: “Ci sono state alcune diffide – spiega il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Ettore Acerra, in visita alla scuola primaria di piazza Solari a San Fruttuoso -. I dirigenti scolastici hanno dato quattro giorni di prassi per regolarizzare e stanno scadendo, adesso vedranno se è il caso di ricorrere alla sospensione. Ovviamente stanno ricorrendo al dialogo e al convincimento”.

Il numero preciso di queste diffide non viene reso noto dalla direzione scolastica: “La situazione è abbastanza diversificata: ci sono quelli che hanno preferito fare il tampone nei primi giorni e quindi hanno una situazione regolare che non so quanto potrà andare avanti. I casi di rifiuto sono pochissimi e sono stati oggetto di diffida: sono qualche decina“. Qualcuno si è messo in malattia, qualcuno in aspettativa, come denunciavano ieri presidi e sindacati. “È un atteggiamento dilatorio che non serve a nessuno, ma sono pochi in verità”, puntualizza Acerra.

Per il personale non si procede al controllo all’ingresso, ma si verifica il possesso del green pass dalla segreteria attraverso un’applicazione da cui risulta solo la validità o meno del certificato, senza raccogliere altri dati sensibili. “Da quello che si è capito all’inizio il meccanismo attuato dal ministero non ha creato rallentamenti o problemi – riferisce l’assessora regionale Ilaria Cavo -. Il personale scolastico vaccinato ha una percentuale molto alta nella nostra regione, speriamo che chi non è ancora vaccinato sfrutti la nostra campagna per cui in ogni Asl esiste il punto di vaccinazione libero, anche per erodere quella percentuale. Speriamo che tutto sia fluido, anche se i casi singoli nessuno li può escludere”

Difficile, in effetti, capire con esattezza la portata del fenomeno. Le unità di personale scolastico non vaccinate in Liguria sono 2.663 secondo il report ministeriale dello scorso 10 settembre, cioè il 7,54% del totale. Tra questi, tuttavia, ci sono anche i guariti da meno di sei mesi (dunque non vaccinabili) e coloro che, per particolari condizioni cliniche, non possono vaccinarsi e dunque avrebbero diritto all’esenzione. Per tutti gli altri l’appello di Acerra è chiaro: “Penso sia una questione di coscienza civica. È chiaro che ognuno tiene alla propria salute e che possono esserci timore. Rispondiamo coi numeri: abbiamo un numero di vaccinati enorme, quindi crediamo che il tema debba essere affrontato nell’interesse di tutti”.

Tra i genitori dei bimbi delle scuole materne, la maggior parte si adegua alla novità senza proteste. “È importante per la sicurezza”, sostengono in tanti. Chi non ha il green pass saluta i piccoli sulla soglia e li affida alle maestre: “In questo momento non ce l’ho, devo valutare come si è organizzata la scuola. Devo avere il tempo di fare le mie valutazioni personali”, ci risponde una mamma.

Ma poi c’è anche chi non può mettersi in regola, nemmeno volendo. È il caso di una donna incinta fuori dalla scuola di San Fruttuoso: “Sono preoccupata perché non riesco ad accompagnare mia figlia alla scuola d’infanzia – spiega in diretta su Genova24 -. Sono in gravidanza, mi hanno sconsigliato il vaccino nel primo trimestre, oggi sto andando all’ospedale per sapere come posso muovermi, spero ci sia qualche deroga per casi particolari se no dovrò provvedere a una babysitter per questo inverno. Per oggi c’è mio marito, io aspetterò fuori”. Insomma, non si tratta affatto di posizioni no-vax: “Io sono favorevole al vaccino, in famiglia siamo tutti vaccinati, non sarei contraria al green pass, anzi, trovo che tuteli molto la salute pubblica. Spero mi ascoltino perché ho comunque necessità di portare mia figlia a scuola. Chiederò al ginecologo un foglio di esenzione che la scuola possa accettare”.

“Rispetto all’anno scorso abbiamo strumenti di prevenzione in più. La campagna vaccinale è andata avanti, il green pass è obbligatorio: mettendo insieme una serie di fattori abbiamo fiducia che il sistema possa ripartire al 100% senza grossi problemi“, conclude Acerra.

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