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Il caso

Meno nati e meno asili, Cristina Lodi: “La città sta morendo, serve un piano strategico per l’infanzia”

La consigliera del Partito Democratico lancia la sfida all'amministrazione civica

 Cristina Lodi

Genova. “Genova è una città che sta morendo. Lo dimostrano i dati demografici: nei primi sei mesi del 2021 sono solo 1273 i bambini nati contro le 3669 persone decedute. Nel luglio 2019 già segnalavo la situazione e da 578mila unità si passa a giugno 2021 a 555mila unità circa. Mancano all’appello ventimila persone”.

A dirlo Cristina Lodi, consigliera comunale per il Partito Democratico in riferimento alla situzione dei servizi per l’infanzia del Comune di Genova: “Assistiamo quindi a un calo demografico, collegato a doppio filo al tema dei servizi e della loro presenza diffusa sul territorio. L’Europa denuncia che il PIL di un Paese scende se le donne non lavorano, spesso a causa della mancanza di servizi dedicati rivolti all’infanzia e all’adolescenza”.

“L’ennesimo esempio di questa situazione viene dalla chiusura dell’asilo paritario “Albero Generoso” a Sampierdarena. La struttura ha cessato l’attività, rivolta lo scorso anno a ben 50 famiglie, nel silenzio tombale della giunta e del sindaco, che non ha nemmeno risposto all’appello indirizzatogli dalle maestre a fine agosto. Una chiusura che ricorda altre avvenute in questi anni con la conseguente perdita di servizi e di posti di lavoro. E quando si parla di continuità educativa sembra di parlare un’altra lingua”.

“Di fronte a questa situazione e alla conseguente riduzione di sezioni negli asili nido comunali, paritari e privati – conclude Lodi – negli anni 2020/2021 e 2021/2022, crediamo che l’amministrazione debba avviare una riflessione su un fenomeno che è specchio di una sofferenza della città, in termini di vivibilità e servizi, se vogliamo dare un futuro a Genova. Ho chiesto la convocazione a breve di una Commissione consiliare. Credo fermamente nella necessità di costruire un percorso verso un Piano Strategico Infanzia e Adolescenza ma capisco di non essere compresa appieno”.

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