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Genova. “Il marchio verde è umiliante per tutti i cittadini e i lavoratori”. La definizione è quella scelta da un’insegnante in piazza De Ferrari insieme ad altri lavoratori della scuola e della sanità, circa 200 persone radunate dalla Cub per dire no al green pass obbligatorio che al momento riguarda solo i loro settori “ma prima o poi – sostengono – questo percorso colpirà tutti”.

A dare sostegno alla manifestazione non solo il sindacato di base ma anche diverse associazioni e gruppi tra cui Medicina Democratica e Comilva. A rilanciarla sui social è stata anche Genova Antifascista. Dopo il presidio davanti a palazzo Ducale, dove si sono susseguiti vari interventi e testimonianze di lavoratori, è stato previsto un breve corteo fino alla statua di Gandhi al Porto Antico, non a caso considerato simbolo di pace e delle lotte per la libertà.

“Il Governo e altri soggetti stanno facendo di tutto per costringere il mondo intero a subire un trattamento sanitario, anche se contrari – attacca Maurizio Loschi, responsabile Cub Liguria -. Nel nostro ordinamento non c’è scritto che i lavoratori possono essere ricattati. Io sono vaccinato, ma non penso che tutti si debbano vaccinare. Invitiamo anche le altre categorie a rendersene conto”. Duro il giudizio sui movimenti che propongono blocchi e azioni illegali: “Così si portano i lavoratori al massacro, noi dobbiamo impedirlo”.

“Ai miei ragazzi dirò che non sarò più il loro insegnante – racconta Nicola, professore di scuola media -. Oppure dovrò dire loro che ho dovuto barattare il diritto alla libera scelta col diritto al lavoro, sottostare a un ricatto inserito a una norma illegittima discriminatoria e divisiva“. Tra gli interventi anche quello di una farmacista che, nonostante non vaccinata, ha mantenuto il posto di lavoro.

Per il futuro dei lavoratori che hanno subito una sospensione la Cub esclude il ricorso a strumenti legali: “Riteniamo che le cause legali abbiano limiti pesanti per i lavoratori. Se qualche giudice dovesse ritenere che la vaccinazione obbligatoria è sacrosanta, il nostro avvocato potrebbe rinunciare al compenso ma sicuramente non la controparte. Dobbiamo fare un percorso tutti insieme come sindacato, far finire queste misure e tornare alla normalità democratica”. Nel frattempo il sindacato sta portando avanti raccolte fondi per aiutare i lavoratori rimasti senza stipendio.

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