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Avvistamento storico

Lupo in città, l’assessore Campora: “Nessun pericolo per l’uomo, presto un censimento della fauna selvatica” fotogallery

Il presidente del municipio Roberto D'Avolio: "Sostenere economicamente chi gestisce il verde ai confini con i boschi"

Genova.  Grande emozione hanno suscitato le immagini spettacolari del lupo avvistato ieri pomeriggio sul greto del Bisagno nei pressi del cantiere dello scolmatore, immagini pubblicate in anteprima da Genova24, le quali per la prima volta documentano la presenza urbana del lupo, che, se da tempo aveva lasciato tracce del suo ritorno, mai era stato visto così a valle.

Un documento che si può definire storico e che sta mobilitando tutta la città. “Viste le immagini ho immediatamente contattato Angelo Ferrari, il direttore dell’Istituto Zooprofilattico di Liguria Lombardia e Piemonte che con il suo team di esperti in pochi minuti ha confermato che si trattava di un lupo, giovani, probabilmente non in buone condizioni di salute, sicuramente provato”, racconta l’assessore Matteo Campora, che tra le deleghe ha anche quella per l’ambiente e la salute degli animali.

Ma non solo: “Nelle prossime ore chiederò un incontro con Regione Liguria per confrontarci sulla situazione, mentre con l’Università avvieremo un progetto per censire la fauna selvatica nel nostro territori – ha sottolineato – Vorrei però rassicurare i cittadini dopo l’avvistamento di ieri che non sussistono pericoli per l’uomo, viste le caratteristiche comportamentali del lupo”.

Un episodio che aggiunge un capitolo importante per quella che sta diventando una convivenza sempre più stretta tra fauna selvatica e uomo, e che per molte località di Genova è cosa oramai all’ordine del giorno: “La presenza massiccia di cinghiali, cosa che potrebbe aver spinto il lupo così a valle, è una criticità che va affrontata senza esitazioni – ha sottolineato il presidente del Municipio IV Media Val Bisagno Roberto D’Avolio, municipio che da tempo è in prima linea con avvistamenti del genere – si tratta di intervenire anche nella cura del verde periurbano, sostenendo eventualmente chi vive in quella che è sempre più una frontiera, per gestire e curare le proprietà in modo da disincentivare l’accesso della fauna selvatica“.

 

 

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