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Giornata calda

No green pass: tolleranza zero contro i blocchi nelle stazioni, annunciate altre proteste

Il Viminale: "Saremo intransigenti, chi lo fa sarà denunciato". Gli organizzatori genovesi si sono dissociati, ma l'attenzione resta massima

treni stazione principe binari

Genova. Tolleranza zero contro i blocchi annunciati nelle stazioni ferroviarie in tutta Italia nel giorno in cui diventa obbligatorio il green pass per viaggiare sui treni a lunga percorrenza, compresi gli Intercity. Anche a Genova Prefettura e Questura hanno messo in campo uno speciale dispositivo di sicurezza seguendo le indicazioni del Viminale: un centinaio gli uomini schierati a presidio degli obiettivi sensibili e pronti a intervenire per scongiurare le interruzioni di pubblico servizio.

“Se qualcuno domani arrecherà disagi alla circolazione ferroviaria bloccando le stazioni, andrà incontro ad una denuncia per interruzione di pubblico servizio. Un conto è manifestare pacificamente, altra cosa è creare disagi alle altre persone, commettendo di fatto un reato. Dovremo essere intransigenti”, ha scritto ieri in un tweet il sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia, commentando le minacce di blocco della circolazione ferroviaria diffuse via Telegram.

Sulla carta a Genova non dovrebbero esserci problemi perché gli organizzatori dei cortei, che hanno preso le redini del movimento no green pass nelle ultime settimane, si sono esplicitamente dissociati dagli inviti a compiere azioni illegali: “C’è chi vorrebbe far aumentare il livello dello scontro, chi, protetto dal suo anonimato, lancia appelli ad occupare le stazioni e incita alla violenza contro i rappresentanti del regime. Noi capiamo la rabbia, la viviamo e infatti lottiamo contro il governo e le sue misure, ma qui c’è un grandissimo rischio, ossia quello di far schiantare il movimento contro il green pass – recita un messaggio diffuso sul canale Telegram Libera Piazza Genova – Qualcuno, magari in buona fede qualcuno risponderà agli appelli di questi ignoti pifferai magici, andando incontro totalmente solo ed impreparato alla violenza della polizia e alle pesanti sanzioni penali, ma noi non possiamo che dirvi di stare attenti, che la lotta non sarà risolta da qualche inutile azione forte, ma solo attraverso la costruzione di un potere popolare dato dall’organizzazione dei cittadini”.

Una presa di distanze che ovviamente non esclude automaticamente l’azione di singoli o di gruppi organizzati al di fuori di questo canale. Ed è per questo che l’attenzione sarà comunque massima. L’appuntamento, come indicato nel canale Telegram nazionale Basta dittatura che conta oltre 42mila iscritti, è alle 14.30 fuori dalle stazioni (per Genova la scelta è ricaduta su Principe) mentre il blocco è previsto dalle 15.00. L’obiettivo è “non far partire nessuno” e quindi impedire l’accesso ai binari o interrompere la circolazione ferroviaria.

Sullo stesso canale Telegram sono state lanciate diverse proteste per i prossimi giorni. Per domani (2 settembre) è stato convocato un presidio sotto i palazzi delle Regioni dalle 10.00 a mezzogiorno. Il 3 settembre presidio sotto le sedi Rai (definite canali di manipolazione), il 4 settembre proteste in tutta Italia alle 18.00, il 6 settembre sciopero generale e “tutti al Parlamento”. In tutti i casi si parla di “proteste apartitiche, spontanee, autogestite, organizzate dal popolo”.

È organizzata invece da Italexit Liguria un’ulteriore manifestazione in programma giovedì 2 settembre alle 18.00 in piazza Matteotti “in nome della tutela delle libertà individuali garantite dalla Costituzione” e in particolare contro il green pass a scuola e all’università: “Una misura sproporzionata, che assume contorni chiaramente politici, e non sanitari. Lungi da essere una semplice misura emergenziale di breve durata, apre all’adozione dell’obbligo di certificato verde per numerose altre categorie, a partire dagli altri dipendenti pubblici”. In piazza è atteso anche Mattia Crucioli, senatore genovese ex M5s, oggi membro di L’alternativa c’è.

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