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Scuola, 168mila studenti liguri pronti a rientrare in classe. Acerra: “Non accontentiamoci di quanto fatto”

"Abbiamo il dovere di migliorare, nell'interesse supremo del futuro dei nostri giovani"

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Genova. Tutto pronto, o quasi, per l’atteso inizio dell’anno scolastico 2021/2022, l’anno scolastico del ritorno in presenza e, si spera, dell’addio alla didattica a distanza: dal 15 settembre torneranno sui banchi di scuola 168.183 studenti liguri, per un totale di 8.143 classi o sezioni in 190 istituzioni scolastiche statali.

I numeri arrivano dalla direzione scolastica della Liguria: in queste ultime settimane sono state praticamente completate tutte le pratiche per arrivare all’avvio delle lezioni, con un carico di lavoro maggiorato vista la ripresa delle lezioni “dal vivo”: sono state effettuate 1710 nomine in ruolo di personale docente, di cui 361 sul sostegno. Erano 343 lo scorso anno, di cui 2 sul sostegno.

Ma non solo: sono pure state effettuate 301 immissioni in ruolo di personale ATA (erano 137 lo scorso anno). Quanto alle supplenze, sono stati assegnati 4157 contratti a tempo determinato, di cui 1919 sul sostegno.

“L’inizio delle lezioni è sempre un momento importante – sottolinea il direttore generale Ettore Acerra – quest’anno lo è ancor di più, perchè, pur con una situazione pandemica fortunatamente in via di progressivo miglioramento, tutto il sistema ha contribuito all’avvio delle attività facendo il massimo con la massima tempestività possibile E quando parlo di sistema mi riferisco alle comunità scolastiche, a tutti I soggetti, a tutti gli Enti e le Istituzioni che collaborano in sinergia e contribuiscono al funzionamento di questo complesso e fondamentale settore del Paese”.

“Non amo essere inutilmente celebrativo o ottimista a prescindere. I numeri, seppure in importante e significativo miglioramento rispetto agli anni scorsi, non dicono tutto – commenta – Non si può negare, però, che abbiamo fatto tesoro dell’esperienza della pandemia e della conseguente gestione dell’emergenza. Guardiamo quindi al futuro, anche in un’ottica di medio e lungo periodo; sarebbe un errore accontentarsi di ciò che è stato fatto; un sistema complesso come quello scolastico ha il dovere di migliorare sempre, di lavorare intensamente sui punti deboli e progettare i percorsi e le strategie per il potenziamento. Nell’interesse supremo del futuro dei nostri giovani.”

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