In Liguria 16 morti sul lavoro da inizio anno, i sindacati al prefetto: "Rafforzare gli organi ispettivi e aumentare i controlli" - Genova 24
Morti bianche

In Liguria 16 morti sul lavoro da inizio anno, i sindacati al prefetto: “Rafforzare gli organi ispettivi e aumentare i controlli”

Le denunce di infortunio sono 50 al giorno. "Nel settore edile gli ecobonus stanno portando lavoro e occupazione ma deve essere incrementata anche la vigilanza"

Genova. Con la morte di Davide D’Aprile, precipitato ieri da un ponteggio alla Foce salgono a sedici morti in Liguria dall’inizio dell’anno e 50 denunce al giorno per infortuni sul lavoro.

In base all’ultima elaborazione dell’ufficio studi della Cgil sui dati Inali, relativa al mese di lugio, gli infortuni sul lavoro in Liguria nei primi sette mesi del 2021 erano 10.602. A luglio – – sono aumentati del 17,2% rispetto al mese precedente e del +6,3% sul corrispondente periodo dell’anno precedente (gennaio>luglio 2020).

“È la 16ª vittima dall’inizio dell’anno – dice Federico Pezzoli, segretario della Fillea Cgil – sono numeri indegni di un paese civile”. Fillea Cgil Feneal Uil e Filca Cisl hanno indetto 8 ore di sciopero per il comparto edile e stamani hanno incontrato il prefetto. “La nostra richiesta è semplice e chiara – dice Pezzoli – perché dopo una tragedia come quella di ieri ci sono le lacrime e la rabbia ma poi servono anche urgentemente dei fatti. Dobbiamo investire nel rafforzare gli organi ispettivi di vigilanza indroducendo un numero maggiore di ispettori del lavoro e dell’Asl, settore che con il blocco del turn-over si è depauperato. Siccome con la ripresa ora i cantieri fioriscono da tutte le parti bisogna investire in risorse giovani e preparati che rafforzino così gli organi di vigilanza”.

La seconda richiesta riguarda “l’istituzione di un tavolo tecnico permanente – dice Andrea Tafaria, Filca Cisl – a cui partecipino sindacati ispettorato del lavoro, Inps, Inail, Asl, i rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori che girano nei cantieri con meno di 15 dipendenti e i tecnici della scuola edile Questo tavolo dovrebbe riunirsi una volta al mese per consentire la suddivisione delle notifiche preliminari che arrivano dalla Regione sui cantieri aperti suddividendo in questo modo i controlli che solo così possono essere incrementati”.

Per il segretario generale della Feneal Uil c’è un altro aspetto da sottoporre all’attenzione delle istituzioni che ha a che fare con il contratto: “Oggi per i posteggiatori c’è la possibilità di avere due tipi di contratto quello edile oppure quello metalmeccanico – noi chiediamo che a tutto il settore sia applicato esclusivamente il contratto edile: non è una difesa di categoria, è la difesa di un contratto che garantisce una formazione specifica per il settore gestita dalla scuola edile che ente bilaterale e certificato”.

Ieri il procuratore facente funzioni Francesco Pinto ha posto l’accento sul fatto che la ripresa economica non deve far abbassare l’attenzione rispetto alla sicurezza. “Nel settore in questo momento c’è molta frenesia – conferma Trapasso – gli ecobonus hanno portato un ottimo effetto sulla nostra categoria si stanno aprendo molti cantieri E si sta creando molta occupazione e di questo siamo soddisfatti Però quando aumenta il lavoro aumentano anche gli infortuni per cui bisogna aumentare anche la vigilanza”.

 

Il prefetto, al termine dell’incontro, ha stabilito di convocare il tavolo tecnico richiesto dai sindacati la prossima settimana. I temi che saranno affrontati, fanno sapere i sindacati in una nota diffusa dopo l’incontro, sono la “proliferazione dei contratti diversi da quello edile, il massimo ribasso negli appalti,  la formazione specifica superficiale e spesso non certificata e riconosciuta, le scarse ispezioni e il dumping contrattuale”

 

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