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Ex blucerchiati in sardegna

Mazzarri riprende da Cagliari e lo fa con ‘Bello Bellucci’ come vice

Tre giornate di campionato e già due mister ‘saltati’… la Serie A non perde il vizio

Walter Mazzarri

Genova. Tre giornate di campionato e già due mister della Serie A ‘saltati’ ed un terzo ad alto rischio (Fabrizio Castori a Salerno)… infatti, dopo Eusebio Di Francesco a Verona (Igor Tudor al suo posto), ha avuto il ‘benservito’ anche Leonardo  Semplici, a Cagliari e questo nonostante il buon lavoro dello scorso campionato, con tanto di salvezza conquistata da subentrante.

L’unico punto conquistato in Sardegna, con lo Spezia, seguito dalle sconfitte col Milan ed il Genoa, hanno indotto la dirigenza cagliaritana a cercare una nuova guida per Joao Pedro e compagni e la scelta è caduta su Walter Mazzarri, ex mister blucerchiato, che sarà coadiuvato nelle sua esperienza, alla guida del ‘Casteddu’, da Claudio Bellucci, altro ex blucerchiato, che lo affiancherà come ‘vice’.

Il tecnico toscano (che ha battuto la concorrenza di Diego Lopez e Beppe Iachini) ha iniziato anche lui la carriera come allenatore in seconda, con un mister caro a chi tifa Samp: Renzo Ulivieri, con cui ha collaborato, sia a Bologna, che a Napoli.

Proprio con la Primavera dei felsinei, ha cominciato  a lavorare in autonomia, iniziando, poi, con le prime squadre in categorie inferiori (Acireale e Pistoiese), prima di essere scelto dal Presidente del Livorno,Sciu Spinelli”, per guidare i labronici in Serie B e Mazzarri ha ripagato con moneta contante, ottenendo, al primo colpo, la promozione in Serie A, forte di una rosa ricca di giocatori importanti, quali Cristiano Lucarelli, Igor Protti, Tomas Danilevičius, il giovane Giorgio Chiellini, Gennaro Ruotolo.

Ma invece di guidare i livornesi nella massima serie, ha optato per farlo con la Reggina, portata alla salvezza per tre anni di fila, col ‘miracolo’ del terzo campionato, quando senza gli undici punti di penalizzazione (Calciopoli) gli amaranto sarebbero entrati addirittura in Intertoto.

E’ a questo punto del suo curriculum che Beppe Marotta lo porta alla Sampdoria e gli regala la ‘patata bollente’ Antonio Cassano, che lui sa gestire ‘alla grande’, portando i blucerchiati al 6° posto ed in Coppa Uefa.

Va meno bene (in Campionato), il secondo anno (13° posto), quando Riccardo Garrone dovette intervenire nel mercato invernale, acquistando Giampaolo Pazzini e va maluccio anche in Coppa Uefa (eliminazione ai sedicesimi da parte del Metalist), ma va riconosciuto a Mazzarri il merito di aver portato il Doria (battendo l’Inter) in Finale di Coppa Italia, persa solo ai rigori… ed anche per quella regola – poco democratica – che impone di giocare la finale a Roma.

Napoli, Inter, Watford e Torino, sono state le tappe che hanno preceduto quella cagliaritana… tutte ricche di curiosità ed aneddoti.

Mazzarri e Cassano

“La mano davanti alla bocca? L’ho inventata io, alla Sampdoria, per parlare con Cassano” – ha, a suo tempo, detto il mister, che ha pure aggiunto – : “Sono stato uno degli allenatori cui ha dato maggiormente retta. Con me ha fatto due grandi annate e ha riconquistato la Nazionale. Ma è stata una gestione faticosa”.

Gli alibi di Mazzarri

La famosa giustificazione della pioggia, dopo un pareggio contro il Verona, quando allenava l’Inter: “La squadra era decimata e poi nel secondo tempo ha cominciato a piovere”.

La scaramanzia

A Napoli, il gesto di Mazzarri di togliersi la giacca era propiziatorio, in quanto, dopo che restava in camicia, la squadra spesso segnava.

Mazzarri e l’inglese

Una salvezza, ma anche il secondo esonero della carriera, fanno parte del suo curriculum britannico, in un’avventura ingiustamente ricordata soprattutto per le critiche al suo poco fluente inglese.

Di certo si troverà bene in Sardegna, ambiente genuino e col profumo del mare, come la sua San Vincenzo… ed i cagliaritani sapranno apprezzare il suo toscano verace, ma soprattutto il suo ‘parlare sul campo’…

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